Ad annunciarlo è stata la dirigente scolastica Simona Venti, in una comunicazione alle famiglie. Nel comunicato la dirigente ha illustrato lo stato dell’iter in corso e le ragioni che rendono sempre più concreta la prospettiva del trasferimento della scuola Gramsci.
Al centro della decisione ci sono la sicurezza degli studenti e del personale e la necessità di garantire continuità alle attività didattiche dopo le criticità emerse nell’attuale edificio di via Marco Aurelio.
Il trasferimento della scuola Gramsci di Aprilia accolto con favore dagli organi scolastici
La dirigente scolastica ha inviato una lettera rivolta alle famiglie degli studenti del plesso “Gramsci”, indirizzata per conoscenza anche al personale docente e Ata.
Nel documento spiega che, sulla base di quanto pubblicato all’Albo online del Comune di Aprilia il 29 giugno, prende corpo l’ipotesi del trasferimento. Dal prossimo anno scolastico per gli studenti della Gramsci le lezioni si svolgeranno con ogni probabilità ai primi tre piani del Palazzo Colorato, in piazza dei Bersaglieri, sede di alcuni uffici del Comune di Aprilia, che verranno a loro volta spostati.
Si tratta, precisa la dirigente, di una soluzione individuata dall’Ente locale per consentire la prosecuzione delle attività scolastiche in condizioni di sicurezza, dopo le problematiche riscontrate nella sede storica della scuola.
Secondo quanto viene evidenziato nella comunicazione, il progetto incontra il favore della dirigente scolastica, del Collegio dei Docenti e del Consiglio di Istituto.
Trasferimento: una scelta dettata dalla sicurezza
Nel messaggio alle famiglie, Simona Venti ribadisce che la priorità resta la tutela degli studenti e del personale scolastico.
«Ma la scuola, prima ancora di essere un edificio, è una comunità viva. E il primo dovere di una comunità educante è proteggere i propri ragazzi. La sicurezza degli alunni e del personale viene prima di ogni altra considerazione».
È il passaggio centrale della comunicazione, con il quale la dirigente richiama il valore della comunità scolastica al di là degli edifici che la ospitano.
Il valore della sede storica
Nella lettera non manca un riferimento al forte legame che unisce studenti, famiglie e personale alla storica sede di via Marco Aurelio.
La dirigente ricorda come il plesso “Gramsci” abbia rappresentato per molti insegnanti e collaboratori il luogo di un’intera carriera professionale e, per numerose famiglie, la scuola frequentata da più generazioni:
«In quelle aule si sono intrecciati ricordi, fatiche, successi, amicizie, concerti, lezioni, esami, sorrisi e momenti di commozione. È un luogo che custodisce la memoria di una comunità intera, un patrimonio affettivo che nessun trasferimento potrà cancellare».
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Parole che riconoscono il valore simbolico dell’edificio senza però mettere in discussione la necessità di individuare una soluzione diversa.
Il silenzio dei mesi precedenti la decisione del trasferimento
Un altro tema affrontato nella comunicazione riguarda il silenzio mantenuto nei mesi scorsi sulle possibili soluzioni.
La dirigente spiega che durante lo studio delle diverse ipotesi logistiche è stato chiesto il massimo riserbo, così da consentire alle istituzioni coinvolte di lavorare con prudenza e senza creare aspettative prima della conclusione del percorso.
Per questo motivo rivolge un appello alla comunità scolastica affinché continui a mantenere discrezione su una vicenda che viene definita ancora non completamente conclusa.
Il ringraziamento alle istituzioni
Ampio spazio viene dedicato ai ringraziamenti rivolti ai soggetti che stanno seguendo il progetto.
La dirigente esprime riconoscenza alla Commissione Prefettizia che guida il Comune di Aprilia per l’attenzione riservata alla scuola e ai funzionari comunali impegnati nella ricerca delle soluzioni più adeguate.
L’obiettivo non riguarda soltanto gli spazi destinati alle aule, ma anche l’organizzazione degli uffici di segreteria, così da garantire ambienti funzionali allo svolgimento delle attività amministrative e didattiche.
La dirigente rivolge anche un pensiero ai dirigenti scolastici che l’hanno preceduta e hanno guidato l’istituto negli anni passati, riconoscendo il loro impegno nella tutela del plesso “Gramsci”.
La dirigente ringrazia inoltre il Consiglio di Istituto, il personale docente e Ata per avere rispettato la riservatezza richiesta durante questa fase.
Infine, rivolge un ringraziamento alle famiglie «che ogni giorno ci affidano ciò che hanno di più prezioso: i loro figli».
Le caratteristiche della nuova sede della scuola Gramsci
Il documento illustra anche alcune delle opportunità offerte dal possibile trasferimento.
Tra queste c’è la disponibilità di “un auditorium collegato al trasporto scolastico”, ambienti differenziati per favorire una didattica più dinamica e spazi progettati per garantire sicurezza e flessibilità organizzativa.
La dirigente precisa inoltre che la presenza di uffici nei due piani superiori dell’edificio non determinerà alcuna commistione tra l’utenza pubblica e quella scolastica.
«A tal proposito è d’obbligo chiarire che la presenza di uffici negli ultimi due piani del palazzo non comporterà alcuna commistione tra utenza pubblica e scolastica, grazie a procedure definite e condivise fin dalla prima analisi».
L’impegno per il prossimo anno scolastico
La scuola è già al lavoro per organizzare il possibile trasferimento e accompagnare studenti e famiglie nella nuova realtà.
La dirigente riconosce che servirà tempo per costruire nuove abitudini e trovare nuovi equilibri, ma assicura che ogni eventuale difficoltà sarà affrontata insieme:
«Ci saranno nuove abitudini da costruire, nuovi percorsi da imparare, nuovi equilibri da trovare. Ma li costruiremo insieme, passo dopo passo, e se ci saranno difficoltà le affronteremo con responsabilità, cercando e trovando le soluzioni migliori per il bene dei nostri ragazzi».
Il messaggio si chiude con un richiamo al valore della comunità scolastica e alla volontà di guardare al futuro senza dimenticare la storia dell’istituto:
«Porteremo con noi la memoria del vecchio plesso, ma guarderemo avanti con fiducia. Perché i nostri ragazzi meritano una scuola sicura, viva, bella e capace di futuro».
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