La parola “caccia”, in questo caso, va messa tra virgolette: non si parla di abbattimenti, ma di cattura incruenta, trasferimento e cura contumaciale degli ungulati presenti soprattutto nei parchi cittadini. È quanto prevede la determinazione comunale n. 696 del 2 luglio.

Il Comune di Frascati riconosce il rischio
Il Comune di Frascati scrive che la presenza dei cinghiali è accertata da tempo e che negli ultimi mesi il fenomeno si è aggravato in modo consistente.
Si parla di mandrie con maschi, femmine adulte e cuccioli, avvistate vicino a scuole, giardini privati, zone suburbane e parchi frequentati da bambini, anziani e persone con disabilità.
Dopo sopralluoghi con i Guardiaparco del Parco dei Castelli Romani, viene messo nero su bianco un “concreto pregiudizio” alla pubblica e privata incolumità.
Tre giornate, affidamento diretto
Il servizio viene affidato all’Allevamento Colle della Selvina società cooperativa agricola, con sede ad Amaseno, in provincia di Frosinone.
Il costo previsto è di 300 euro oltre Iva per giornata di intervento. Il Comune di Frascati finanzia almeno tre giornate, per una spesa complessiva di 1.098 euro Iva compresa, imputata al capitolo della protezione civile e del pronto intervento.
L’affidamento è diretto, senza gara, anche per l’urgenza e per l’importo molto contenuto.
Un gesto minimo di civiltà
Proteggere parchi, giardini e aree verdi dalla presenza stabile dei cinghiali sembra ormai un gesto minimo di civiltà amministrativa.

Non si tratta di demonizzare gli animali, ma di evitare che un problema lasciato crescere diventi normalità. Un parco urbano deve restare un luogo per famiglie, bambini e anziani
Il punto, però, non è soltanto la sicurezza urbana. A Frascati i cinghiali toccano anche un nervo economico scoperto: l’agricoltura, i vigneti, la filiera del vino, cioè una parte dell’identità produttiva del territorio.
Quando gli ungulati entrano nei campi, non lasciano solo paura o buche nel terreno. Possono distruggere raccolti, danneggiare filari, colpire aziende che vivono di stagionalità e qualità.
Il precedente dei vigneti danneggiati
Il caso simbolo è quello di un viticoltore legato a una storica famiglia nobiliare, con vigneti nell’area tra Frascati e Grottaferrata.
Dopo anni di contenzioso per i danni provocati dai cinghiali, l’Ente Parco dei Castelli Romani ha versato 12.640 euro, oltre accessori e spese legali.
La vicenda era partita da perdite contestate e quantificate in misura ben più alta dal produttore, ma alla fine il pagamento ha chiuso il giudizio.
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La domanda politica
Ecco perché l’atto del Comune di Frascati pesa più dei suoi 1.098 euro.
La cifra è piccola, quasi simbolica, il problema, invece, è grande: chi governa un territorio agricolo, turistico e residenziale non può aspettare che siano i tribunali, i cittadini esasperati o gli agricoltori danneggiati a certificare l’emergenza.
Frascati oggi interviene nei parchi, ma la vera sfida sarà costruire un piano stabile, prima che i cinghiali diventino il conto non pagato della mancata prevenzione. Non solo per Frascati, ma anche per tanti altri Comuni dei Castelli Romani.
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