Ma dalle carte giudiziarie salta fuori anche un’altra notizia, cioè che quando entrerà in possesso del Palazzetto dello sport, il Comune di Aprilia piazzerà intorno alla struttura sportiva una spianata di (almeno) 600 nuovi posti auto a pagamento.
La richiesta danni in Tribunale
Davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio il Comune di Aprilia ha depositato un ricorso con il quale chiede la condanna della società al pagamento di danni che, sommando tutte le voci indicate, superano i 525mila euro, una cifra destinata anche ad aumentare in base all’esito dell’istruttoria.
La domanda risarcitoria arriva mentre è ancora aperto il contenzioso sul collaudo del Palazzetto e sulle opere di urbanizzazione previste dalla convenzione urbanistica e della relativa presa in carico della struttura da parte comunale.
Il Comune di Aprilia chiede oltre mezzo milione di euro
Il Comune di Aprilia attribuisce alla società una serie di inadempimenti che, secondo la propria ricostruzione, avrebbero provocato danni economici diretti e indiretti all’amministrazione e alla città.
Le voci principali sono:
- 286.701 euro per i costi sostenuti e le maggiori spese legate alla mancata realizzazione del Parco Lineare nell’area originariamente prevista;
- 86.089 euro come mancati introiti dovuti all’impossibilità di utilizzare il Palazzetto dello Sport;
- 35.280 euro per i mancati incassi derivanti dai parcheggi a pagamento;
- 10.000 euro per i danni economici indiretti sull’indotto cittadino;
- 107.837 euro come danno d’immagine e reputazionale subito dall’amministrazione.
Sono cifre che il Comune sottopone al giudizio del TAR del Lazio e che rappresentano, naturalmente, la propria tesi processuale. Sarà il Tribunale a stabilire se tali richieste siano fondate.
Il parco spostato
La richiesta più consistente riguarda la voce del Parco Lineare, un parco che sarebbe dovuto sorgere proprio nell’area a ridosso del fosso della Ficoccia, vicino al Palazzetto dello sport, su terreni oggi ancora gestiti da Sogeim.
Il Comune di Aprilia sostiene che Sogeim abbia ritardato la restituzione delle aree necessarie alla realizzazione del parco, costringendo l’amministrazione a spostare il progetto in un’altra zona e a sostenere quindi nuovi costi.
La società, invece, afferma che quella restituzione fosse collegata alla definizione complessiva dei nuovi accordi urbanistici e che il Comune abbia modificato unilateralmente gli impegni originariamente assunti.
Vuoi mettere i pannelli fotovoltaici? I consigli dell'esperto (prima di farti fare i preventivi)
In pratica il Comune di Aprilia non poteva chiedere la definizione solo di una parte dell’accordo ma, come chiesto dalla società, doveva prendere in carico tutto, terreni e Palazzetto compreso.
Da qui la richiesta di risarcimento di circa 287mila euro, somma che il Comune di Aprilia ritiene corrispondente ai maggiori costi sostenuti per riprogettare e realizzare l’opera su un differente terreno
Saltano fuori altri 600 parcheggi a pagamento
Tra tutte le voci di danno, una delle più singolari è quella relativa ai parcheggi a pagamento mai utilizzati.
Secondo il Comune di Aprilia, se il Palazzetto fosse stato operativo avrebbe potuto ospitare eventi con una capienza fino a 2.000 spettatori. Da questa ipotesi nasce il calcolo dei mancati introiti.
L’amministrazione immagina infatti:
- una presenza di veicoli pari al 30% della capienza, cioè 600 automobili;
- circa 40 eventi all’anno;
- una durata media di tre ore per ogni manifestazione;
- una tariffa di 70 centesimi l’ora.
Da questo elaborato conteggio deriva un introito teorico di 50.400 euro, ridotto poi del 30% per spese di gestione, fino ad arrivare alla richiesta di 35.280 euro di risarcimento.
Si tratta di una ricostruzione che certamente fa discutere, perché poggia su una serie di stime e scenari ipotetici: dal numero degli eventi alla reale affluenza di pubblico.
Ma la cosa che più colpisce il cittadino è l’ammissione da parte del Comune di Aprilia che, una volta preso possesso del Palazzetto e della sua area, avrà intenzione di circondarlo con una spianata di parcheggi a pagamento, forse più di quanti ne abbia già tutto il centro di Aprilia, che già è bello ‘invaso’ dalle strisce blu.
