Dopo una riqualificazione finanziata con circa 6 milioni di euro di fondi PNRR, l’amministrazione comunale ha previsto nuove spese per rendere operativo lo spazio verde: circa 70 mila euro per ulteriori interventi sul verde e oltre 90 mila euro per due anni per garantire apertura, chiusura dei cancelli e manutenzione dell’area.
Non solo: la giunta Celentano ha stanziato ulteriori 27.688,30 euro per l’organizzazione dell’inaugurazione del parco e altri tre appuntamenti, dei quali 11mila di service e sedie.
La riapertura dopo oltre due anni di chiusura
Il Parco Falcone e Borsellino tornerà a disposizione dei cittadini dopo un lungo periodo di chiusura iniziato il 18 dicembre 2023.
Secondo quanto ricordato da Latina Bene Comune, il contratto dei lavori prevedeva una durata di 400 giorni, con conclusione fissata all’11 febbraio 2025. La riapertura effettiva è invece prevista per il 25 luglio 2026.
Per il movimento Lbc si tratta di un ritardo di oltre diciassette mesi rispetto al cronoprogramma iniziale.
“Come Latina Bene Comune siamo sinceramente soddisfatti che il principale parco pubblico della città venga finalmente restituito ai cittadini”, hanno dichiarato i consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton insieme alla segretaria Elettra Ortu La Barbera.
Il gruppo di opposizione, però, sottolinea che il ritorno del parco alla città non dovrebbe cancellare le criticità emerse durante il percorso.
“Prima dei comunicati trionfalistici delle fotografie e dei video di rito, la sindaca Celentano e il vicesindaco Carnevale avrebbero dovuto compiere un gesto molto più significativo: chiedere scusa ai cittadini”, affermano da Latina Bene Comune.
Il nodo dei nuovi costi dopo il finanziamento PNRR
A riaccendere il confronto politico a Latina sono soprattutto le nuove spese previste a ridosso dell’inaugurazione del rinnovato parco.
Secondo quanto denunciato dall’ex sindaco Damiano Coletta, il progetto di riqualificazione ha già beneficiato di circa 6 milioni di euro di fondi PNRR, intercettati durante la precedente amministrazione.
L’ex primo cittadino ha evidenziato che, oltre all’investimento iniziale, sono stati previsti nuovi affidamenti per consentire l’apertura e la gestione del parco.
“Tra pochi giorni Latina festeggerà la riapertura del Parco Falcone e Borsellino. Cerimonie, spettacoli, bambini, palloncini. Tutto molto bello. Peccato che dietro la scenografia ci sia una gestione delle risorse pubbliche che merita ben altra attenzione”.
Ai 27mila euro per la cerimonia inaugurale si aggiungono circa 70 mila euro affidati per “ulteriori interventi specialistici di manutenzione del verde”, a pochi giorni dalla riapertura di un’opera già finanziata con risorse milionarie.
Oltre 90 mila euro per due anni di gestione
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Sono inoltre previsti oltre 90 mila euro complessivi per due anni per le attività di apertura e chiusura dei cancelli e per la cura del verde.
Si tratta di un servizio affidato alla stessa ditta che ha eseguito i lavori finanziati dal PNRR.
Coletta ha posto una domanda sulla necessità di ulteriori interventi dopo la conclusione della riqualificazione.
“Facciamoci una domanda semplice: se il progetto da 6 milioni era fatto bene, perché servono altri 70.000 euro di soldi del bilancio comunale proprio dalle casse dei cittadini per ‘sistemare’ il verde a lavori appena conclusi?”, ha dichiarato.
Secondo l’ex sindaco, le possibili spiegazioni sarebbero due: “O il progetto esecutivo era carente o chi ha lavorato non ha fatto un buon lavoro. Non ci sono altre spiegazioni”.
Lbc chiede chiarezza sulle modifiche al progetto
Nel comunicato diffuso da Latina Bene Comune vengono sollevati anche altri interrogativi sulle modifiche intervenute durante l’esecuzione dell’opera.
Il gruppo consiliare sostiene di aver evidenziato, attraverso il lavoro nelle commissioni e l’analisi degli atti, alcune differenze tra il progetto iniziale e quanto successivamente realizzato.
Tra gli aspetti citati ci sono il ridimensionamento di alcune lavorazioni, tra cui interventi sulle fognature e sull’impianto di illuminazione, oltre a modifiche relative alla recinzione e alla gestione del materiale di risulta del cantiere.
“Non contestiamo il principio della variante quando questa sia necessaria e adeguatamente motivata. Contestiamo, invece, il fatto che ogni modifica ad un progetto finanziato con risorse pubbliche debba essere pienamente trasparente, tecnicamente giustificata e accompagnata dalla massima chiarezza nei confronti della città”, hanno spiegato da Lbc.
Il tema dei chioschi e della manutenzione futura
Tra le questioni ancora aperte c’è anche quella dei chioschi destinati alla somministrazione di cibo e bevande e alle attività di intrattenimento.
Secondo Latina Bene Comune, l’amministrazione avrebbe dovuto affrontare prima la necessità della variante urbanistica per la loro collocazione.
L’opposizione chiede inoltre attenzione sulla fase successiva alla riapertura. Il tema non riguarda soltanto il completamento dell’opera, ma anche la sua durata nel tempo.
“Il nostro dovere continuerà ad essere quello di vigilare affinché ogni euro di denaro pubblico sia stato speso correttamente e affinché ogni scelta progettuale sia pienamente giustificata e documentata”, ha dichiarato Lbc.
Il confronto politico sulle priorità della spesa pubblica
La riapertura del Parco Falcone e Borsellino diventa quindi anche un confronto sulle scelte dell’amministrazione comunale di Latina.
Coletta ha criticato il ricorso a nuovi affidamenti diretti a pochi giorni dall’inaugurazione, chiedendo spiegazioni sui costi aggiuntivi.
“Non è populismo chiedere trasparenza. È chiedere che i soldi pubblici, quelli intercettati con fatica, quelli versati dai cittadini, vengano spesi con criterio, con gare vere, con programmazione seria”, ha affermato.
Per Latina Bene Comune il parco rappresenta un patrimonio della città e la riapertura è un passaggio positivo, ma non deve chiudere il confronto sulle modalità con cui sono state utilizzate le risorse.
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