La deputata Stefania Ascari (Movimento 5 Stelle) chiede al Governo di verificare questa vicenda e di valutare possibili controlli e modifiche alle norme.
Il motivo è la durata eccezionale della procedura, che supera i quarant’anni e che, secondo quanto scritto nell’interrogazione, solleva dubbi sul rispetto dei tempi della giustizia.
Il caso finisce all’attenzione del Parlamento
L’interrogazione a risposta scritta, presentata alla Camera dei deputati, nasce dalla documentazione inviata alla deputata e riguarda una procedura esecutiva immobiliare avviata nel 1979 davanti al Tribunale di Latina.
Secondo quanto riportato nell’atto parlamentare, la procedura risulterebbe ancora aperta dopo ben 47 anni.
Una situazione che, secondo l’interrogazione, appare difficile da conciliare con il principio della ragionevole durata dei processi, previsto dalla Costituzione italiana e dalle principali norme europee sulla tutela dei diritti.
I dubbi sulla successione del creditore
Uno dei punti affrontati nell’interrogazione riguarda il cambio del creditore nel corso degli anni.
Secondo la relazione del professionista delegato, richiamata nell’atto, il creditore iniziale sarebbe stato un Consorzio, poi sostituito dalla Banca di Fondi.
Tuttavia, secondo la deputata, dai documenti disponibili non risulterebbe chiaro come sia avvenuto questo passaggio.
Per questo motivo, nell’interrogazione si chiede di chiarire se il trasferimento del credito sia avvenuto in modo corretto e se chi ha proseguito la procedura fosse realmente legittimato a farlo.
Si tratta, secondo l’interrogante, di un aspetto importante per il corretto svolgimento della procedura.
Il caso di Latina potrebbe modificare la legge
L’interrogazione affronta anche il tema dei poteri dei professionisti delegati nelle procedure esecutive immobiliari.
L’atto ricorda che, secondo la Corte di Cassazione, questi professionisti possono svolgere solo le attività previste dalla legge e autorizzate dal giudice dell’esecuzione con uno specifico provvedimento.
La responsabilità e la direzione della procedura restano sempre in capo al giudice dell’esecuzione.
La deputata chiede quindi al Ministero della Giustizia di valutare possibili modifiche alla legge per definire in modo più chiaro competenze, limiti e responsabilità dei professionisti delegati.
Tra le richieste c’è anche la possibilità di introdurre nuove norme per rafforzare i controlli sull’attività dei professionisti delegati.
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In particolare, vengono proposti obblighi di rendicontazione periodica, sistemi per monitorare la durata delle procedure, la rotazione degli incarichi e controlli automatici quando una procedura supera determinati limiti di tempo.
Alcune decisioni dei giudici non chiare
Un altro punto riguarda le motivazioni delle decisioni prese durante la procedura.
Nell’interrogazione si riferisce che il segnalante avrebbe contestato la presenza di numerosi provvedimenti molto brevi e privi di spiegazioni sufficienti.
Secondo la parlamentare, questo aspetto è importante perché ogni decisione del giudice dovrebbe essere adeguatamente motivata, così da garantire trasparenza, diritto di difesa e la possibilità di controllare il corretto operato della giustizia.
L’atto richiama anche gli orientamenti della Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo cui l’obbligo di motivare le decisioni è uno degli elementi fondamentali per assicurare un processo equo.
Dito puntato sul Ministro della Giustizia
Con l’interrogazione, Stefania Ascari chiede innanzitutto se il Ministro della Giustizia sia già a conoscenza di questa vicenda.
Chiede inoltre se il Ministero intenda avviare controlli ispettivi per capire perché la procedura sia durata così a lungo e verificare l’eventuale presenza di irregolarità.
L’interrogazione guarda anche alla situazione generale della giustizia civile.
La deputata chiede se il Ministero disponga di dati aggiornati sulle procedure esecutive immobiliari ancora aperte da oltre dieci, venti, trenta e quarant’anni, suddivisi per Corte d’appello e per singolo Tribunale.
Chiede inoltre di conoscere la durata media delle procedure, quante vengono concluse ogni anno e quanto tempo passa, in media, tra il pignoramento, la delega delle operazioni di vendita, l’aggiudicazione dell’immobile e il decreto di trasferimento.
L’obiettivo è capire se il Ministero controlli costantemente questi dati e se esistano strumenti per individuare rapidamente le procedure che durano da troppo tempo.
Focus sul Tribunale di Latina
Nell’ultima parte dell’interrogazione viene chiesto se il Tribunale di Latina sia stato inserito tra gli uffici giudiziari sottoposti a specifici programmi di monitoraggio o a interventi organizzativi per ridurre l’arretrato.
L’interrogazione propone inoltre di introdurre sistemi automatici che segnalino all’Ispettorato generale del Ministero della Giustizia e ai presidenti dei tribunali tutte le procedure esecutive che superano determinati limiti di durata, prevedendo controlli obbligatori sul loro stato e sulle cause dei ritardi.
Infine, la deputata invita il Governo a valutare ulteriori modifiche alle norme per rendere più tracciabili le attività svolte dai professionisti delegati, uniformare le procedure nei diversi tribunali, rafforzare i controlli, completare la digitalizzazione delle esecuzioni immobiliari e favorire una conclusione più rapida dei procedimenti, nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e ragionevole durata del processo.
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