Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha dato al Comune di Pomezia 90 giorni per eseguire definitivamente la sentenza, altrimenti scatterà l’intervento di un Commissario ad acta.
Quasi 49mila euro riconosciuti al dirigente
La vicenda riguarda un dirigente dell’Area Amministrativa del Comune di Pomezia.
Alla base del nuovo pronunciamento c’è la sentenza n. 382/2025 del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, che gli aveva riconosciuto complessivamente 48.708,21 euro: 38.742,51 euro per ferie non godute, 8.048,77 euro per festività soppresse e 1.919,53 euro per la festività del Santo Patrono.
A queste somme devono poi aggiungersi interessi e rivalutazione fino al saldo.
La sentenza resta senza esecuzione
Il punto amministrativo della vicenda arriva però dopo. Nonostante il pronunciamento del giudice del lavoro, infatti, il pagamento non risulta eseguito.
Il dirigente si è quindi rivolto ai giudici del TAR del Lazio chiedendo l’ottemperanza, cioè l’esecuzione di una decisione ormai definitiva.
Con la sentenza n. 12949/2026, pubblicata il 14 luglio, i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso e certificato che, al momento della decisione, non risultava alcun adempimento da parte del Comune di Pomezia.
Il TAR: Pomezia ha 90 giorni per pagare
Il Tribunale amministrativo ha così ordinato al Comune di Pomezia, nella persona del sindaco pro tempore, di dare «puntuale ed integrale esecuzione» al giudicato.
Il Comune ha quindi 90 giorni, calcolati dalla comunicazione della sentenza o dalla sua eventuale precedente notifica, per procedere al pagamento.
Il Comune dovrà sostenere anche le spese del nuovo giudizio, quantificate dal TAR in 1.500 euro oltre agli accessori di legge e alla restituzione del contributo unificato.
Se il Comune non adempie arriva il Commissario
Il TAR del Lazio ha già previsto anche il passo successivo.
Se il Comune di Pomezia dovesse restare ancora inerte, entrerà in campo un Commissario ad acta individuato nel Capo pro tempore del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno, con possibilità di delegare un funzionario.
Il Commissario avrà 60 giorni per eseguire il giudicato e potrà adottare tutti gli atti necessari a reperire materialmente le risorse.
I soldi vanno trovati anche se mancano in bilancio
È forse questo il passaggio più pesante per l’Amministrazione.
Il TAR chiarisce che l’eventuale mancanza di fondi già stanziati o di disponibilità di cassa non può bloccare l’esecuzione della sentenza.
Il Commissario, qualora fosse costretto a intervenire, potrebbe occuparsi dell’allocazione delle somme in bilancio e di tutte le successive procedure necessarie al pagamento. Gli eventuali costi del suo intervento sarebbero inoltre posti a carico dello stesso Comune di Pomezia.
La richiesta di applicare una penalità aggiuntiva per ogni ulteriore ritardo è stata invece respinta dal TAR, anche perché sulla somma riconosciuta maturano già rivalutazione e interessi.
Ma sul punto centrale non restano margini: la decisione deve essere eseguita. Per il Comune di Pomezia parte così il conto alla rovescia: 90 giorni per pagare.
Leggi anche: Stop al biogas accanto ai laghetti della Solfatara: Latium Vetus vince in Tribunale contro la Regione Lazio
























