La società che gestiva il maxi stabilimento ha presentato infatti un ricorso contro la sentenza del Tar Lazio del 26 giugno scorso che dava ragione al Comune di Pomezia.
E il Comune ha deciso di tornare in campo anche al Consiglio di Stato per difendere le proprie ragioni, predisponendo un nuovo incarico legale formalizzato venerdì 17 luglio.
La battaglia si sposta al Consiglio di Stato
La novità è che la sentenza del TAR Lazio n. 11489/2026, pubblicata il 24 giugno scorso, non ha chiuso la partita, nonostante la bontà delle decisioni del Comune sia stata confermata dai giudici.
Difatti contro quella decisione che bocciava le richieste dei gestori dello stabilimento risulta infatti proposto un appello davanti al Consiglio di Stato, registrato con il numero 5954/2026.
Il contenzioso, quindi, continua e si sposta al secondo grado della giustizia amministrativa.
Al centro resta la decadenza della concessione demaniale marittima dello storico maxi stabilimento di Torvaianica, una decisione presa dal Comune di Pomezia nell’ottobre 2025 e contestata dalla società concessionaria.
Il Comune di Pomezia nomina un avvocato
Il Comune di Pomezia ha formalizzato un nuovo passaggio nella battaglia legale.
Con la Determinazione dirigenziale n. 892, l’amministrazione ha affidato all’avvocato Damiano Carletti l’incarico di assistere l’Ente nel giudizio promosso dalla società concessionaria, impegnando una somma complessiva di 8.551,91 euro.
L’atto comunale riguarda il ricorso presentato contro la Determinazione n. 1168 del 7 ottobre 2025, con la quale Pomezia aveva dichiarato la decadenza della concessione demaniale marittima n. 42/2002. Il Comune, dunque, ribadisce la volontà di difendere la propria scelta nelle aule della giustizia amministrativa.
Un conto vicino al milione di euro
Solo a questo punto si arriva all’origine della vicenda. La concessione riguarda lo stabilimento situato sul Lungomare delle Meduse 58, a Torvaianica (ex Corsetti), una struttura che occupa circa 8mila metri quadrati e rappresenta uno dei complessi balneari più grandi del litorale pometino.
Secondo quanto emerso dagli atti comunali, alla società sarebbero stati contestati circa 964mila euro di canoni demaniali non versati, riferiti al periodo compreso tra il 2008 e il 2020, oltre al mancato adeguamento del deposito cauzionale.
Una cifra enorme che ha trasformato una controversia amministrativa in un caso destinato inevitabilmente ad avere anche un forte peso politico per la città.
La decadenza, il ricorso al TAR, l’appello al Consiglio di Stato
Il 7 ottobre 2025 il Comune di Pomezia ha deciso di dichiarare decaduta la concessione. La società titolare ha reagito portando Pomezia davanti al TAR del Lazio e chiedendo l’annullamento del provvedimento.
Il ricorso ha portato dunque alla sentenza n. 11489/2026 del 24 giugno 2026, che ha dato ragione al Comune di Pomezia. Ma il successivo appello al Consiglio di Stato dimostra che lo scontro è tutt’altro che terminato.
Sul tavolo non c’è soltanto una concessione balneare: c’è il futuro di una struttura enorme affacciata sul mare di Torvaianica e una contestazione economica che sfiora il milione di euro.
Il gigante sul mare e una partita ancora aperta
L’unica certezza, oggi, è che la battaglia continua.
Da una parte c’è il Comune di Pomezia, che ha dichiarato decaduta la concessione, chiede un enorme cifra di canoni arretrati e ha scelto di difendere il proprio operato; dall’altra c’è la società concessionaria, che difende la propria sopravvivenza tenacemente e ha portato il caso davanti ai giudici amministrativi del Consiglio di Stato.
Resta però necessaria una precisazione: la presentazione dell’appello non comporta automaticamente la sospensione degli effetti della sentenza del TAR del Lazio.
Per stabilire con certezza quale sia oggi il titolo che consente eventualmente allo stabilimento di proseguire l’attività occorre verificare anche le decisioni cautelari adottate nel corso del contenzioso.
Una cosa, però, è ormai chiara: a quasi un anno dalla decadenza decisa dal Comune, il caso del maxi stabilimento da 8mila metri quadrati di Torvaianica è ancora apertissimo e la parola definitiva passa ora ai giudici di Palazzo Spada.
























