La Regione Lazio ha rinnovato per altri 12 anni l’autorizzazione ambientale dell’impianto Ricrea di via delle Gerbere 8/10/12, capace nella configurazione finale di gestire fino a 80.200 tonnellate annue di rifiuti pericolosi e non pericolosi.
Non è l’inceneritore Acea di Gualtieri, ma è un altro tassello, pesante, nello stesso quadrante territoriale.
Una zona quella di Pomezia e Santa Palomba già fortemente carica, anche solo con i rinnovi delle autorizzazioni delle varie aziende che già operano nel settore rifiuti.
Come è possibile pensare di caricarla ulteriormente con un mega impianto come l’inceneritore di Gualtieri?
L’ultima novità: il Sì della Regione Lazio
La Determinazione regionale n. G07692 del 5 giugno (resa pubblica solo a metà luglio) chiude positivamente il procedimento di riesame e rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dell’impianto Ricrea S.r.l., in via delle Gerbere 8/10/12, località Santa Palomba, formalmente nel territorio del Comune di Roma, ma in un’area che guarda direttamente al quadrante di Pomezia, a ridosso del confine con il Comune pometino.

L’impianto tratta e stocca rifiuti pericolosi e non pericolosi. Il rinnovo vale 12 anni.
I numeri: 80mila tonnellate l’anno
Il dato politico e ambientale è tutto nei numeri.
Nella configurazione finale, lo stabilimento potrà arrivare a 80.200 tonnellate annue complessive:
- 48.320 tonnellate di rifiuti pericolosi,
- 31.880 tonnellate di rifiuti non pericolosi.
Lo stoccaggio istantaneo massimo indicato negli atti è pari a 1.350 tonnellate. Non una pratica marginale, quindi, ma un’autorizzazione che consolida un impianto strutturato.
Cosa si fa dentro l’impianto
Il centro Ricrea non è una discarica e non è un inceneritore, è un impianto di gestione, trattamento, stoccaggio, sterilizzazione e miscelazione.
Gli atti parlano di tre linee principali:
- una per la sterilizzazione dei rifiuti potenzialmente infetti,
- una per la miscelazione di rifiuti pericolosi e non pericolosi, anche con triturazione e vagliatura,
- una per la gestione ordinaria degli stoccaggi e dei raggruppamenti.
È il retrobottega industriale del ciclo dei rifiuti.
Le condizioni imposte
La società deve comunque rispettare prescrizioni tecniche, monitoraggi, controlli sulle emissioni, sulle acque, sui rifiuti in entrata e in uscita.
Entro 30 giorni deve aggiornare le garanzie finanziarie, indicate per l’attuale step in 487.250 euro, e trasmettere un cronoprogramma vincolante per arrivare alla configurazione finale.
Ogni step successivo dovrà passare da collaudi, sopralluoghi e presa d’atto degli enti competenti.
Il nodo politico: Santa Palomba regge ancora?
Il punto, però, non è solo tecnico.
Santa Palomba sta diventando il luogo dove il Lazio e Roma scaricano una parte crescente delle proprie scelte sui rifiuti.
Basta pensare all’inceneritore Acea di Gualtieri, i cui lavori sono stati avviati proprio in località Santa Palomba, secondo quanto comunicato da Roma Capitale.
Il rinnovo dell’impianto Ricrea non va confuso con quel progetto, ma racconta la stessa geografia: un quadrante già carico, già discusso, già politicamente incendiario.
E la domanda, ora, è inevitabile: quanta parte del futuro dei rifiuti di Roma e del Lazio può essere concentrata ancora lì, tra Santa Palomba e Pomezia, senza aprire una vera discussione pubblica sul destino del territorio?
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