Sono già partiti alcuni cantieri, mentre altri sono in fase di progettazione o di autorizzazione.
Il programma può contare su risorse complessive pari a circa 92 milioni di euro e interessa numerosi tratti del litorale laziale, dall’estremo nord di Montalto di Castro fino ai confini con la Campania.
Un piano anti-erosione nato in Università
Il Piano regionale di difesa della costa è stato avviato nel 2025 sulla base di uno studio realizzato nell’ambito della collaborazione tra la Regione Lazio e il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi Roma Tre.
L’analisi ha valutato la vulnerabilità dell’intero litorale regionale, individuando le aree maggiormente esposte ai fenomeni di erosione.
La collaborazione con l’ateneo proseguirà anche nei prossimi tre anni grazie al rinnovo della convenzione.
L’obiettivo è garantire un supporto scientifico continuo sia per l’attuazione degli interventi sia per l’aggiornamento del Piano in base all’evoluzione delle condizioni della costa.
Investimenti per circa 92 milioni di euro
Le risorse disponibili provengono da diverse fonti di finanziamento. Una parte è rappresentata da circa 22 milioni di euro di fondi regionali già assegnati ai Comuni ma non ancora utilizzati.
Il finanziamento più consistente arriva invece dal Programma regionale FESR 2021-2027, che destina 65 milioni di euro alle opere di difesa costiera. A questi si aggiungono circa 5 milioni di euro di ulteriori fondi regionali previsti nel triennio 2025-2027.
L’obiettivo è realizzare interventi strutturali e programmati per limitare l’erosione e proteggere sia l’ambiente costiero sia le infrastrutture presenti lungo il litorale.
Individuate nuove cave marine di sabbia ad Anzio e Terracina
Tra le attività completate nel primo anno figura la ricerca di nuovi giacimenti di sabbia da utilizzare nei futuri interventi di ripascimento delle spiagge.
Lo studio, svolto in collaborazione con l’Università La Sapienza, ha individuato depositi sottomarini in tre aree al largo delle coste di Terracina, Anzio e Montalto di Castro.
In alcuni siti sono già stati eseguiti rilievi batimetrici e geofisici. Proseguono invece le indagini sui fondali davanti ad Anzio attraverso specifici carotaggi, necessari per verificare la qualità dei sedimenti.
I cantieri già avviati ad Anzio
Tra gli interventi più avanzati figura quello di Capo d’Anzio. Sono già iniziati i lavori per la ricarica delle scogliere esistenti, destinate a proteggere la Tomba di Nerone e l’Arco Muto.

Il cantiere è partito nell’aprile 2026 e la conclusione è prevista entro il 31 dicembre dello stesso anno.
Sempre ad Anzio è in corso la procedura di valutazione ambientale per un secondo intervento, che prevede il ripascimento del tratto compreso tra Capo d’Anzio e Tor Caldara, protetto da nuovi pennelli.
Altre spiagge: Ostia e Fregene tra i prossimi interventi
Per Ostia Levante è stata completata la progettazione esecutiva del ripascimento ricostruttivo, dopo il superamento delle autorizzazioni ambientali.
L’apertura del cantiere è programmata al termine della stagione invernale, con l’obiettivo di concludere i lavori prima dell’inizio della stagione balneare del 2027.

A Fregene procede invece la progettazione esecutiva delle opere rigide di difesa della costa. Anche in questo caso la procedura ambientale è già stata superata e i lavori dovrebbero partire al termine dell’estate.
I progetti affidati ai Comuni
Diversi interventi sono gestiti direttamente dai Comuni attraverso i finanziamenti del FESR.
A Ladispoli la gara è già stata aggiudicata per le opere di difesa del tratto compreso tra Torre Flavia e lo stabilimento Malibu Beach. L’inizio dei lavori è previsto dopo la stagione balneare.
A Santa Marinella il progetto relativo alla zona di Santa Severa ha ottenuto le autorizzazioni necessarie ed è entrato nella fase della progettazione esecutiva.
Nel Comune di Fondi, invece, è ancora in corso la procedura di valutazione di impatto ambientale per gli interventi previsti tra Foce Canneto e Foce Santa Anastasia.
Riprendono anche gli interventi rimasti fermi
Il Piano prevede inoltre il recupero di opere finanziate negli anni passati ma mai completate.
A Latina è in corso la revisione del progetto per la difesa del tratto di costa verso Sabaudia.
A Montalto di Castro è previsto il ripascimento di circa quattro chilometri di spiaggia insieme al consolidamento di due scogliere già esistenti. Anche qui i lavori dovrebbero partire al termine della stagione estiva.
Analoga tempistica è prevista per il ripascimento del litorale di Sabaudia, nella zona del Caterattino.
Per Terracina prosegue invece la procedura ambientale relativa al completamento delle opere tra Foce Sisto e Badino.
Accordi quadro per accelerare i lavori
Per ridurre i tempi necessari all’affidamento degli interventi, la Regione Lazio ha scelto di utilizzare lo strumento degli accordi quadro.
Sono state avviate due procedure distinte: una dedicata ai ripascimenti e una alle opere rigide.
Il sistema consentirà di affidare rapidamente i singoli lavori non appena saranno pronti per l’apertura dei cantieri, evitando nuove gare per ogni intervento.
L’accordo quadro relativo ai ripascimenti è stato aggiudicato alla società Rohde Nielsen, mentre quello dedicato alle opere rigide è stato assegnato a tre raggruppamenti temporanei di imprese guidati da Doronzo Infrastrutture, Società Italiana Dragaggi e Sales.
La conclusione delle procedure amministrative è prevista entro settembre.
Attenzione anche alle Isole Pontine
Una parte del programma riguarda anche Ponza e Ventotene, escluse dallo studio originario dell’Università Roma Tre.
Per questi territori è stato affidato uno studio specifico sul rischio idrogeologico delle coste rocciose.
L’analisi servirà a individuare gli interventi più adatti in un contesto caratterizzato da problematiche differenti rispetto alle spiagge sabbiose del resto del Lazio.
Monitoraggio continuo dell’erosione
Tra le novità del Piano figura anche un sistema di monitoraggio permanente dell’evoluzione della linea di costa.
Per i prossimi tre anni sarà realizzata una piattaforma WebGIS che consentirà di aggiornare costantemente le mappe della costa e verificare in tempo reale l’efficacia degli interventi eseguiti.
Il sistema metterà a disposizione dati georeferenziati utili per programmare le future opere e migliorare la gestione del demanio marittimo.
Il Piano comprende anche un’attività di divulgazione scientifica. È infatti prevista la realizzazione di documentari dedicati ai principali interventi di difesa della costa.























