La parola “consorzio”, tecnicamente, non è quella usata nell’atto: si tratta di un accordo di collaborazione istituzionale. Ma la sostanza politica è chiara: i quattro Comuni si muovono insieme per evitare che la riorganizzazione calata dall’alto finisca per penalizzare pendolari, studenti, famiglie e servizi essenziali.
La mossa di Albano
La Giunta comunale di Albano Laziale, con la Deliberazione n. 22 del 7 luglio, ha approvato lo schema di accordo con Lanuvio, Genzano e Ariccia per predisporre una proposta tecnica condivisa da inviare ad ASTRAL.
Il bersaglio è il nuovo assetto della Unità di Rete n. 4 “Castelli Romani”, il piano di riorganizzazione del trasporto pubblico locale che punta a ‘razionalizzare’ linee, fermate e percorrenze. Una razionalizzazione che, però, secondo i Comuni rischia di trasformarsi in tagli veri.
Le nuove tratte penalizzano molte categorie
Nel documento si parla apertamente di criticità legate alla riduzione dei chilometri delle linee esistenti, alla rimodulazione dei collegamenti e alla previsione di nuove tratte non sempre aderenti ai bisogni reali della popolazione.
Tradotto: meno percorrenze, percorsi da verificare, collegamenti da salvare.
La preoccupazione riguarda soprattutto chi usa il bus per raggiungere scuole, stazioni ferroviarie, ospedali, servizi pubblici e nodi di scambio. Non una battaglia ideologica, quindi, ma una questione molto concreta.
Il territorio non è una mappa
La linea scelta da Albano parte da un principio semplice: i Castelli non possono essere letti con il righello su una carta tecnica.
Albano, Ariccia, Genzano e Lanuvio sono territori collegati tra loro da abitudini quotidiane, flussi scolastici, lavoro, sanità e pendolarismo. Per questo i quattro Comuni chiedono che il comparto venga considerato come un unico sistema funzionale.
Una corsa tagliata o spostata in un Comune può avere effetti immediati e a cascata anche sugli altri.
I luoghi collegati dai bus
L’accordo prevede l’acquisizione di un supporto tecnico-specialistico, affidato tramite il Comune di Lanuvio, individuato come ente referente operativo.
Il professionista dovrà verificare la percorribilità delle nuove linee, i collegamenti con le stazioni di Santa Palomba, Pavona, Cecchina, Cancelliera, Albano Laziale, San Gennaro, Lanuvio e Campoleone, ma anche i servizi negli orari scolastici e i collegamenti con l’Ospedale dei Castelli.
La controproposta ad ASTRAL
La delibera di Albano apre una partita importante: i Comuni prepareranno una proposta tecnica unitaria da sottoporre ad ASTRAL, che resterà il soggetto competente per valutare fattibilità, costi e compatibilità con la gara.
Albano, quindi, sceglie di non aspettare in silenzio. Mette agli atti le criticità e chiede una correzione prima dell’avvio operativo della nuova rete.
La scelta di Albano è istituzionale nei toni, ma politica nella sostanza.
Il Comune non alza barricate, non annuncia strappi, non promette miracoli. Fa una cosa più concreta: costruisce un dossier tecnico per dimostrare dove il piano rischia di non funzionare.
È una linea prudente, ma netta. E soprattutto mette al centro un punto difficilmente contestabile: il trasporto pubblico non può essere ridisegnato senza ascoltare chi ogni giorno vive quei collegamenti.
Il messaggio alla Regione Lazio
Il messaggio finale è diretto: la riorganizzazione va bene se migliora il servizio, non se scarica sui territori il peso dei tagli.
Albano, Ariccia, Genzano e Lanuvio non chiedono privilegi, ma collegamenti coerenti con la vita reale dei Castelli Romani.
Ora la palla passa ad ASTRAL. Ma intanto i quattro Comuni hanno scelto la strada più efficace: presentarsi uniti, con numeri, mappe e proposte, prima che il nuovo piano diventi un problema quotidiano per migliaia di cittadini.
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