Il nodo principale resta il collegamento alla rete fognaria e, dopo l’indisponibilità attribuita dal Consiglio comunale ad Acea Ato 2 a prendere in carico gli impianti, ma ora spunta l’ipotesi di una condotta provvisoria per uscire dall’impasse.
Una soluzione, però, che non risultava ancora formalmente definita.

Il Comune di Pomezia: «Gli immobili non possiedono l’agibilità»
A mettere nero su bianco la gravità della situazione è stato l’assessore all’Urbanistica Roberto Mambelli, rispondendo in Consiglio comunale all’interrogazione della consigliera M5S Stefania Padula.
La frase pronunciata dall’assessore non lascia spazio a interpretazioni:
«Non risultano gli immobili facenti parte del complesso immobiliare possedere l’agibilità».
Il problema indicato dal Comune di Pomezia riguarda soprattutto la rete fognaria, che non risulta ancora collegata alla rete esistente e funzionante di via Vaccareccia.
La rete idrica, invece, secondo Mambelli sarebbe in fase di completamento.
Il nodo Acea e le opere ancora da completare
Alla base dello stallo ci sarebbe – secondo quanto riferito in Consiglio – la convenzione urbanistica del 2 novembre 2022, che pone in capo alla società edile, la realizzazione delle opere di urbanizzazione previste.
Nell’interrogazione viene riferito che Acea Ato 2 avrebbe manifestato l’indisponibilità a prendere in carico la rete fognaria e l’impianto di depurazione.
La società avrebbe quindi prospettato una gestione privata degli impianti, subordinata però a modifiche della convenzione.
Nel frattempo le Segnalazioni Certificate di Agibilità presentate sono state dichiarate inammissibili e inefficaci dal Comune di Pomezia per una serie di criticità.
Padula lancia l’allarme: «Può essere una bomba sociale»
Il caso è esploso politicamente nell’aula consiliare.
Stefania Padula ha parlato apertamente di un problema che rischia di andare ben oltre le carte urbanistiche:
«Questa può essere una bomba sociale»,
e ha chiesto all’Amministrazione di intervenire per tutelare gli acquirenti.
La consigliera ha aggiunto che ci sarebbero persone costrette a sostenere ancora il costo di un affitto nonostante abbiano già acquistato un’abitazione nel complesso.
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L’interrogazione quantifica in circa 450 le famiglie coinvolte, un dato che proviene dunque dall’iniziativa politica del M5S e non da un censimento allegato agli atti comunali.
Spunta il piano B, ma manca ancora l’accordo scritto
Una possibile via d’uscita è stata illustrata dallo stesso Mambelli in aula.
L’ipotesi sarebbe quella di utilizzare una condotta premente provvisoria per collegare il complesso alla rete fognaria, in attesa della futura strada di collegamento tra via Valle Caia e Pratica di Mare.

Il problema è che il tracciato dovrebbe attraversare terreni non appartenenti alla società.
L’assessore ha spiegato di ritenere che un’intesa sia vicina, precisando però:
«Credo che ci sia pronto un accordo, manca credo la parte formale scritta».
È qui che ha luogo lo stallo: finché l’accordo non sarà formalizzato e l’allaccio realizzato, il percorso verso le agibilità resta incompleto.
Una partita ancora tutta da chiudere
Il Consiglio comunale, quindi, non ha sbloccato l’ex Banci Sud. Ha però fatto emergere pubblicamente la fotografia della situazione: agibilità ancora ferme per 450 nuove case, collegamento fognario irrisolto e una soluzione alternativa che è sul tavolo, ma ancora deve essere completata.
L’assessore Mambelli ha assicurato il massimo impegno dell’Amministrazione per sollecitare il costruttore ed evitare contenziosi.
Per le famiglie coinvolte, la partita resta dunque aperta e la vera svolta arriverà soltanto quando il progetto della fogna passerà dalle ipotesi ai fatti.
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