L’iniziativa punta a sostenere la filiera lattiero-casearia attraverso contributi a fondo perduto destinati alle imprese della ristorazione, del commercio alimentare e della trasformazione, con una dotazione complessiva di 1,5 milioni di euro.
Contributi per favorire il consumo di latte del Lazio
Il provvedimento, promosso dall’Assessorato all’Agricoltura e alla Sovranità alimentare della Regione Lazio, prevede un contributo di 0,75 euro per ogni litro di latte fresco del Lazio acquistato.
L’agevolazione sarà concessa sotto forma di contributo a fondo perduto. Ogni impresa potrà ottenere un importo compreso tra 500 e 5.000 euro, in base agli acquisti effettuati e rendicontati secondo le modalità previste dal bando.
L’obiettivo della misura è quello di rafforzare la domanda di latte fresco regionale, sostenendo così una delle produzioni considerate strategiche per il comparto agricolo laziale.
Le imprese che possono partecipare
La platea dei beneficiari comprende numerose attività della filiera alimentare e della ristorazione. Potranno presentare domanda:
- ristoranti;
- agriturismi;
- gelaterie;
- pasticcerie;
- bar;
- alberghi;
- mense;
- attività di catering;
- imprese della trasformazione alimentare.
La misura è pensata per incentivare l’utilizzo del latte fresco locale da parte degli operatori economici che lo impiegano quotidianamente nella preparazione e nella trasformazione degli alimenti.
Domande a sportello fino a esaurimento delle risorse
Il bando sarà gestito con la formula a sportello, quindi le richieste saranno esaminate secondo l’ordine di presentazione fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
Ogni impresa potrà presentare fino a due domande, fermo restando il limite massimo complessivo di 5.000 euro di contributo.
Per accedere al finanziamento sarà necessario documentare gli acquisti di latte fresco attraverso fatture e relative quietanze di pagamento. Saranno considerate ammissibili esclusivamente le spese sostenute dopo la presentazione della domanda.
Come presentare la richiesta
Le domande potranno essere inoltrate a partire dalle ore 9 di lunedì 27 luglio 2026.
La procedura sarà esclusivamente telematica, attraverso la piattaforma predisposta dalla Regione Lazio.
L’accesso sarà consentito tramite credenziali SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) oppure Tessera Sanitaria/Carta Nazionale dei Servizi (TS/CNS).
Le domande vanno presentate al seguente link, che è attivo dalle ore 9 di lunedì 26 luglio 2026.
L’obiettivo della misura
Con il nuovo bando la Regione Lazio intende sostenere una filiera che negli ultimi anni ha dovuto confrontarsi con l’aumento dei costi di produzione e con le difficoltà legate all’andamento dei mercati e delle condizioni climatiche.
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L’incentivo mira anche a favorire un maggiore utilizzo del latte fresco prodotto nel Lazio da parte delle imprese del settore alimentare, contribuendo a creare un collegamento più diretto tra aziende agricole, trasformazione, ristorazione e consumatori.
Le dichiarazioni dell’assessore Righini
Solo al termine della presentazione del provvedimento, l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Sovranità alimentare, Giancarlo Righini, ha illustrato le finalità dell’intervento.

Spiega l’assessore Giancarlo Righini:
«Con Fresco Lazio 2026 interveniamo concretamente a sostegno di una filiera strategica per l’agricoltura e l’economia della nostra regione.
Mettiamo a disposizione 1,5 milioni di euro con un duplice obiettivo: sostenere la domanda di latte fresco prodotto nel Lazio e, attraverso questa, tutelare il lavoro e il reddito dei nostri allevatori e delle imprese del comparto.
Il settore lattiero-caseario ha dovuto affrontare anni complessi, segnati dall’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia e dalle difficoltà determinate anche dalle condizioni climatiche.
Per questo riteniamo fondamentale continuare ad accompagnare le nostre aziende con strumenti semplici e risorse concrete, favorendo al tempo stesso un rapporto sempre più stretto tra produzione agricola, trasformazione, ristorazione e consumo.
Scegliere un prodotto del Lazio significa sostenere un’intera filiera, creare valore sul territorio e difendere l’identità del nostro sistema agroalimentare e consumare prodotti di qualità».
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