Il il 25 giugno, anche se la notizia è stata diffusa solo in questi giorni, il Consiglio comunale ha bocciato con 13 voti contrari e 5 favorevoli la mozione presentata da esponenti di opposizione e discussa dopo circa sei mesi dal deposito.
La maggioranza che sostiene la sindaca Veronica Felici ha scelto così di non procedere, in questa fase, con la Commissione, confermando la linea della task force già istituita per seguire la delicata vicenda dell’affidamento del servizio.
La mozione arriva in Aula dopo circa sei mesi
La mozione era stata presentata alla fine del 2025 e protocollata nei primi giorni di gennaio 2026, ma è arrivata alla discussione del Consiglio soltanto il 25 giugno.
L’obiettivo era dare seguito, attraverso uno strumento compatibile con il Regolamento comunale, a una decisione politica assunta esattamente un anno prima.
A presentare la proposta in Aula è stato il consigliere Renzo Mercanti, Movimento 5 Stelle, mentre il dibattito ha visto il confronto diretto tra opposizione, maggioranza e sindaca Veronica Felici.
Un anno prima il voto era stato unanime
La vicenda nasce infatti il 25 giugno 2025, quando il Consiglio comunale aveva espresso all’unanimità l’indirizzo di istituire una Commissione per fare piena luce sulle responsabilità amministrative e politiche legate alla gestione del servizio rifiuti.
Successivamente era emerso un problema regolamentare: Statuto e Regolamento non prevedevano espressamente una Commissione d’inchiesta, ma consentivano la costituzione di una Commissione consiliare speciale disciplinata dall’articolo 34.
La proposta per superare l’ostacolo regolamentare
La nuova mozione puntava proprio a superare quel problema.
La richiesta era di avviare il percorso per una Commissione speciale, definendone composizione, durata, poteri e campo d’azione e coinvolgendo la Commissione Statuto nella definizione della proposta.
Gli esiti degli approfondimenti avrebbero poi dovuto essere trasmessi al Consiglio comunale e resi pubblici nei limiti previsti dalla legge.
Felici: prima chiudere la partita dell’affidamento
A spiegare la posizione dell’amministrazione è stata direttamente la sindaca Veronica Felici.
La prima cittadina ha sostenuto che la Commissione potrà essere istituita, ma soltanto nel momento ritenuto più opportuno, cioè quando sarà conclusa la complessa vicenda dell’affidamento definitivo del servizio rifiuti.
Fino ad allora, secondo il Comune di Pomezia, lo strumento più efficace resta la task force, chiamata a seguire l’evoluzione della procedura e i suoi passaggi più delicati.
Task force e Commissione, due strumenti diversi
Il nodo dello scontro politico sta proprio qui.
Le opposizioni chiedevano un organismo formalmente incardinato nel Consiglio comunale per ricostruire quanto accaduto nella gestione del servizio e approfondire eventuali criticità del passato.
L’amministrazione ha invece privilegiato, almeno nella fase attuale, uno strumento rivolto soprattutto al monitoraggio della procedura in corso.
La stessa Felici ha comunque affermato di voler approfondire in futuro la genesi della gara e i diversi passaggi che hanno caratterizzato la vicenda.
Il verdetto dell’Aula: 13 no contro 5 sì
Alla fine il risultato politico è stato netto. La mozione è stata respinta con 13 voti contrari e 5 favorevoli, senza astensioni.
La deliberazione del Consiglio comunale n. 43 ha quindi certificato formalmente il “No” alla proposta portata in Aula dalle opposizioni. La Commissione speciale, dunque, per ora non nasce.
Resta così il dato più significativo dell’intera vicenda: il 25 giugno 2025 il Consiglio comunale aveva condiviso all’unanimità la necessità di fare luce sulla gestione dei rifiuti attraverso una commissione; esattamente un anno dopo, il 25 giugno 2026, la maggioranza ha bocciato il percorso proposto dalle opposizioni per arrivare alla Commissione speciale.
L’amministrazione non chiude definitivamente la porta, ma rinvia la scelta a dopo la conclusione dell’affidamento. Nel frattempo, la linea del Comune di Pomezia resta quella della task force.
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