I giudici hanno confermato il diritto del professionista a ricevere circa 25.800 euro per l’attività svolta nella redazione degli studi di fattibilità di due importanti opere pubbliche, lo Stadio del Nuoto e il Palazzetto dello Sport, finanziate dalla Regione Lazio.
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune di Latina, lasciando così in piedi le decisioni già adottate dal Tribunale di Latina e dalla Corte d’Appello di Roma, entrambe favorevoli agli eredi del dirigente.
I gradi di giudizio sono così terminati e la sentenza è definitiva.
L’origine della controversia
La vicenda nasce da un decreto ingiuntivo (ricorso al tribunale per il pagamento di una prestazione) emesso nel 2012.
L’ingegnere Mario Vigliarolo, all’epoca dirigente del Servizio Manutenzione del Comune di Latina, chiedeva il pagamento delle competenze professionali maturate per aver predisposto gli studi di fattibilità necessari alla realizzazione di due impianti sportivi.
Si trattava di elaborati tecnici indispensabili per ottenere i finanziamenti regionali e avviare l’iter delle opere pubbliche.
Dopo la morte del dirigente, avvenuta nel 2016, il giudizio è proseguito attraverso i suoi eredi.
La posizione del Comune di Latina
Il Comune di Latina ha sostenuto che quelle somme non fossero dovute.
Secondo l’amministrazione, infatti, gli incarichi svolti da Vigliarolo rientravano nei normali compiti del dirigente e, soprattutto, il compenso non avrebbe potuto essere liquidato perché mancava il versamento delle relative risorse da parte della Regione Lazio.
Il Comune di Latina ha inoltre sostenuto che fosse venuta meno la necessaria copertura finanziaria e che, di conseguenza, non esistessero i presupposti per procedere al pagamento.
Le decisioni dei giudici
Sia il Tribunale di Latina sia la Corte d’Appello di Roma hanno respinto queste argomentazioni.
Per i giudici la documentazione prodotta ha dimostrato l’esistenza di un vero e proprio incarico professionale, per il quale era stato previsto uno specifico compenso.
La Corte d’Appello ha aggiunto che, anche nell’ipotesi in cui quelle attività fossero considerate parte delle ordinarie mansioni del dirigente, Vigliarolo avrebbe comunque avuto diritto al cosiddetto compenso incentivante previsto dalla contrattazione integrativa per i dirigenti tecnici impegnati nella progettazione e nelle attività collegate alle opere pubbliche.
In sostanza, secondo i giudici, il diritto al pagamento sussisteva in ogni caso.
La decisione della Cassazione
La qualità di MD Infissi & Arredi oggi con finanziamento a "Tasso Zero". E vai anche in vacanza gratis!
La Cassazione, come è suo compito, non è entrata nel merito della ricostruzione dei fatti, ma ha valutato se le sentenze precedenti presentassero errori di diritto. La risposta è stata negativa.
Secondo la Suprema Corte, le motivazioni della Corte d’Appello sono “plausibili” e sorrette da una motivazione “logica e congrua”. Per questo motivo non potevano essere rimesse in discussione.
I giudici hanno ricordato che l’interpretazione degli atti amministrativi e della contrattazione integrativa spetta ai giudici di merito e può essere censurata in Cassazione solo in presenza di evidenti errori giuridici o di motivazioni illogiche. Ma in questo caso non ci sono stati errori.
Anche gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili. Alcune questioni, secondo la Corte, non erano state adeguatamente sollevate nei precedenti gradi di giudizio, mentre altre non potevano più essere riesaminate.
Conto assai salato per Latina ( e i suoi cittadini)
Con questa ordinanza diventa definitiva la decisione favorevole agli eredi dell’ingegnere Vigliarolo. I giudici di Cassazione hanno condannato il Comune di Latina a versare agli anche 3.000 euro di spese legali.
Il Comune di Latina dovrà quindi corrispondere il compenso riconosciuto per l’attività professionale svolta dal dirigente nella predisposizione degli studi di fattibilità delle due opere sportive.
Quello che i cittadini si chiedono è a quanto ammontino per il Comune di Latina le spese legali di 3 gradi di giudizio e le spese per le 3 condanne più gli interessi. Un totale che probabilmente supera la stessa somma che era dovuta al professionista.
Chi ha deciso di resistere in tribunale spendendo una gran quantità di soldi dei cittadini?
Leggi anche: Latina, ex dirigente comunale (ora defunta) accusata e poi assolta: il Comune ora deve pagare una grossa somma






















