Il Consiglio Comunale di Anzio ha affrontato il problema e ha approvato all’unanimità una mozione sulla sicurezza urbana. La mozione impegna amministrazione e giunta a rafforzare le azioni di controllo del territorio, il sistema di videosorveglianza, l’illuminazione pubblica e i servizi di prossimità della Polizia Locale.
Il testo condiviso tra maggioranza e opposizione è stato votato all’unanimità dai 19 consiglieri presenti in aula.
I recenti fatti di cronaca portano alla ribalta il tema sicurezza ad Anzio
Ad alimentare le preoccupazioni dei residenti di Anzio in merito al tema della sicurezza sono state in particolare le recenti aggressioni, i tentativi di furto, gli episodi di microcriminalità e le tensioni registrate soprattutto nell’area di Lavinio Stazione. La preoccupazione è sfociata anche in proteste e richieste di maggiori controlli sul territorio.
Tra i fatti che hanno avuto maggiore risonanza figura la recente aggressione a un poliziotto durante un intervento davanti a un minimarket di Lavinio dove uno straniero irregolare sul territorio stava tentando di estorcere denaro al proprietario. Ad alimentare le proteste è stato il fatto che dopo il processo per direttissima l’aggressore ha ricevuto soltanto un obbligo di dimora.
È in questo clima che il Consiglio comunale di Anzio ha approvato all’unanimità la mozione che impegna l’amministrazione a rafforzare gli interventi sulla sicurezza urbana.
Sicurezza urbana ad Anzio: documento unitario di maggioranza ed opposizione
La mozione sulla sicurezza urbana ad Anzio nasce da un ampio dibattito consiliare e dall’intesa raggiunta in conferenza dei capigruppo. Nel corso della discussione sono state inserite alcune modifiche proposte dal centrodestra all’ordine del giorno presentato dalla maggioranza, trasformato poi in un documento unitario.
Tra gli impegni assunti dall’amministrazione c’è la piena attuazione del Regolamento di Polizia Urbana. Previsto anche il rafforzamento del ruolo dell’assessorato alla Sicurezza come struttura di coordinamento delle politiche comunali in materia.
Il Consiglio ha inoltre indicato la necessità di proseguire il potenziamento della rete di controllo attraverso nuove tecnologie. Necessaria inoltre una maggiore presenza sul territorio e interventi mirati nelle aree considerate più sensibili.
La mozione contiene anche un appello rivolto a Governo, Parlamento e Regione Lazio per un piano straordinario sulla sicurezza urbana del litorale laziale, per destinare risorse specifiche per il controllo del territorio, la prevenzione sociale, la rigenerazione urbana e il recupero delle zone interessate da situazioni di degrado.
Divieto di consumo di alcolici dopo le 16
Il sindaco di Anzio, Aurelio Lo Fazio, ha sottolineato il valore politico dell’approvazione unanime del documento.
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Attenzione a non fare questi errori“Ringrazio i consiglieri comunali per il contributo al dibattito e per essere giunti a una sintesi condivisa. L’atto approvato all’unanimità dà certamente più forza alle iniziative già intraprese e che continueremo a portare avanti sulla sicurezza urbana per quanto di nostra competenza e con il coordinamento del Prefetto per quanto attiene alla sicurezza pubblica”.
Lo Fazio ha quindi evidenziato la necessità di mantenere una distinzione tra le competenze dell’amministrazione comunale e quelle legate all’ordine pubblico, che fanno capo agli organi dello Stato.
Nel corso della seduta il sindaco ha anche annunciato la predisposizione di un’ordinanza che riguarderà Lavinio Stazione e altre aree considerate sensibili.
Il provvedimento prevede il divieto di consumo di bevande alcoliche dopo le ore 16 in alcune zone della città.
L’assessore alla Sicurezza: “Problemi stratificati negli anni”
Durante il Consiglio comunale è intervenuto anche l’assessore alla Sicurezza Catello Somma, che ha fatto il punto sulle iniziative già avviate dall’amministrazione.
L’assessore ha spiegato che il Comune ha fatto tutto ciò che rientra nelle proprie competenze, aggiungendo:
“i problemi che oggi affrontiamo non sono nati improvvisamente, ma si sono stratificati nel corso degli anni e per troppo tempo non sono stati affrontati in maniera organica”.
Somma ha annunciato inoltre controlli sulla regolarità degli affitti e delle residenze. In caso di irregolarità, gli esiti saranno trasmessi alla Guardia di Finanza.
L’assessore ha ricordato anche l’adesione del Comune al progetto “Rete sociale antirazzismo”, promosso dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, con l’obiettivo di favorire inclusione, rispetto reciproco e coesione sociale. Anzio, nell’ambito dell’iniziativa, svolge il ruolo di referente per il litorale sud.
Videosorveglianza a Lavinio Stazione: 34 telecamere installate
Uno dei punti centrali degli interventi riguarda Lavinio Stazione, una delle zone di Anzio sulle quali si è concentrata maggiormente l’attenzione dell’amministrazione in tema di sicurezza.
Somma ha ricordato l’investimento di circa 200mila euro per un nuovo sistema di videosorveglianza composto da 34 telecamere, 14 delle quali dotate di tecnologia per la lettura delle targhe. Il sistema è direttamente accessibile alle forze dell’ordine.
L’assessore ha inoltre ringraziato il prefetto di Roma Lamberto Giannini “per la particolare attenzione mostrata al nostro territorio”, ricordando i numerosi servizi straordinari effettuati nella zona.
Il nodo degli stranieri irregolari e dei mancati rimpatri
Nel suo intervento Somma ha affrontato anche la questione degli stranieri irregolari individuati durante i controlli.
L’assessore ha spiegato che le persone senza titolo di permanenza sono state identificate, fotosegnalate e accompagnate presso gli uffici competenti, con l’adozione dei provvedimenti di espulsione previsti dalla legge.
L’assessore ha però dichiarato che quei decreti sono stati ineseguiti e ha spiegato che è giusto che i cittadini sappiano il perché:
“Quei decreti sono stati sostanzialmente ineseguiti. Non per inerzia delle forze dell’ordine, non per mancanza di volontà del Prefetto, non per responsabilità del Comune. Sono rimasti ineseguiti perché nei centri di permanenza per il rimpatrio non vi sono posti disponibili sufficienti per dare concreta attuazione ai provvedimenti di espulsione”.
Somma ha poi aggiunto che soltanto nei giorni precedenti alla seduta si era liberato un posto presso il Centro di permanenza per i rimpatri di Caltanissetta, dove è stato trasferito uno dei soggetti ritenuti più problematici.























