L’iter autorizzativo, partito nei giorni scorsi dopo due anni di stallo, ora avanza rapidamente.
Anche la Città Metropolitana di Roma si prepara a sedere al Tavolo della Conferenza di Servizi convocato dalla Regione Lazio e sarà chiamata a esaminare il progetto, localizzato nel quadrante pometino.
Città Metropolitana sceglie chi parlerà al Tavolo
La novità arriva dall’atto di nomina firmato il 15 luglio dal sindaco metropolitano Roberto Gualtieri.
Città Metropolitana ha indicato la dirigente Paola Camuccio, responsabile del Servizio “Tutela risorse idriche, aria ed energia”, come rappresentante unico dell’Ente nella Conferenza di Servizi convocata dalla Regione Lazio per il 15 luglio.
Sarà lei a esprimere la posizione ufficiale e vincolante dell’amministrazione metropolitana sul progetto proposto dalla società Alpha Solar 1 Srl.
Il passaggio non equivale a un’autorizzazione e, soprattutto, non significa che i cantieri possano partire. È però un passo che certifica che c’è la volontà politica di portarlo a compimento.
La pratica è arrivata a una fase concreta: quella in cui gli Enti coinvolti devono mettere sul tavolo pareri, nulla osta, eventuali prescrizioni e valutazioni necessarie per arrivare alla conclusione del procedimento ambientale e autorizzativo.
Mancano i dettagli dell’impianto
Parliamo dello stesso progetto emerso nelle scorse settimane dagli atti regionali: un impianto agrovoltaico collegato alla Rete di Trasmissione Nazionale con una potenza in immissione dichiarata di 23,50 MW.
La localizzazione ufficiale è in via Campo Verde ed è registrato dalla Regione Lazio come pratica VIA n. 44/2024.
Il procedimento risulta infatti avviato già nel 2024, mentre adesso la convocazione della Conferenza di Servizi segna un evidente avanzamento dell’istruttoria.
Restano, però, alcuni elementi che gli atti finora esaminati non consentono ancora di definire con certezza: la superficie esatta interessata, il numero effettivo dei pannelli e il perimetro catastale puntuale dell’intervento.
Per questo la stima di circa 50 ettari circolata nelle precedenti ricostruzioni resta una valutazione orientativa e non un dato certificato dall’atto appena pubblicato.
Un impianto per 11.000 famiglie
Proviamo a fare comunque due conti due conti.
Pur non avendo potuto consultare il progetto ufficiale, visti altri impianti di questo tipo, si può affermare con una certa approssimazione che tale impianto potrebbe essere composto da circa 50.000 pannelli fotovoltaici.
La sua produzione di energia elettrica riuscirebbe ad alimentare il fabbisogno di 11.000 famiglie.
Sullo sfondo c’è ancora il nodo dell’ex Tacconi
A rendere politicamente delicata la vicenda è soprattutto il quadrante territoriale nel quale il progetto viene indicato.
Via Campo Verde ricade nella zona di Pomezia vicina a Pratica di Mare e all’ex cava Tacconi, dove si trovano i laghetti da anni al centro del dibattito sulla possibile tutela dei geositi e sull’istituzione di Monumenti Naturali.
Una partita ambientale che a Pomezia è tutt’altro che chiusa.
Ancora nel giugno 2026 il tema della tutela di Cava Tacconi, Laghetti di Pratica di Mare, Dune e Bosco del Pigneto e Bacini di Campo Selva era tornato all’esame delle commissioni comunali, senza però tradursi automaticamente nell’istituzione di nuovi vincoli.
Ora gli Enti devono mettere le carte sul tavolo
Come sempre, in questi casi si ‘scontrano’ due differenti ma importanti esigenze.
Da una parte c’è la necessità di aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili; dall’altra c’è il governo del territorio, soprattutto quando gli impianti interessano aree agricole o quadranti caratterizzati da valori ambientali e paesaggistici ancora al centro di possibili percorsi di tutela.
La Conferenza di Servizi dovrà servire proprio a questo: raccogliere una posizione chiara delle amministrazioni competenti.
Città Metropolitana, con la nomina del proprio rappresentante unico, si è preparata a dire ufficialmente la sua.
Il progetto non ha ancora ottenuto con questo atto il via libera definitivo, ma una cosa è ormai evidente: dopo essere rimasto a lungo lontano dai riflettori, il dossier “POMEZIA 1” ha ripreso a correre. E adesso la partita si gioca ai Tavoli che contano.
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