Cristina e Stefania Zamboni hanno deciso di donare all’Associazione Diaphorà il negozio di famiglia di via Neghelli, conosciuto da generazioni di latinensi come l’attività fondata da Ferruccio e Maria Teresa Zamboni.

Al posto delle vetrine dedicate all’elettronica nascerà uno spazio destinato all’inclusione lavorativa, alla formazione e alla crescita professionale dei giovani con disabilità.
La scelta della famiglia Zamboni consente di trasformare un luogo simbolo della città in un centro dove saranno sviluppati percorsi di autonomia e inserimento lavorativo.
Un’eredità che guarda al futuro
Per decenni quel negozio ha rappresentato un punto di riferimento per i cittadini di Latina. Oggi quello stesso spazio continuerà a vivere con una funzione diversa, ma mantenendo lo spirito di servizio che aveva caratterizzato l’attività di Ferruccio e Maria Teresa Zamboni.
Cristina e Stefania hanno scelto di affidare quel patrimonio all’Associazione Diaphorà perché possa diventare uno strumento concreto per offrire opportunità a chi spesso incontra maggiori difficoltà nell’ingresso nel mondo del lavoro.
La donazione rappresenta la volontà di dare continuità ai valori trasmessi dai loro genitori.
Perché è stata scelta Diaphorà
Per l’associazione si tratta di un riconoscimento importante dopo venticinque anni di attività al fianco delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
In questo lungo percorso Diaphorà ha sviluppato progetti dedicati all’autonomia personale, alla formazione e all’inclusione sociale, costruendo nel tempo un rapporto di fiducia con il territorio.
È stata proprio questa esperienza a convincere la famiglia Zamboni ad affidare all’associazione un immobile così ricco di valore affettivo e simbolico.
Anche una serie di fortunate coincidenze ha favorito l’incontro tra le due realtà. Fondamentale si è rivelato il contributo di Martin Tagliaferri dell’agenzia immobiliare Tecnocasa Latina Ovest, che ha seguito gratuitamente il percorso mettendo in contatto le esigenze dell’associazione con la volontà della famiglia donatrice.
Un luogo dove nasceranno opportunità di lavoro
Il nuovo spazio sarà uno dei punti di riferimento dell’impresa sociale Etikey, nata dalla collaborazione tra Diaphorà e Centro Donna Lilith.
L’obiettivo è creare percorsi di inserimento lavorativo e di autonomia rivolti a giovani con disabilità e a persone che stanno affrontando situazioni di particolare fragilità.
Nel locale di via Neghelli saranno sviluppati progetti pensati per valorizzare competenze, favorire l’indipendenza e offrire concrete occasioni di crescita professionale.
«Un bene della città che continua a vivere»
Afferma Paolo Maria Magli, presidente dell’Associazione Diaphorà:
«Ricevere questo dono significa sentire tutta la responsabilità di custodire una storia importante e trasformarla in un bene per l’intera comunità.
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Lima disinfestazioni - Tel. 0773.695923Cristina e Stefania non hanno donato semplicemente un immobile: hanno affidato alla nostra associazione un luogo che custodisce la memoria della loro famiglia e di tanti cittadini di Latina.
Questa scelta rappresenta anche un riconoscimento del lavoro che Diaphorà porta avanti da oltre vent’anni insieme alle famiglie, costruendo ogni giorno percorsi di autonomia, inclusione e dignità».
Magli sottolinea come il progetto sia destinato a diventare «un luogo di lavoro, di crescita e di opportunità, ma soprattutto uno spazio aperto alla città», ricordando che «l’inclusione è una responsabilità collettiva e una ricchezza che appartiene a tutta la comunità».
Il ricordo di Ferruccio e Maria Teresa Zamboni
La donazione è anche un omaggio alla memoria dei genitori di Cristina e Stefania, scomparsi a pochi mesi di distanza l’uno dall’altra.

Spiegano le due sorelle:
«È una decisione che nasce dal desiderio di rendere omaggio ai nostri genitori, Ferruccio e Maria Teresa, che hanno sempre amato profondamente Latina e vissuto il loro lavoro come un servizio alle persone e alla città»,
«Quando abbiamo conosciuto l’Associazione Diaphorà abbiamo capito che quello spazio avrebbe potuto avere una nuova vita. Donarlo significa affidarlo a chi saprà trasformarlo in un luogo di opportunità, crescita e futuro per tanti giovani».
Nel loro ricordo emerge anche la figura del padre Ferruccio, descritto come una persona che «ha sempre creduto nei ragazzi», vedendo nei giovani entusiasmo, curiosità e voglia di costruire il domani.
La storia è impreziosita anche da un particolare che lega la famiglia Zamboni all’associazione.
La sede di Diaphorà si trova infatti nei pressi del Lago di Fogliano, luogo al quale Maria Teresa Zamboni era profondamente legata. Proprio lì aveva studiato e lì lavorava come pescatore suo padre.
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