La Regione Lazio ha infatti preso atto della revisione del Piano nazionale dedicato alla bonifica dei cosiddetti “siti orfani”, finanziato con le risorse del PNRR e Aprilia ne è uscita perdente.
La modifica più significativa riguarda proprio il territorio di Aprilia, dove l’intervento previsto nell’area di Santa Apollonia è stato definitivamente eliminato dal programma.
Una parte delle risorse inizialmente destinate al progetto sarà trasferita al Comune di Arpino, dove il finanziamento per la bonifica viene aumentato per far fronte a criticità emerse durante le indagini ambientali.
Esce dal PNRR l’intervento di bonifica dell’ex discarica di Santa Apollonia
Il provvedimento della Direzione Ambiente della Regione Lazio recepisce il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che ha aggiornato il Piano d’azione relativo alla bonifica dei siti orfani.
Tra le modifiche approvate c’è il definanziamento dell’intervento “Aprilia – Santa Apollonia”, inizialmente inserito tra i progetti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza con uno stanziamento complessivo di 14 milioni di euro.
La cancellazione del progetto era stata proposta dalla stessa Regione Lazio dopo il confronto con il Ministero. Alla base della decisione ci sono le tempistiche previste per la realizzazione dell’intervento, considerate incompatibili con le scadenze fissate dal PNRR.
Che ci fosse il rischio di non poter concludere l’intervento nei tempi previsti dalle scadenze PNRR era già emerso nella risoluzione della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, presentata dalla deputata del M5S Ilaria Fontana.
Il rischio paventato si è concretizzato: il sito di Santa Apollonia non compare più tra gli interventi finanziati dal Piano aggiornato.
Le risorse per l’ex discarica di Santa Apollonia dirottate su Arpino
Una parte delle somme inizialmente assegnate ad Aprilia viene ora destinata al Comune di Arpino, in Ciociaria.
La Regione ha infatti disposto il trasferimento di 5,75 milioni di euro a favore dell’intervento previsto nell’area di Costecalde-Selvelle. Grazie a questa rimodulazione il finanziamento destinato ad Arpino passa da 7 milioni a 12,75 milioni di euro.
L’aumento delle risorse è stato richiesto dopo gli approfondimenti tecnici effettuati sul sito. Le indagini ambientali hanno infatti evidenziato una situazione più complessa rispetto a quanto previsto inizialmente.
Maggiori costi per la presenza di amianto e rifiuti pericolosi
Secondo quanto riportato negli atti regionali, durante il Piano di indagine ambientale sono emerse criticità impreviste.
In particolare sono stati individuati ingenti quantitativi di rifiuti contenenti amianto, oltre alla necessità di gestire e smaltire anche rifiuti classificati come pericolosi.
A incidere sui costi dell’intervento sono anche la particolare conformazione dell’area e le operazioni necessarie per il conferimento dei materiali agli impianti autorizzati.
Proprio queste circostanze hanno portato la Regione a chiedere un incremento delle risorse economiche destinate al progetto di Arpino.
Confermati gli interventi di Graffignano e Ventotene
Il nuovo Piano mantiene invece inalterati gli altri due interventi previsti nel Lazio.
Resta confermato il finanziamento di 13 milioni di euro per la bonifica del sito di Pascolaro, nel Comune di Graffignano (VT).
Confermati anche i 4 milioni di euro destinati all’intervento “Lotto B Punta dell’Arco” nel Comune di Ventotene (LT).
Successivamente la Regione ha comunque avanzato al Ministero ulteriori richieste di incremento delle risorse per entrambi i siti.
Per Ventotene è stato chiesto un finanziamento aggiuntivo di oltre 3,2 milioni di euro, motivato dal rinvenimento di materiali contenenti amianto, dall’aumento dei volumi di rifiuti da rimuovere e dai maggiori costi logistici legati all’intervento sull’isola.
Per Graffignano è stato invece richiesto un ulteriore stanziamento di 1,5 milioni di euro dopo l’individuazione, durante gli scavi, di una quantità superiore alle previsioni di rifiuti pericolosi.
Rimodulazione dei fondi regionali
L’atto approvato dalla Direzione Ambiente comporta anche una serie di operazioni contabili necessarie ad adeguare il bilancio regionale al nuovo Piano ministeriale.
Vengono quindi annullati gli impegni di spesa collegati al progetto di Aprilia ormai definanziato, mentre parte delle somme viene formalmente assegnata al Comune di Arpino.
Contestualmente la Regione riduce anche l’importo delle risorse accertate nei confronti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per oltre 3,5 milioni di euro, adeguandolo al nuovo quadro finanziario.





















