Ulisse in provincia di Latina
L’arrivo nelle sale di “Odissea“, il nuovo film diretto da Christopher Nolan e tratto dal celebre poema di Omero, riporta l’attenzione su uno dei racconti più affascinanti della letteratura di ogni tempo. Il viaggio di Ulisse, tra mostri, divinità e approdi leggendari, non appartiene soltanto alla tradizione greca.
Da secoli, infatti, la provincia di Latina custodisce alcuni dei luoghi che la mitologia e la storia hanno associato alle avventure dell’eroe di Itaca.
Dal promontorio del Circeo fino a Sperlonga, passando per il tratto di costa del basso Lazio, il territorio conserva testimonianze che rendono l’Odissea un patrimonio vivo, capace ancora oggi di attrarre studiosi, turisti e appassionati.
Il Circeo e l’isola della maga Circe
Il legame più noto è quello tra il promontorio del Circeo e la figura della maga Circe.

Secondo una tradizione antica, l’isola di Eea descritta da Omero corrisponderebbe proprio all’attuale Circeo.
In epoche remote il promontorio appariva quasi completamente circondato dal mare e poteva essere percepito come un’isola, alimentando così l’identificazione con il luogo dove Ulisse e i suoi compagni approdarono dopo le prime tappe del viaggio.
Qui Circe trasformò i compagni di Ulisse in maiali prima che l’eroe, aiutato dal dio Hermes, riuscisse a spezzare l’incantesimo. Nell’Odissea, proprio nel palazzo della maga, Ulisse rimase per un lungo periodo prima di riprendere il mare verso nuove prove.
Ancora oggi il promontorio domina uno dei paesaggi più suggestivi del Tirreno. Le sue grotte, le pareti rocciose e il profilo che richiama il volto di una donna hanno contribuito nei secoli ad alimentare la leggenda. Non è un caso che anche il film di Nolan abbia scelto il Circeo tra le località italiane legate simbolicamente al viaggio dell’eroe.
Sperlonga, dove l’Odissea diventa arte
Se il Circeo rappresenta il luogo della leggenda, Sperlonga custodisce invece alcune delle più straordinarie rappresentazioni artistiche dell’Odissea.

Il Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga e la vicina Villa di Tiberio, il sito museale più visitato del Lazio al di fuori dell’area metropolitana di Roma, conservano un ciclo scultoreo ellenistico unico al mondo. Le statue decoravano la grande grotta naturale affacciata sul mare dove l’imperatore Tiberio trascorreva i periodi di riposo.
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Il capolavoro più celebre è il monumentale Gruppo di Polifemo, che raffigura Ulisse e i suoi compagni mentre accecano il ciclope per riuscire a fuggire dalla sua caverna.
Di straordinario impatto è anche il gruppo dell’Assalto di Scilla alla nave di Ulisse, che immortala uno degli episodi più drammatici del poema.

Il mostro marino emerge dalle onde e attacca l’imbarcazione, mentre i marinai tentano disperatamente di salvarsi. Le statue sembrano trasformare in pietra uno dei momenti più intensi del viaggio raccontato da Omero.
Tra le opere conservate figurano anche il gruppo del Ratto del Palladio e quello con Ulisse che trasporta il corpo di Achille, testimonianze dell’eccezionale qualità artistica raggiunta dalle botteghe ellenistiche.
Un museo unico nel suo genere
Le sculture di Sperlonga rappresentano uno dei più importanti cicli dedicati a Ulisse esistenti al mondo.
Furono rinvenute casualmente nel 1957 durante gli scavi della villa dell’imperatore Tiberio e permisero di ricostruire un complesso monumentale che raccontava, attraverso il marmo, alcune delle imprese più celebri dell’eroe greco.
Passeggiando tra le sale del museo è possibile seguire quasi un percorso narrativo dell’Odissea.
Le statue restituiscono la forza dei personaggi e trasformano il visitatore in spettatore del viaggio di Ulisse. Un patrimonio che rende Sperlonga una meta di riferimento per gli studiosi del mondo classico e per chi desidera approfondire il rapporto tra archeologia e mito.
Il mare pontino protagonista del viaggio
La costa della provincia di Latina offre scorci che richiamano ancora oggi le atmosfere del poema omerico.
Le alte falesie del Circeo, le grotte marine, le spiagge e il mare aperto restituiscono paesaggi che sembrano usciti direttamente dalle pagine dell’Odissea.
Per questo motivo il territorio continua a essere raccontato come una delle aree italiane più strettamente collegate al viaggio di Ulisse.
Un legame che unisce storia, archeologia e tradizione popolare e che trova nel Parco Nazionale del Circeo e nel litorale pontino alcuni dei suoi simboli più riconoscibili.
L’uscita del kolossal di Christopher Nolan rappresenta quindi anche un’occasione per riscoprire questo patrimonio culturale.
Il regista britannico ha riportato sul grande schermo il viaggio dell’eroe di Itaca con un cast internazionale guidato da Matt Damon, riproponendo personaggi iconici come Circe, Polifemo, Scilla e le Sirene.
La BBC dedica un approfondimento al litorale pontino protagonista del mito di Ulisse
La testata giornalistica britannica ha pubblicato sul suo sito online un lungo e dettagliato articolo sulla Riviera di Ulisse dal titolo “The Riviera of Ulysses: Italy’s stunning coast connected to The Odyssey”. Tra gli intervistati c’è anche proprio il presidente dell’ente Parco Riviera d’Ulisse, Massimo Giovanchelli.
La BBC ha identificato l’area del sud pontino come una delle destinazioni più autentiche del mito di Ulisse,
dalle suggestioni legate alla Maga Circe e al promontorio del Circeo, fino alle testimonianze archeologiche della Villa e della Grotta di Tiberio a Sperlonga, passando per le falesie, le grotte marine, i sentieri e i panorami del Parco Regionale Riviera di Ulisse:
“In questo tratto poco visitato della costa italiana, ogni giorno ci riporta alla mente il mito”, si legge nell’articolo.
Un’opportunità di sviluppo per il turismo
Per il presidente dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli, l’attenzione mediatica rappresenta una straordinaria occasione di promozione. Impone però allo stesso tempo anche una riflessione sul modello di sviluppo turistico da perseguire. Il presidente richiama quindi il valore di un turismo lento, capace di valorizzare il territorio senza snaturarlo:
«L’effetto “Odissea” può rappresentare una straordinaria opportunità per tutto il comprensorio, ma non deve trasformarsi in una rincorsa a un turismo espansivo. La vera ricchezza della Riviera di Ulisse è quella di offrire ancora oggi luoghi dove la natura, la storia e il mito convivono in equilibrio.
È proprio questo equilibrio che dobbiamo continuare a custodire. Chi sceglie il nostro territorio lo fa perché cerca autenticità, silenzio, paesaggi incontaminati e un rapporto diretto con la cultura e con l’ambiente. È questa la nostra identità e sarà sempre la nostra forza.»
Il patrimonio paesaggistico, storico e ambientale della Riviera d’Ulisse continua a esercitare un fascino universale e va protetto.
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