La vicenda riguarda quella porzione di sede comunale, in Piazza dei Bersaglieri, adiacente al Palazzo Colorato, dove hanno sede, tra gli altri, l’Anagrafe e l’Ufficio Tributi.
La vicenda dell’affitto dei locali di Piazza dei Bersaglieri da parte del Comune di Aprilia
Secondo la ricostruzione dell’attivista del M5s Andrea Ragusa, fino al 2018 il Comune di Aprilia sosteneva un costo annuo di circa 170 mila euro per l’affitto dell’immobile.
La situazione sarebbe cambiata nel febbraio 2019, con la rinegoziazione del contratto approvata dalla Giunta comunale.
In base all’accordo, il Comune aveva rinunciato all’utilizzo dell’intero primo piano dell’edificio, pari a oltre 2.020 metri quadrati, che ospitava solo l’archivio. In cambio aveva ottenuto un ampliamento degli spazi al piano terra fino a 2.192 metri quadrati e la disponibilità di un piano interrato di 2.615 metri quadrati.
Dopo questa modifica, il canone di locazione sarebbe salito a 350 mila euro l’anno, più del doppio rispetto a quello precedente.
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Un affitto superiore ai valori di mercato
L’analisi di Ragusa prende come riferimento i valori dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) relativi al secondo semestre del 2025.
Secondo i dati richiamati, i canoni di mercato per gli uffici in quella zona di Aprilia sarebbero compresi tra 5,70 e 9,40 euro al metro quadrato al mese. Quelli per magazzini e locali interrati invece oscillerebbero tra 1,70 e 3,40 euro al metro quadrato.
Secondo Ragusa, considerando le superfici indicate nel contratto e applicando i valori minimi della forbice OMI, il canone annuo dovrebbe aggirarsi intorno ai 250 mila euro.
L’attivista ritiene inoltre che, tenendo conto delle dinamiche del mercato immobiliare per immobili di grandi dimensioni locati a un unico conduttore pubblico, un importo compreso tra 185 mila e 200 mila euro annui sarebbe maggiormente in linea con il mercato.
Dubbi sul calcolo superfici e sull’utilizzo degli spazi
Tra gli elementi evidenziati da Ragusa figura anche una presunta difformità tra le superfici riportate nel contratto di locazione e quelle catastali.
Secondo Ragusa, le superfici effettive potrebbero essere inferiori rispetto a quelle indicate nell’accordo.
L’attivista osserva inoltre che il piano interrato, destinato prevalentemente a deposito e archivio, sarebbe utilizzato soltanto in parte, pur incidendo sul costo complessivo della locazione.
L’opzione per acquistare l’immobile non esercitata
L’analisi richiama anche una clausola contenuta nel contratto sottoscritto nel 2019.
Secondo quanto riportato, il Comune di Aprilia disponeva di un diritto di opzione per acquistare definitivamente l’immobile al prezzo di 3,7 milioni di euro.
La clausola prevedeva che, esercitando tale facoltà entro il terzo anno, il Comune dei Aprilia avrebbe potuto detrarre dal prezzo di acquisto il 30% dei canoni di affitto già versati.
Secondo i calcoli contenuti nel documento, nei primi tre anni sarebbero stati corrisposti 1 milione e 50 mila euro di affitti. L’eventuale sconto sull’acquisto sarebbe stato quindi pari a 315 mila euro.
Il Comune di Aprilia non ha però esercitato l’opzione di acquisto e ha continuato a pagare l’affitto.
Il nodo dei costi futuri
Sempre secondo la ricostruzione dell’attivista, mantenendo l’attuale contratto il Comune di Aprilia arriverebbe, nell’arco di circa dieci anni, a versare in canone di affitto una somma complessivamente vicina al valore fissato per l’acquisto dell’immobile.
Un elemento che, secondo Ragusa, rende opportuna una riflessione sulla convenienza economica dell’attuale assetto:
«Mantenere la macchina amministrativa di un Comune comporta costi imponenti, ma quando si parla di locazioni passive, ovvero gli immobili che la Pubblica Amministrazione prende in affitto da privati, il dovere prioritario è ottimizzare ogni singolo euro di denaro pubblico».
Secondo Ragusa, la vicenda dei locali di Piazza dei Bersaglieri rappresenta “un caso emblematico di gestione inefficiente su cui è doveroso far luce, sia per le scelte del passato, sia per le azioni correttive che oggi vanno pretese con urgenza”.
L’attivista sostiene inoltre che “in soli dieci anni di locazione continuativa, l’Ente finirà per sborsare in affitti una cifra pari a quella che sarebbe servita per acquisire la proprietà dell’immobile”.
Il riferimento agli spazi del Tulipano
Nel suo intervento Ragusa affronta anche il tema del complesso “Il Tulipano”, riqualificato attraverso un finanziamento del PNRR di circa 1,5 milioni di euro.
Secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle, la struttura dovrebbe mantenere esclusivamente la destinazione sociale e culturale prevista dal progetto finanziato.
“Le risorse europee ottenute per il sociale non vanno distolte né confuse con le esigenze logistiche degli uffici comunali”, conclude Ragusa, chiedendo che gli spazi restino a disposizione delle associazioni, del Terzo Settore e delle realtà di volontariato operanti sul territorio.
Il riferimento è al trasferimento di alcuni uffici comunali dal Palazzo Colorato al Tulipano, per far posto alla scuola Gramsci.
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