Non è ancora una vittoria definitiva, perché al momento esiste un impegno assunto al tavolo tecnico e non un servizio già tornato alla normalità. Ma è una retromarcia politica importante, arrivata dopo settimane di proteste, petizioni e segnalazioni partite dai quartieri.
La battaglia partita dal quartiere Roma 2
A fine aprile il Comitato di quartiere Roma 2 aveva denunciato il rischio di perdere cinque fermate tra viale delle Arti e via Fiorucci, chiedendo che gli autobus continuassero a entrare nel quartiere.
Una zona di circa duemila residenti, con anziani, persone con disabilità, studenti e lavoratori, rischiava di essere servita soltanto dalla più distante via Solfarata.

Assemblee pubbliche, raccolte firme e pressione istituzionale avevano prodotto un primo risultato: il passaggio dei bus nel quartiere era stato salvato. Ma il problema si era soltanto spostato.
Corse ridotte del 35% e orari inutilizzabili
Con l’avvio della gestione regionale dal primo luglio, il nuovo piano aveva presentato il conto.
Sulle linee P04 e P01A, fondamentali per collegare Pomezia, Roma 2 e la stazione ferroviaria di Santa Palomba, le corse complessive erano passate da 60 a 39 tra giorni feriali e sabato.
Il taglio del 35% aveva aperto voragini proprio negli orari più delicati: corse mattutine eliminate, attese eccessive, collegamenti insufficienti all’uscita delle scuole e ultima partenza serale dalla stazione anticipata rispetto alla vecchia organizzazione.
Il treno continuava a esserci, ma spesso mancava il bus per raggiungerlo.
Le prime correzioni non avevano chiuso il caso
Astral aveva provato a tamponare l’emergenza già il 4 luglio, annunciando corse anticipate dalle 4.45 verso Santa Palomba e un incremento programmato di chilometri durante il servizio estivo.
Un primo segnale, insufficiente però a cancellare il problema generale sollevato dai comitati.
La protesta, infatti, non riguardava una sola partenza, ma l’intera struttura del servizio: frequenze, fermate, coincidenze ferroviarie e copertura dei quartieri.
La richiesta era semplice e politicamente difficile da ignorare: riportare i collegamenti almeno ai livelli precedenti.
Il tavolo tra Comune, Astral e Regione Lazio
Nei giorni scorsi, la sindaca Veronica Felici ha quindi convocato in Comune a Pomezia il confronto con l’amministratore unico di Astral Pino Simeone, i rappresentanti delle Autolinee Troiani, i tecnici comunali, il responsabile della gara e un delegato della Regione Lazio.
Al tavolo, il Comune di Pomezia ha chiesto formalmente il ripristino dell’assetto esistente prima del 30 giugno.
Astral ha assunto l’impegno di riattivare le linee entro la fine del mese, aggiungendo anche alcune migliorie che dovranno essere definite nel nuovo quadro operativo.
Una soluzione nata dalla pressione dei cittadini
La quadra trovata dal Comune di Pomezia appare così come la naturale conseguenza della mobilitazione costruita dal basso.
Senza le denunce sui tagli, il confronto sugli orari e la battaglia per le fermate, il nuovo piano avrebbe rischiato di consolidarsi nonostante i disagi.
Ora la partita si sposta dagli annunci alla strada. La sindaca Felici ha espresso soddisfazione per la disponibilità mostrata da Astral e Regione, ma ha anche assicurato che il Comune controllerà il rispetto degli impegni.
Perché il vero risultato arriverà soltanto quando gli autobus torneranno a passare, negli orari in cui servono davvero.























