Un nido da 72 posti
Le novità arrivano dagli allegati firmati dal dirigente del Settore I, avvocato Giovanni Giaquinto. Non si parla più della costruzione dell’edificio, ma della fase decisiva: arredare gli spazi interni, montarli, certificarli, collaudarli e rendicontarli. In altre parole, trasformare un immobile nuovo in un asilo nido realmente funzionante.
La struttura di via Mura dei Francesi nuova di zecca è costata circa un milione di euro PNRR, si sviluppa su un unico livello, con una superficie complessiva di 789,01 metri quadrati.
La capienza prevista è di 72 bambini, divisi in quattro sezioni: Piccoli da 12 posti, Piccoli-medi da 20, Medi da 20 e Grandi da 20. Numeri importanti, soprattutto in una città dove i posti nido sono sempre terreno sensibile per famiglie e politica.

Il calendario che pesa: arredi solo a novembre
Il punto politico è tutto nel cronoprogramma. L’indagine di mercato riporta la partenza entro il 3 luglio, con preventivi entro il 6 luglio alle 12. Poi valutazione tra il 6 e il 10 luglio, affidamento diretto e impegno di spesa nel mese di luglio, ordine o contratto tra luglio e agosto. Fin qui, la macchina amministrativa corre. Ma il nodo arriva dopo.
Consegna, montaggio degli arredi, dichiarazioni di conformità, schede tecniche e certificazioni CAM/CE devono arrivare entro il 15 novembre 2026.
Entro la stessa data è previsto anche il collaudo, con verbale tra Direttore dell’esecuzione del contratto e fornitore.

È qui che la narrazione cambia: un asilo arredato e collaudato a metà novembre non può essere raccontato come un servizio pronto per l’avvio ordinario dell’anno educativo 2026-2027.
L’effetto concreto è semplice: settembre 2026 appare quindi fuori gioco per l’avvio della struttura e il suo utilizzo pieno e ordinato.
Anche immaginando una procedura senza intoppi, il Comune di Ciampino dovrà chiudere consegna, montaggio, certificazioni, collaudo, liquidazione e rendicontazione entro il 30 novembre. La chiusura nazionale del programma è fissata al 31 dicembre 2026.
La differenza tra edificio e servizio
Il caso dell’asilo di via Mura dei Francesi racconta una verità spesso rimossa: inaugurare un edificio non significa attivare un servizio.
Servono arredi adatti ai bambini da 0 a 3 anni, materiali sicuri e lavabili, spazi per il riposo, bagni dedicati, aree comuni, uffici, spogliatoi e zone per il personale educativo. Tutto deve essere conforme, certificato, verificato.
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Per Ciampino, quei 72 posti sono una promessa pesante. Possono alleggerire le liste d’attesa, aiutare le famiglie, dare respiro a un servizio pubblico essenziale.
Ma gli atti dicono che l’operazione non è ancora al traguardo. La struttura c’è, il progetto degli interni pure, il cronoprogramma anche. Mancano però i passaggi che fanno la differenza tra carta e realtà.
Verso il 2027-2028
Il punto, dunque, non è solo burocratico, è politico.
Se tutto si chiude a fine 2026, l’uso pieno e stabile del nuovo asilo rischia di allungarsi naturalmente sull’anno educativo 2027-2028.
Per le famiglie, significa rimandare tutto di 12 mesi. Per l’amministrazione, significa spiegare perché un’opera strategica, pur arrivata alla fase finale, non sarà davvero disponibile quando sarebbe servita di più.
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