Il taglio degli alberi è necessario, ma nelle carte della Città metropolitana continua a non comparire alcun piano che parla della sostituzione degli alberi eliminati e di restituire verde alla strada provinciale, nonostante il piano complessivo della spesa arrivi a ben 700mila euro.
I fondi regionali entrano nel bilancio
Il contributo è stato concesso dalla Regione Lazio, per la precisione, con la Deliberazione di Giunta n. 462 dell’11 giugno 2026 e successivamente iscritto nel bilancio della Città metropolitana attraverso la Determinazione registrata il 10 luglio.
Non si tratta più, quindi, di una semplice richiesta di finanziamento. I 350mila euro sono stati formalmente acquisiti e si aggiungono ai 200mila euro già messi a disposizione dall’ente metropolitano. La nuova fase dell’intervento vale così 550mila euro.
Un piano complessivo da 700mila euro
La cifra totale annunciata pubblicamente dalla Città metropolitana arriva però a 700mila euro. Al nuovo pacchetto da 550mila euro si sommano infatti i 150mila euro già utilizzati per avviare i primi abbattimenti.
Il progetto nasce dal censimento affidato nel febbraio 2026 alla società Progettazione e Gestione Agro Forestale, che ha individuato lungo la SP 87/b numerosi esemplari, soprattutto pini domestici, morti o gravemente compromessi dalla cocciniglia tartaruga.
Già eliminati 130 pini, ne restavano 220
Nel quadro ufficiale diffuso il 22 giugno risultavano 350 alberi morti o fortemente danneggiati. Di questi, 130 erano già stati abbattuti, mentre ne restavano altri 220 da rimuovere.
La nuova Determinazione di luglio non aggiorna però quel conteggio. Non dice quanti pini siano stati tagliati nelle settimane successive, quanti ne restino ancora in piedi e quando partirà la fase finanziata con i nuovi fondi regionali.
Il provvedimento chiarisce inoltre che serviranno ulteriori atti per impegnare concretamente le somme e organizzare i lavori.
La sicurezza non si discute
La rimozione degli alberi instabili è necessaria. Le verifiche tecniche hanno evidenziato condizioni fitosanitarie molto gravi, degrado vegetativo e un rischio concreto di cedimenti improvvisi.
La priorità è tutelare la sicurezza di automobilisti, residenti e utenti della strada. Nessuno può chiedere di lasciare in piedi alberi morti o pericolanti. Ma la messa in sicurezza non può coincidere con la cancellazione definitiva di un paesaggio.
Il grande vuoto della ripiantumazione
Ed è qui che il progetto mostra il suo limite più evidente. Nella Determinazione non compare un solo riferimento alla piantumazione di nuovi alberi.
Non vengono indicate specie sostitutive, risorse economiche, tempi, aree di intervento o misure di compensazione ambientale. Il finanziamento riguarda esclusivamente l’abbattimento delle alberature morte e affette da patologie.
La questione era già stata sollevata a maggio. A distanza di mesi, però, la domanda resta senza risposta: dopo aver eliminato i pini malati, la Città metropolitana ricostruirà le splendide file di alberi a lato della strada?
La Velletri-Nettuno non può diventare un deserto
La SP 87/b non è soltanto una strada da liberare dagli alberi pericolosi. È anche un corridoio ambientale e paesaggistico che attraversa un territorio già sottoposto a pressione urbanistica, traffico e temperature sempre più elevate.
Lasciare chilometri di asfalto senza alberi significherebbe trasformare la Velletri-Nettuno in una cattedrale desertica e desertificata, più esposta al sole e ambientalmente più povera.
Con l’aumento generale delle temperature, la politica dovrebbe essere quella di piantare più alberi possibili, per creare ombra e abbassare le temperature al suolo. Tutto ciò soprattutto nelle zone frequentate dall’uomo, come anche le strade.
Dopo i finanziamenti, gli abbattimenti e le motoseghe, serve quindi un secondo piano: quello della rigenerazione.
La Città metropolitana deve dire subito se pianterà nuovi alberi, quanti saranno e con quali risorse. La sicurezza viene prima, ma il verde non può venire dimenticato.





















