L’iniziativa è stata accompagnata dalla presentazione del progetto europeo LIFE terrAmare, dedicato alla salvaguardia degli habitat costieri del Mediterraneo.
La raccolta firme per istituire il Monumento Naturale Marino di Tor Caldara
Gli attivisti e le attiviste dell’associazione ambientalista hanno srotolato lo striscione “30% di Aree Protette al 2030”. Un gesto simbolico per richiamare l’attenzione sull’obiettivo europeo di aumentare la superficie delle aree naturali protette entro la fine del decennio, per arrivare agli obiettivi del 2030.
Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di estendere la tutela anche al tratto di mare che si trova davanti alla Riserva Naturale Regionale di Tor Caldara. Una proposta sostenuta dal Circolo Legambiente “Le Rondini” di Anzio e Nettuno, che ha promosso una raccolta firme per l’istituzione del Monumento Naturale Marino.
L’iniziativa ha già raccolto oltre duemila adesioni, a conferma dell’interesse crescente verso la salvaguardia di questo tratto di costa.
Per firmare online: https://c.org/ZLjqcDpwNt
Tor Caldara, un ecosistema prezioso per la biodiversità
L’area marina di Tor Caldara ospita un patrimonio naturale di particolare valore. Qui sono presenti fenomeni di ricolonizzazione della vegetazione dunale, colonie consolidate di Sabellaria alveolata e residue praterie di Posidonia oceanica. Habitat che rappresentano un elemento fondamentale per il recupero della biodiversità marina e per il ripopolamento faunistico dell’intero litorale.
Secondo Legambiente, il tratto di mare costituisce il naturale prolungamento della riserva terrestre e della sua recente estensione verso l’area della Vignarola. Una continuità ambientale che rende questo territorio un caso raro lungo la costa laziale, grazie anche alla limitata presenza di elementi antropici.
L’allarme sull’erosione della costa
A spiegare le ragioni della richiesta è stata Manuela Mariani, presidente del Circolo Legambiente “Le Rondini” di Anzio e Nettuno:
“L’area marina antistante Tor Caldara, la linea di costa e il tratto di mare speculare costituiscono indiscutibilmente il naturale prolungamento della già area protetta della Riserva Naturale Regionale, compresa la sua recente estensione all’area della cosiddetta Vignarola.”
Mariani ha sottolineato come il collegamento tra la riserva, il litorale e il mare rappresenti una priorità per il territorio anche alla luce dei fenomeni di erosione costiera e delle frane che interessano la falesia.
“Il consolidamento di questa preziosa e rara connessione tra la Riserva Naturale Regionale di Tor Caldara, peraltro Zona Speciale di Conservazione (ZSC) a livello europeo, il litorale e il mare, rappresenta, a nostro avviso, una priorità imprescindibile per il territorio di Anzio.”
La presidente del circolo ha inoltre ricordato che il tratto costiero è soggetto a fenomeni erosivi che potrebbero compromettere nel tempo la stabilità della stessa Tor Caldara.
Proprio per questi motivi il circolo ha promosso la raccolta firme per l’istituzione del ‘Monumento Naturale Marino di Tor Caldara’, firme che hanno superato le due migliaia.
Presentato il progetto europeo LIFE terrAmare
L’incontro organizzato a bordo di Goletta Verde, ormeggiata nel porto di Anzio, è stato anche l’occasione per presentare LIFE terrAmare, progetto cofinanziato dal Programma LIFE dell’Unione europea e coordinato da DREAM Italia, con Legambiente tra i partner.
L’obiettivo è proteggere gli ecosistemi costieri attraverso interventi di recupero degli habitat dunali e delle praterie di Posidonia oceanica, contrastando al tempo stesso la diffusione delle specie vegetali invasive e coinvolgendo cittadini, amministrazioni pubbliche e operatori economici nella gestione sostenibile delle spiagge.
Il progetto punta a sviluppare un modello replicabile per la conservazione delle coste mediterranee, con un approccio che unisce ricerca scientifica, interventi sul territorio, innovazione tecnologica e partecipazione delle comunità locali.
Nascono le Comunità di Spiaggia Ecologiche
Tra le principali novità di LIFE terrAmare c’è la nascita delle Comunità di Spiaggia Ecologiche. Si tratta di organismi partecipativi che riuniranno amministrazioni comunali, associazioni ambientaliste, operatori turistici, pescatori, cittadini e altri soggetti interessati alla tutela del territorio.
Attraverso tavoli di confronto e attività formative saranno definite strategie condivise per la gestione degli habitat costieri e il monitoraggio dello stato di salute delle spiagge.
Il progetto prevede inoltre un programma di volontariato europeo che coinvolgerà numerosi giovani nelle attività di monitoraggio ambientale, raccolta di semi autoctoni, ripristino della vegetazione e raccolta di dati scientifici.
Interventi in dodici siti Natura 2000, tra cui le Dune del Circeo
Le azioni di conservazione interesseranno dodici siti della rete Natura 2000 distribuiti tra Italia e Grecia, oltre ad alcune aree costiere dell’Albania.
Tra i siti italiani figurano le Dune del Circeo, la Duna di Feniglia, la Laguna di Orbetello, il Padule di Bolgheri, Torre Guaceto, le Dune dell’Angitola, le Dune di Camigliano, la spiaggia di Brancaleone e diversi fondali marini calabresi.
Il progetto prevede il ripristino di 648 ettari di habitat di Posidonia oceanica e la tutela di 407 ettari di habitat dunali, oltre a interventi specifici contro specie vegetali invasive come Carpobrotus spp., Acacia saligna e Ailanthus altissima, considerate tra le principali cause della perdita di biodiversità negli ecosistemi costieri mediterranei.
Il sostegno di Legambiente Lazio
Durante la presentazione del progetto è intervenuto anche Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio:
“Anche nel Lazio ci impegneremo a dare supporto alle attività di LIFE terrAmare, tra i siti pilota ci sono le Dune del Circeo. Ma cogliamo l’occasione del passaggio di Goletta Verde nel Lazio per dare maggior voce ai nostri appelli sulla tutela delle coste, ed oggi in particolare rivolgiamo il nostro appello per la protezione dell’area di Tor Caldara.”
Un modello per la tutela delle coste
Secondo il coordinatore del progetto Marcello Miozzo, di DREAM Italia, la conservazione degli ecosistemi costieri rappresenta un investimento per il futuro dei territori:
“Proteggere gli habitat costieri significa investire nel futuro delle comunità che vivono e lavorano lungo le nostre coste. Solo attraverso una collaborazione concreta tra istituzioni, mondo della ricerca, imprese e cittadini sarà possibile garantire la resilienza di questi ecosistemi e il benessere delle generazioni future.”
Anche Federica Barbera, dell’ufficio Biodiversità di Legambiente, ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa:
“LIFE terrAmare intende lasciare un’eredità concreta fatta di habitat restaurati, comunità più consapevoli, strumenti operativi replicabili e nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato, contribuendo agli obiettivi europei di tutela della biodiversità e adattamento ai cambiamenti climatici.
Legambiente, come in altre occasioni, darà il suo contributo attraverso il coinvolgimento dei territori partendo dalle comunità scolastiche fino ad arrivare a enti e amministrazioni.”
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