Il Consiglio di Stato, secondo e ultimo grado della giustizia Amministrativa, ha respinto l’appello del proprietario di un immobile situato in via Sant’Ireneo, una traversa di via di Vermicino.
I giudici hanno in pratica confermato l’esattezza della linea dura applicata dall’amministrazione di Frascati: dall’ordine di demolizione fino alla sanzione massima da 20mila euro.
Una vicenda lunga oltre vent’anni che arriva così a un epilogo.
Abusi per 130 metri quadrati
Al centro della battaglia ci sono manufatti abusivi realizzati progressivamente su un terreno classificato come agricolo e sottoposto a vincolo paesaggistico e sismico.
Dagli atti del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio emerge una superficie abusiva complessiva di circa 130 metri quadrati, oltre all’area di “sedime e pertinenziale”.
L’area di sedime è la superficie di suolo occupata dalle fondamenta di un edificio, mentre l’area pertinenziale è lo spazio esterno circostante (come ad esempio il giardino) al suo servizio.
Il condono respinto e le nuove opere
Si tratta di una situazione sulla quale il Comune di Frascati ha scelto negli anni di non arretrare, portando avanti ordinanze e provvedimenti repressivi.
Una parte delle costruzioni era già finita al centro di una domanda di condono edilizio presentata nel 2004 e successivamente respinta dal Comune.
Il No non venne impugnato, ma la vicenda non si fermò lì.
Negli anni successivi furono accertati ulteriori interventi, tra cui una struttura tubolare in ferro con relativa copertura, che portarono nel febbraio 2021 a un nuovo ordine di demolizione.
Le demolizioni non arrivano, scatta l’acquisizione
Il passaggio decisivo arriva con la mancata esecuzione degli ordini comunali.
Dopo nuovi sopralluoghi e l’accertamento dell’inottemperanza, nel 2022 il Comune di Frascati ha disposto l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive, insieme alle relative superfici previste dalla normativa.
Ricordiamo che tale atto non è discrezionale, ma obbligatorio da parte degli uffici comunali.
Tale provvedimento è già passato al vaglio della giustizia amministrativa senza che il proprietario sia riuscito a farlo cadere.
La multa massima da 20mila euro
Nel maggio 2023 Palazzo Marconi ha alzato ulteriormente il livello dello scontro, applicando una sanzione amministrativa da 20mila euro per la mancata demolizione.
Anche in questo caso la cifra non è stata scelta discrezionalmente.
Secondo il Consiglio di Stato, la contemporanea presenza del vincolo paesaggistico e di quello sismico imponeva l’applicazione della sanzione nella sua misura massima.
Anche su questo punto è fallito quindi il tentativo di ottenere l’annullamento da parte del proprietario.
Il Consiglio di Stato chiude la porta
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Per i giudici, non era possibile utilizzare il ricorso contro la multa per riaprire fuori tempo massimo la partita sull’Ordinanza di demolizione del 2021, ormai divenuta non più contestabile.
Il risultato è netto: appello respinto, sanzione da 20mila euro confermata e, in aggiunta, 4mila euro di spese processuali da versare al Comune di Frascati.
Una vittoria piena per l’amministrazione, che vede rafforzata una linea di fermezza portata avanti per anni contro gli abusi edilizi nell’area.
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