La domanda per aprire una casa vacanze
Tutto parte dalla segnalazione certificata di inizio attività trasmessa allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) il 7 luglio attraverso il portale Impresa in un giorno.
La richiesta riguardava l’apertura di una casa vacanze gestita in forma non imprenditoriale.
L’indirizzo e il nome del responsabile sono stati oscurati nella versione pubblicata all’Albo pretorio: è dunque possibile affermare soltanto che la struttura si trova nel territorio di Velletri.
Il gestore viveva nello stesso appartamento
La prima contestazione va al cuore del progetto.
Nella documentazione il gestore avrebbe dichiarato di avere la residenza nello stesso immobile destinato ai turisti.
Una condizione incompatibile con la disciplina delle case vacanze, che non consente la presenza di persone residenti o domiciliate all’interno dell’alloggio.
L’immobile avrebbe dovuto essere interamente destinato all’ospitalità temporanea.
Il nodo degli alimenti agli ospiti
A pesare sulla decisione del Comune di Velletri è stata anche la dichiarata somministrazione di alimenti e bevande. Un servizio che non può essere offerto nell’ambito di una casa vacanze.
La formula scelta dal gestore appariva quindi più vicina, almeno sotto questo aspetto, a quella di un Bed-and-Breakfast, ma senza che fosse stata presentata una pratica per quella diversa categoria ricettiva.
Documenti tecnici mancanti
Le irregolarità non si fermano alla natura dell’attività. Alla pratica non risultavano allegati il modello con i requisiti minimi obbligatori e la relazione asseverata di un tecnico sulla conformità urbanistica, edilizia, igienica ed energetica dell’immobile.
Anche la planimetria è stata giudicata insufficiente, perché priva di tutte le indicazioni richieste su superfici, altezze, finestre, posti letto e dati catastali.
Il Comune di Velletri ordina la chiusura
Davanti a questo quadro, il Suap ha disposto il divieto immediato di prosecuzione e la rimozione degli eventuali effetti prodotti dalla Scia.
Il provvedimento è stato inviato alla Polizia locale e alla Asl Roma 6.
Saranno gli agenti comunali a verificare che l’attività sia realmente cessata e, in caso di mancato rispetto dell’ordine, ad applicare le sanzioni previste.
Nuove attività turistiche sotto controllo
La decisione assume anche un significato politico e amministrativo.
Il Comune di Velletri mostra di voler rafforzare i controlli sulle nuove strutture ricettive, evitando che una semplice Scia diventi una scorciatoia per avviare attività non conformi.
Il gestore potrà presentare ricorso al Tribunale Amministrativo regionale del Lazio entro 60 giorni dalla notifica oppure rivolgersi al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. Anche se con tutte le mancanze riscontrate e documentate sarà davvero difficile che i giudici possano accogliere un suo eventuale ricorso.
Per riaprire, quindi, è più percorribile la strada di una nuova pratica coerente con l’uso reale dell’immobile e completa di tutti i requisiti.
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