Il titolare dell’attività, un cittadino bengalese di 40 anni residente in città, è stato denunciato dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Terracina per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.
Aperto abusivamente ‘grazie’ alla legge italiana
Naturalmente tutto ciò è stato reso possibile dal fatto che i cittadini non erano stati informati della chiusura del locale, ovvero ne era stata data notizia dai mezzi di informazione, ma senza poter fornire il nome del locale. Così prescrive la legge.
E guai al giornalista e al giornale che provano a dire il nome del titolare o del locale coinvolto, si rischia una condanna molto più pesante anche di quella che spetta al locale denunciato.
Questa è la libertà di stampa in Italia. Impossibile informare i cittadini, compresi quelli trovati a consumare all’interno del locale, che naturalmente non potevano sapere nulla dell’obbligo di chiusura.
E solo per un puro caso si è scoperta la riapertura abusiva.
La scoperta casuale della riapertura irregolare del locale
L’intervento dei militari è scattato infatti nella serata di ieri, dopo la segnalazione arrivata da un componente dello stesso Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri di Latina.
Il militare, mentre transitava nella zona, ha notato che il ristorante risultava regolarmente aperto.
All’interno erano presenti diversi clienti intenti a consumare i pasti. Una situazione ritenuta anomala, visto che appena due giorni prima lo stesso esercizio commerciale era stato oggetto di un controllo da parte del NAS.
L’ispezione, effettuata l’8 luglio, aveva portato all’adozione di un provvedimento di chiusura dell’attività. Contestualmente era stato disposto il sequestro amministrativo di circa 700 chilogrammi di alimenti.
Secondo quanto emerso durante il controllo, i militari avevano riscontrato gravi carenze sotto il profilo igienico-sanitario, tali da rendere necessario lo stop alla prosecuzione dell’attività.
I Carabinieri intervengono e fermano la somministrazione
Dopo la segnalazione del militare del NAS, la Centrale Operativa della Compagnia di Terracina ha inviato sul posto una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile.
I Carabinieri, una volta arrivati al ristorante, hanno verificato che quanto segnalato corrispondeva alla realtà. Il locale era aperto e all’interno erano presenti alcuni clienti.
I militari hanno quindi proceduto all’identificazione degli avventori presenti e hanno disposto l’immediata cessazione dell’attività di somministrazione.
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Al termine degli accertamenti, il titolare del ristorante è stato identificato e denunciato all’Autorità giudiziaria per aver violato un provvedimento emesso dall’Autorità competente.
Cosa rischia ora il ristoratore
Il reato contestato è quello previsto dall’articolo 650 del Codice penale, relativo all’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.
La norma stabilisce che chiunque non osservi un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragioni di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico o igiene, è punito quando il fatto non costituisce un reato più grave.
L’articolo 650 del Codice penale prevede una sanzione dell’arresto fino a tre mesi oppure un’ammenda fino a 206 euro.
Nel caso specifico, la contestazione riguarda la presunta riapertura del ristorante nonostante il provvedimento di chiusura disposto dopo i controlli del NAS. Saranno ora gli accertamenti della magistratura a stabilire eventuali ulteriori responsabilità.






















