Si chiama “Solo un Sì” e punta a informare i cittadini sull’importanza di questa scelta, illustrando sia i dati più recenti sui trapianti nel Lazio sia le diverse modalità con cui è possibile esprimere la propria volontà di diventare donatori.
L’iniziativa è promossa dalla Regione Lazio insieme al Centro Regionale Trapianti (CRT).

Il significato del nome della campagna è racchiuso in un messaggio semplice ma profondo: un solo “Sì” espresso oggi può salvare più vite domani.
Inoltre, il consenso alla donazione può essere manifestato attraverso diverse procedure e non esclusivamente al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità.
Tanti i dati che certificano l’importanza di questa iniziativa
“Solo un Sì”: come si diventa donatori?
Una delle questioni più importanti e solo apparentemente banali è la seguente: come si può dire di voler donare?
La campagna Solo un Sì sensibilizza su tutti i metodi disponibili per compiere questa importante scelta:
- Nel proprio Comune al rilascio o al rinnovo della propria carta d’identità. Si richiederà di dare o meno il proprio consenso a donare in caso di decesso.
- Alle ASL di riferimento ci sono degli sportelli appositi per dare il proprio sì alla causa.
- Con l’iscrizione all’AIDO (Associazione Italiana per la donazione di organi) la propria scelta è registrata sul Sistema Informativo Trapianti. Questo è un’enorme raccolta dati sui trapianti a livello nazionale. Inoltre, l’AIDO gestisce campagne di sensibilizzazione sul tema. Sul sito è disponibile anche una sezione in cui ci si può iscrivere come volontari dell’associazione.
- Un’atto olografo ovvero una dichiarazione scritta di proprio pugno, datata e firmata. Secondo il codice civile, una dichiarazione di questo tipo ha validità come scelta positiva per un trapianto.
- Il Tesserino Blu del Ministero della Salute o il tesserino del Centro Nazionale Trapianti. Solitamente queste tessere vengono autocompilate dal diretto interessato e tenute come un documento personale. Inoltre, specifica il Ministero della Salute, bisogna comunicarlo ai propri famigliari.
- La compilazione di una Donor card (carta del donatore) presso una delle associazioni di settore tra cui l’AIDO, AITF (Associazione Italiana Trapianti di Fegato) o l’ATCOM (Associazione Nazionale Trapianti di Cuore).
La campagna Solo un sì chiarisce che ha validità l’ultima volontà espressa a livello cronologico. Tra le opzioni è possibile selezionare anche “NON MI ESPRIMO” qualora non si avessero le idee chiare su un tema così delicato.
Trapianti e le donazioni, i dati nel Lazio
Nella Regione Lazio è presente un Centro Regionale Trapianto che ha sede nell’azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini.
In più, sono altri quattro i centri autorizzati ad effettuare trapianti:
- il Policlinico Gemelli,
- il Policlinico Umberto I,
- il Policlinico Tor Vergata,
- l’ospedale pediatrico Bambin Gesù.