Il nodo principale resta il Palazzetto
Lo scontro tra le due parti nasce dalla mancata presa in consegna dell’impianto sportivo.
Secondo il Comune di Aprilia il Palazzetto dello Sport, pur essendo stato ultimato nel 2023, non sarebbe ancora collaudabile e quindi non potrebbe essere aperto alla cittadinanza.
L’amministrazione sostiene che esistano ancora criticità, in particolare riguardanti l’impianto antincendio e altri aspetti tecnici, tali da impedire il collaudo definitivo. Per questo motivo ritiene di non averlo potuto prendere in carico e di aver quindi perso i ricavi che avrebbe potuto ottenere dalla gestione della struttura.
Nella richiesta di risarcimento vengono persino elaborate diverse simulazioni economiche, basate sul valore locativo dell’immobile, sul possibile affidamento in concessione e sulle tariffe che potrebbero essere applicate per l’utilizzo dell’impianto.
Non manca anche una generica voce di danni di immagine, superiore a 100mila euro, anche se piuttosto ‘vaga’ e poco circostanziata.
La risposta di Sogeim: il Comune è il vero responsabile
La società respinge completamente le accuse.
Davanti al TAR del Lazio Sogeim sostiene posizioni molto diverse rispetto a quelle descritte dal Comune di Aprilia.
Secondo la società, negli anni sarebbero state proprio le continue modifiche progettuali richieste dall’amministrazione, insieme ai cambiamenti della viabilità e delle opere da realizzare, ad aver rallentato l’intervento.
Sogeim ricorda inoltre di avere già completato gran parte delle opere previste e sostiene che molte delle contestazioni mosse oggi dal Comune non troverebbero fondamento nelle convenzioni sottoscritte.
Anche sul Palazzetto dello Sport la posizione è opposta: la società ritiene di avere realizzato l’opera secondo quanto approvato e contesta le valutazioni che hanno portato al mancato collaudo.
Il giudizio davanti al TAR del Lazio servirà proprio a stabilire quale delle due ricostruzioni sia quella giuridicamente corretta.
Una vicenda iniziata oltre vent’anni fa
Per comprendere il contenzioso bisogna tornare al 2003, quando Comune di Aprilia e Sogeim sottoscrissero la convenzione urbanistica per la lottizzazione del comparto.
L’accordo prevedeva la costruzione delle abitazioni ma anche numerose opere pubbliche a carico del privato: strade, verde, parcheggi e soprattutto il nuovo Palazzetto dello Sport.
Negli anni successivi il progetto è stato modificato più volte.
Sono cambiate la viabilità, le caratteristiche dell’impianto sportivo, le convenzioni e i cronoprogrammi. Nel frattempo sono intervenuti ricorsi, varianti urbanistiche, proroghe e nuovi accordi mai arrivati a conclusione.
A pagare, per ora, sono i cittadini
Al di là delle responsabilità che saranno accertate dal Tribunale, c’è un dato che accomuna entrambe le ricostruzioni: dopo oltre vent’anni dalla firma della prima convenzione il Palazzetto dello Sport continua a non essere utilizzabile.
Per i cittadini significa non poter disporre di una struttura sportiva attesa da anni, mentre associazioni e società sportive continuano a cercare spazi alternativi.
Anche il progetto del Parco Lineare ha subito un percorso molto più complesso del previsto, con la necessità di riprogettare l’intervento e spostarlo altrove per evitare la perdita dei finanziamenti.
Il procedimento davanti al TAR del Lazio dovrà ora affrontare contemporaneamente diversi fronti: il collaudo del Palazzetto, la vicenda del Parco Lineare, gli obblighi previsti dalla convenzione urbanistica e la nuova, pesantissima richiesta di risarcimento avanzata dal Comune di Aprilia.
Una partita giudiziaria che vale oltre mezzo milione di euro ma che, soprattutto, riguarda un’opera pubblica che i cittadini di Aprilia aspettano ormai da molti anni.
Leggi anche: Aprilia, la scuola Gramsci prepara il trasferimento. La Preside: «La sicurezza prima di tutto»
























