ACS Dobfar S.p.A. ha acquisito IBI e le sue controllate, dando vita a un’operazione che punta a rafforzare la presenza del gruppo nel settore farmaceutico ospedaliero e a consolidare una filiera produttiva interamente italiana.
L’operazione viene accolta con favore anche dalle organizzazioni sindacali, che vedono nell’acquisizione di IBI da parte di ACS Dobfar un’opportunità per rilanciare lo stabilimento di Aprilia, salvaguardare l’occupazione e sostenere nuovi investimenti.
IBI Lorenzini di Aprilia: un’acquisizione strategica per il gruppo ACS Dobfar
Con l’acquisizione di IBI Lorenzini di Aprilia, ACS Dobfar compie un ulteriore passo nel proprio percorso di crescita industriale.
Il gruppo, specializzato nello sviluppo e nella produzione di farmaci, opera lungo l’intera filiera, dalla produzione dei principi attivi fino alla realizzazione delle formulazioni farmaceutiche.
L’azienda conta oggi 22 stabilimenti nel mondo, di cui 13 in Italia, e considera l’operazione di acquisizione di IBI Lorenzini uno strumento per rafforzare la propria strategia di integrazione verticale. L’obiettivo è aumentare la capacità produttiva, garantire continuità nelle forniture e ampliare la presenza commerciale nei Paesi dove IBI è già attiva, incrementando in particolare il fatturato nel comparto ospedaliero.
L’acquisizione assume un significato particolare anche nel contesto internazionale. Secondo ACS Dobfar, la crescente attenzione dei governi verso l’autonomia nella produzione farmaceutica rende strategico poter contare su produzioni affidabili e stabili nel tempo sul proprio territorio.
Grazie alla rete commerciale di IBI, il gruppo potrà incrementare la produzione di antibiotici penicillinici iniettabili destinati ai mercati internazionali.
Un’azienda che non delocalizza: la produzione rimane ad Aprilia
L’operazione rappresenta anche un caso in controtendenza rispetto ai processi di delocalizzazione che hanno interessato il settore manifatturiero negli ultimi anni.
La proprietà passa infatti da un gruppo imprenditoriale italiano a un altro gruppo italiano, mantenendo ad Aprilia competenze, capacità produttive e know-how maturati in oltre un secolo di attività.
L’integrazione delle competenze presenti nelle due aziende consentirà di rafforzare la produzione di antibiotici e farmaci sterili destinati agli ospedali.
Le prospettive per lo stabilimento IBI di Aprilia
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Per lo stabilimento IBI di Aprilia si apre una nuova fase dopo un periodo caratterizzato da difficoltà e incertezze.
Secondo la Filctem Cgil Frosinone Latina, l’ingresso di ACS Dobfar costituisce una concreta opportunità di rilancio industriale. Il sindacato evidenzia come il gruppo abbia manifestato l’intenzione di sostenere il sito produttivo attraverso investimenti destinati al revamping degli impianti e all’innovazione tecnologica, valorizzando le professionalità già presenti.
L’IBI Lorenzini di Aprilia rappresenta una delle realtà storiche del comparto farmaceutico pontino e, anche nei momenti più complessi, i lavoratori hanno continuato a garantire la continuità produttiva dello stabilimento.
La Filctem, organizzazione sindacale presente sia nello stabilimento di Aprilia sia in quello ACS Dobfar di Anagni, ha già avviato un confronto con l’azienda per accompagnare il processo di integrazione e armonizzare gli accordi sindacali.
Il segretario generale Antonio Parente sottolinea il valore del passaggio societario:
«Oggi non celebriamo semplicemente un passaggio societario ma l’apertura di una nuova possibilità per una realtà produttiva importante del nostro territorio».
Parente aggiunge inoltre:
«L’ingresso di ACS Dobfar rappresenta un’opportunità che guardiamo con fiducia e spirito costruttivo. Parliamo di un Gruppo solido, internazionale e con una importante capacità industriale.