Proprio loro insieme alla Regione Lazio stanno operando attività di sensibilizzazione rispetto a donazioni e trapianti.
Per convincere le persone ad iscriversi tra i donatori, sono utili un po’ di dati.
Per iniziare, un solo donatore è in grado di salvare fino a sette vite. Se sani, un cuore, un fegato, due reni, due polmoni e un pancreas fanno la differenza.
I numeri rilasciati dal CRT, inoltre, restituiscono un’immagine positiva sulla consapevolezza delle donazioni e dei trapianti in Italia.
Ad illustrarli è stato il dottor Mariano Feccia, direttore del centro regionale trapianti, alla conferenza di presentazione della campagna “Solo un Sì”:
Comparando il primo semestre 2026 allo stesso nel 2025, l’aumento dei donatori nel Lazio è pari al 20,9%. Innalzata anche la percentuale dei donatori utilizzati, pari al 45,4%.
Nei primi sei mesi del 2026, sono stati eseguiti 241 interventi di trapianto da decesso. Sono 24 invece quelli da donatore vivente.
I reni rimangono l’organo più trapiantato con 114 operazioni. A seguire 98 di fegato, 16 di cuore, 9 combinati e 4 di polmoni. Vanno aggiunti 24 trapianti da donatori viventi e 18 interventi in collaborazione con altre ragioni.
In totale fino a giugno 2026, sono stati svolti 283 trapianti. Basti pensare che nel 2024 i trapianti totali sono stati 485. L’aumento è evidente
Il Lazio è anche attivo per quanto riguarda l’organ sharing (condivisione di organi): infatti 41 organi laziali sono stati trapiantati con successo in altre regioni. Invece, 58 quelli ricevuti
Sono stati ad oggi, 205 i donatori di cornea con 135 prelievi di tessuti muscolo-scheletrici
In attesa ci sono 1197 pazienti adulti oltre a 42 pazienti pediatrici
Se questi numeri sono estremamente positivi per il Lazio, resta ancora necessaria la campagna di sensibilizzazione attuale.
Infatti, ad oggi è fortemente in rialzo la percentuale di oppositori alle donazioni.
Il professor Feccia ha evidenziato un dato: il 30,3% dei cittadini laziali si oppone alla donazione di organi. Una media più alta della percentuale nazionale, che si attesta invece al 24,9%.
Questo dimostra che, pur se la tendenza è positiva, il lavoro da fare è ancora moltissimo.
Campagna “Solo un Sì”, il presidente Francesco Rocca promotore : l’apprezzamento per donatori e associazioni
Nel contesto della presentazione della campagna, non è mancato l’intervento del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.
Nella prima parte del suo discorso ha sottolineato l’importanza di una scelta del genere:
Ci sono decisioni che nessuna parola riesce davvero a raccontare. Decisioni che arrivano nel momento più doloroso, quando una famiglia si trova davanti a una perdita, a una ferita improvvisa, a un vuoto che sembra togliere senso a tutto.
Eppure, proprio in quel momento, alcune famiglie compiono un gesto immenso: scelgono di donare.
Scelgono che da quel dolore possa nascere una possibilità di vita per qualcun altro. Scelgono di trasformare una separazione in un legame nuovo, invisibile ma profondissimo […] Dietro ogni trapianto, dietro ogni vita salvata, c’è una storia di amore, di responsabilità e di speranza.
Inoltre, il ruolo della Regione e delle associazioni è importantissimo per promuovere queste scelte. Continua Rocca:
La Regione Lazio sente il dovere di custodire e onorare questa scelta, rafforzando ogni giorno la rete della donazione e dei trapianti, sostenendo il Centro Regionale Trapianti, gli operatori sanitari e tutte le strutture che accompagnano con competenza, sensibilità e profondo rispetto percorsi tanto delicati.
Perché dietro ogni procedura ci sono persone, storie, emozioni che meritano di essere accolte con umanità prima ancora che con professionalità.
Un ruolo insostituibile è quello svolto dalle associazioni dei donatori. Con la loro presenza costante, il loro ascolto e la loro testimonianza tengono viva la cultura del dono, accompagnano le famiglie, sensibilizzano i cittadini e ricordano ogni giorno che la solidarietà è il fondamento di una comunità che non lascia indietro nessuno. Il loro impegno rappresenta un patrimonio prezioso per il Lazio e merita il sostegno convinto delle istituzioni.

Infine, un ringraziamento a chi, sceglie di donare e salvare delle vite:
Questa pubblicazione è, prima di tutto, un omaggio a tutte le persone che rendono possibile questo straordinario gesto di vita: ai donatori, alle loro famiglie, ai volontari, ai professionisti sanitari e a quanti, con discrezione e dedizione, costruiscono ogni giorno una rete di speranza.
A tutti loro rivolgo, a nome della Regione Lazio, il mio più sincero grazie. Perché ci insegnano che la generosità può illuminare anche il momento più buio e che l’amore, quando sceglie di donarsi agli altri, è più forte della morte
Ecco, la campagna “Solo un Sì” del Lazio serve a dire una cosa semplicissima: dire una sola volta sì oggi, può salvare delle vite domani.























