La vittoria dei Comitati
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha ordinato al Comune di Nettuno di intervenire per garantire l’accesso in sicurezza a un tratto di spiaggia, accogliendo il ricorso presentato dalle associazioni Codacons, Comitato dei Mille e Dialogo.
Secondo i giudici amministrativi, il mancato intervento dell’amministrazione comunale si pone in contrasto con l’interesse pubblico e con il diritto dei cittadini a poter usufruire del demanio marittimo in condizioni di sicurezza.
In attesa della decisione definitiva sul ricorso, il prossimo 4 settembre, il Comune di Nettuno dovrà quindi adottare le misure necessarie per consentire la fruizione dell’arenile.
La vicenda: la richiesta di intervenire per la sicurezza delle spiagge
La controversia nasce dalla situazione di un tratto del litorale di Nettuno che secondo le associazioni ricorrenti non garantirebbe condizioni adeguate di accesso e sicurezza per cittadini e bagnanti.
Codacons, Comitato dei Mille e Dialogo avevano inviato il 19 gennaio 2026 una diffida al Comune di Nettuno, alla Regione Lazio e alla Capitaneria di Porto di Anzio, chiedendo alle amministrazioni competenti di intervenire affinché fosse assicurata la libera fruizione della spiaggia in sicurezza.
Secondo le associazioni, nonostante la richiesta formale, le amministrazioni non avrebbero adottato i provvedimenti necessari.
Dichiara il Comitato dei MIlle:
«L’Amministrazione ha ignorato le diffide, non ha risposto e non ha affrontato un problema che riguarda la sicurezza e l’uso di un bene pubblico essenziale»

Da qui la decisione di rivolgersi al TAR del Lazio per contestare quello che viene definito il “silenzio” dell’amministrazione, cioè la mancata risposta e il mancato esercizio dei poteri richiesti.
La decisione del Tribunale: il silenzio del Comune contrasta con l’interesse pubblico
Il Tar del Lazio, con un decreto cautelare urgente emesso dal giudice monocratico, ha ritenuto che la situazione richiedesse un intervento immediato.
Nella motivazione del provvedimento, il giudice sottolinea che il comportamento del Comune
“si oppone all’interesse pubblico e collettivo a fruire del demanio in sicurezza”.
Una valutazione che ha portato il Tribunale ad adottare una misura provvisoria in attesa poi di decidere definitivamente sulla questione dei passaggi a mare indisponibili.
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Per questo motivo il TAR del Lazio ha disposto che il Comune di Nettuno provveda a consentire l’accesso all’arenile in condizioni di sicurezza nel tratto di costa interessato dalla vicenda.
Si tratta di una decisione cautelare, quindi temporanea, ma immediatamente efficace.
L’obiettivo è evitare che l’inerzia amministrativa continui a produrre effetti su un bene pubblico destinato all’utilizzo della collettività.
Il Comitato: possibile aprire 3 passaggi subito
Uno degli aspetti centrali del decreto riguarda proprio il valore attribuito alla possibilità per i cittadini di accedere liberamente alle spiagge pubbliche.
Pur senza entrare nel merito definitivo della controversia, i giudici hanno evidenziato come la sicurezza nell’accesso al demanio marittimo rappresenti un interesse pubblico che merita tutela immediata quando emergono elementi di urgenza.
La decisione richiama quindi il principio secondo cui le spiagge pubbliche devono poter essere utilizzate dalla collettività e che le amministrazioni competenti hanno il dovere di intervenire quando esistono situazioni che possono compromettere tale diritto.
Secondo il Comitato dei Mille:
“Il provvedimento rappresenta un’affermazione di legalità e un monito contro l’inerzia amministrativa, valorizzando il ruolo dei comitati civici nella difesa dei beni comuni. Inoltre i Comitati hanno individuato e segnalato tre possibili passaggi che potrebbero essere immediatamente aperti dal Comune”.
Le posizioni delle parti
Le associazioni ricorrenti sostengono che il Comune di Nettuno avrebbe omesso di adottare gli interventi necessari nonostante la diffida ricevuta.
A loro avviso, questo comportamento avrebbe impedito ai cittadini di accedere all’arenile in condizioni di sicurezza.
I legali del Codacons, Carlo Rienzi, Gino Giuliano, Valentina Colarusso e Mariangela Servino, hanno accolto con favore il decreto del TAR del Lazio.
Secondo gli avvocati, il provvedimento “mette un punto fermo” e supera quei ritardi amministrativi che, secondo la loro ricostruzione, rischiavano di incidere sulla sicurezza dei bagnanti e sull’accesso alle spiagge.
Sempre secondo il collegio difensivo
“le spiagge appartengono alla collettività e la fruizione in sicurezza è un diritto inalienabile”.
Gli avvocati hanno inoltre annunciato che seguiranno con attenzione l’esecuzione del provvedimento affinché venga rispettato senza ulteriori ritardi.
Nel procedimento, invece, il Comune di Nettuno, la Regione Lazio e la Capitaneria di Porto di Anzio non si sono costituiti davanti al giudice nella fase che ha portato all’adozione del decreto cautelare.
Cosa succederà adesso
Il provvedimento del Tar non conclude definitivamente la vicenda giudiziaria.
Il tribunale ha infatti fissato la discussione collegiale del ricorso per il 4 settembre 2026. In quella sede i giudici esamineranno nel merito la questione e stabiliranno se confermare in via definitiva le richieste avanzate dalle associazioni.
Nel frattempo, però, resta efficace l’ordine impartito al Comune di Nettuno. L’amministrazione dovrà adottare gli interventi necessari per garantire un accesso sicuro al tratto di spiaggia interessato, dando così attuazione a quanto disposto dal decreto cautelare.
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