Ora ci aspettiamo che gli investimenti annunciati, a partire dal revamping degli impianti e dall’innovazione tecnologica, si traducano concretamente in sviluppo, occupazione e valorizzazione delle competenze presenti ad Aprilia».
FAILC CONFAIL: «Oggi vince il lavoro»
Anche FAILC CONFAIL esprime soddisfazione per il completamento dell’operazione, definendola un punto di svolta per il sito produttivo di Aprilia e per il territorio.
Il sindacato evidenzia di aver seguito tutte le fasi della crisi mantenendo un confronto costante con azienda e lavoratori, nella convinzione che solo un’importante operazione industriale avrebbe potuto garantire continuità produttiva e prospettive occupazionali.
Nel comunicato diramato dal sindacato viene inoltre riconosciuto l’impegno dei dipendenti dello stabilimento, che hanno continuato a lavorare con professionalità e senso di appartenenza nonostante le difficoltà degli ultimi anni.
Il segretario nazionale Giovanni Chiarato afferma:
«Questa vicenda dimostra che quando tutte le parti agiscono con senso di responsabilità, rispetto reciproco e visione del futuro, i risultati arrivano. Il nostro sindacato ha creduto fino in fondo nella possibilità di salvaguardare questo importante presidio industriale, lavorando ogni giorno con discrezione ma con determinazione. Abbiamo ascoltato i lavoratori, condiviso le loro preoccupazioni e costruito insieme un percorso che oggi consegna nuove prospettive a tutti».
Chiarato conclude:
«Oggi possiamo affermare con convinzione che il lavoro di squadra premia sempre. Hanno vinto i lavoratori, che non hanno mai smesso di credere nel futuro dello stabilimento. Ha vinto il territorio, che conserva una realtà industriale strategica. Ha vinto l’impresa, che ha scelto di investire. E ha vinto anche un modello di relazioni sindacali fondato sul confronto, sulla partecipazione e sulla responsabilità».
Una nuova fase per il polo farmaceutico pontino
L’acquisizione di IBI Lorenzini da parte di ACS Dobfar apre dunque una nuova fase per uno dei principali stabilimenti farmaceutici del territorio pontino.
Le aspettative sono ora concentrate sull’attuazione del piano industriale annunciato dal nuovo gruppo, sugli investimenti destinati agli impianti e sull’integrazione con gli altri siti produttivi, in particolare quello di Anagni.
Per il territorio di Aprilia, l’operazione rappresenta un segnale importante di continuità industriale in un comparto strategico come quello farmaceutico.
L’obiettivo condiviso da azienda e organizzazioni sindacali è trasformare il cambio di proprietà in un’occasione di crescita, innovazione e consolidamento dell’occupazione, mantenendo in Italia una produzione ad alto valore aggiunto destinata ai mercati internazionali.
La ACS Dobfar in Italia e nel Lazio
Il gruppo Acs Dobfar è il primo produttore italiano di principi attivi farmaceutici ed esporta i propri prodotti in 100 diverse nazioni. L’azienda è il più grande produttore di cefalosporine e penicillina per somministrazione orale e da iniezione ed è da anni tra le prime industrie chimiche e farmaceutiche al mondo.
Come DobFar inizia la sua attività nel 1973 nello stabilimento di Vimercate (MB).
Il nome Dobfar nasce dall’unione delle parole “dobbiamo” e “farcela”, lo slogan scelto dai quattro amici fondatori (Falciani, Pezzetti, Crimella e Broggi) quando avviarono l’attività.
ACS, invece, è l’acronimo di “Antibiotici Cristallizzati Sterili”, una seconda società nata nel 1980 a Tribiano (MI) e poi fusa con la Dobfar nel 1991.
La sede legale e il quartier generale di ACS Dobfar S.p.A. si trovano tuttora a Tribiano. Da lì l’azienda ha esteso le sue produzioni su altri stabilimenti in Lombardia, Veneto, Abruzzo e Lazio.
Nel Lazio è presente ad Anagni (FR), Pomezia (RM) e con l’acquisizione di IBI Lorenzini ora anche ad Aprilia.
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