L’obiettivo del Comune sembra chiaro: recuperare una parte preziosa della memoria cittadina e portarla dentro il Museo Città di Pomezia – Laboratorio del Novecento, con il progetto “Pomezia nel cinema – Un set inaspettato”.
I filmati comprati dal Comune di Pomezia
L’operazione è stata formalizzata con un affidamento a Cinecittà S.p.A., per la fornitura di 7 filmati e 7 fotografie d’archivio da usare in esposizione e proiezione pubblica.
La licenza durerà 3 anni dalla prima esposizione e costerà 1.878,80 euro.
Non si tratta dell’acquisto definitivo dei materiali, ma dei diritti per mostrarli nel percorso museale gratuito dedicato a Pomezia e alla sua storia cinematografica.
Il nuovo racconto di Pomezia
Dentro questo piccolo tesoro ci sono titoli che profumano di pellicola, mare e anni d’oro:
“Roma – Tognazzi muratore”, “Tor Vaianica Partite di tennis in casa Tognazzi”, i filmati sugli stabilimenti De Laurentiis lungo la via Pontina, “Si gira il Boom”, “Il Tigre” e una videointervista a Carlo Verdone in cui parla di Sergio Leone.
È il tentativo di ricucire Pomezia con un immaginario potente: la città non solo industriale, non solo balneare, ma anche set, passaggio, fondale, memoria.
Torvaianica, cinema sotto il sole
Torvaianica, in questa storia, non è solo una località di mare, è una quinta estiva, una spiaggia dove il cinema italiano ha lasciato impronte leggere ma profonde.
C’è Ugo Tognazzi, con quella dimensione privata e quasi domestica evocata dalle partite di tennis nella sua casa. C’è il mare romano, ruvido e popolare. C’è la Pontina, strada di fuga e di ritorno, arteria verso una modernità fatta di stabilimenti, set, ville, ombrelloni e macchine da presa.
Da Tognazzi a Leone
Il fascino dell’operazione sta proprio qui: Pomezia prova a raccontarsi non con il linguaggio freddo degli atti, ma con quello più caldo delle immagini.
Tognazzi porta con sé l’ironia, la commedia, il gusto di un’Italia che cambiava. Sergio Leone arriva attraverso il racconto di Verdone, cioè attraverso una memoria di cinema dentro altra memoria di cinema.
È un gioco di specchi: registi, attori, luoghi, spiagge e frammenti d’archivio che tornano a parlare.
Un museo da leggere come un album
L’audio-video previsto dal progetto dovrebbe essere riprodotto nel museo come una sorta di album in movimento.
Non un semplice pannello, non una didascalia qualunque, ma una piccola immersione nel Novecento di Pomezia.
Il Comune punta così a rafforzare l’identità culturale della città, mostrando ai cittadini e ai visitatori che dietro strade, quartieri e litorale c’è anche una storia da grande schermo.
La città che non ti aspetti
Il titolo del progetto dice tutto: “Un set inaspettato”. Perché Pomezia e Torvaianica, spesso raccontate per cantieri, mareggiate, traffico estivo o cronaca amministrativa, qui cambiano luce. Diventano scenario di costume, nostalgia e cinema italiano.
Una storia perfetta da leggere in spiaggia, sotto l’ombrellone: mentre il mare fa rumore, Pomezia riscopre il suo passato da set e prova a trasformarlo in futuro culturale.
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