Sempre che la prossima primavera non veda un ulteriore rinvio di altri 6 mesi.
Il Consiglio dei ministri ha infatti deciso nella seduta di ieri sera di prorogare di altri sei mesi il commissariamento, certificando che il percorso di risanamento non è ancora concluso e che il rischio di nuove infiltrazioni della criminalità organizzata resta concreto.
La decisione, assunta su proposta del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali, riguarda Aprilia e Caserta.
Per il quinto Comune del Lazio significa prolungare una fase straordinaria iniziata dopo il terremoto giudiziario che ha azzerato l’amministrazione comunale, rinviando ulteriormente il ritorno alla normalità istituzionale.
La Commissione Antimafia
A pesare sulla scelta del Governo è il quadro emerso negli ultimi giorni durante la missione della Commissione parlamentare Antimafia a Latina, dove sono state ascoltate anche le tre Commissarie straordinarie che guidano il Comune dall’aprile 2025.

Dalle audizioni è arrivata una fotografia tutt’altro che rassicurante: il territorio continua a essere considerato vulnerabile alle pressioni delle organizzazioni criminali e il rischio che nuovi gruppi occupino gli spazi lasciati liberi dalle cosche colpite dalle inchieste viene ritenuto ancora elevato.
È la stessa deputata di Alleanza Verdi e Sinistra e componente della Commissione Antimafia, Elisabetta Piccolotti, a spiegare le ragioni della proroga.
«Aprilia resta un territorio ad alto rischio di infiltrazione mafiosa.
Dopo l’operazione “Assedio” e gli arresti che hanno travolto l’amministrazione comunale, la città convive ancora con equilibri criminali instabili, con clan pronti a riorganizzarsi e a inserirsi nei nuovi vuoti di potere tra concessioni e caporalato.
Finché le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Roma non saranno concluse, il commissariamento rappresenta l’unico argine disponibile contro nuove infiltrazioni».
Un giudizio condiviso anche dal senatore Walter Verini (PD), presente alla riunione della Commissione Antimafia in Prefettura a Latina:
«L’impressione è che ad Aprilia la situazione sia ancora critica dal punto di vista della criminalità organizzata.
Informazione pubblicitariaUn sorriso più radioso col "Trattamento illuminante" in un solo appuntamento
Studio Dentistico Pandolfi, aperti sempreDopo il ridimensionamento del gruppo Forniti, altri gruppi stanno tentando di subentrare, alimentando nuove tensioni e scontri criminali.
Interrompere oggi il commissariamento significherebbe esporre il territorio a rischi che non possiamo permetterci».
Filoni di indagine aperti
Verini ha sottolineato anche come, se da un lato le forze dell’ordine abbiano confermato di disporre di uomini e mezzi adeguati, dall’altro la magistratura continui a soffrire una carenza di organico e risorse, elemento che rischia di rallentare un lavoro investigativo ancora in pieno svolgimento.
«Ci sono molti filoni d’indagine aperti e nulla deve comprometterli», ha aggiunto, ribadendo la necessità di mantenere alta l’attenzione istituzionale su un territorio considerato strategico nella lotta alle mafie.
Per Aprilia, dunque, la priorità resta il risanamento amministrativo prima del ritorno alla competizione politica.
Una scelta che inevitabilmente prolunga l’assenza di rappresentanza democratica, ma che il Governo e la Commissione Antimafia ritengono necessaria per impedire che le organizzazioni criminali possano nuovamente condizionare la vita pubblica.
La partita, almeno per ora, non si gioca nelle urne ma nelle aule della magistratura e negli uffici della Commissione straordinaria.
Le elezioni, che molti cittadini speravano di poter celebrare nell’autunno 2026, slittano così alla primavera del 2027.
Un rinvio che racconta, meglio di qualsiasi slogan, quanto la battaglia per restituire Aprilia alla piena legalità sia ancora lontana dall’essere conclusa.
Leggi anche: Aprilia, dirigente comunale indagato va in pensione ma resta in servizio. 5 deputati portano il caso in Parlamento






















