A preoccupare maggiormente è il litorale pontino, dove si concentra la maggior parte delle criticità rilevate dai volontari dell’associazione durante i controlli eseguiti tra l’8 e il 21 luglio.

I dati sono stati illustrati durante la conferenza stampa conclusiva della tappa laziale di Goletta Verde, che nei giorni scorsi ha fatto scalo ad Anzio e Nettuno prima di raggiungere Fiumicino.
Il monitoraggio di Goletta Verde sulle coste del Lazio
L’indagine nel Lazio ha interessato complessivamente 24 punti di campionamento. Sedici sono stati effettuati direttamente in mare, mentre gli altri otto hanno riguardato foci di fiumi e canali, tradizionalmente considerate le aree più esposte agli scarichi e alle criticità ambientali.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di verificare la presenza di contaminazione microbiologica, in particolare di batteri di origine fecale, in alcuni punti ritenuti sensibili del litorale.
Il monitoraggio non rappresenta una classificazione della qualità complessiva delle acque di balneazione dei singoli Comuni, ma fotografa la situazione nei punti scelti per i prelievi.
Il litorale pontino è quello con più criticità
È la provincia di Latina a concentrare il maggior numero di situazioni problematiche emerse dall’indagine. Soprattutto nella parte sud della provincia.

Tra i punti risultati fortemente inquinati figura la foce del fosso situata all’incrocio tra via Gibraleon e viale Europa, a San Felice Circeo.
Restano inoltre confermate le criticità già evidenziate negli anni precedenti alla foce del Rio Santacroce, nella località di Gianola a Formia, e allo sbocco del canale di scolo a sud della darsena di Scauri, nel territorio di Minturno.
Entrambi i punti sono stati classificati ancora una volta come fortemente inquinati.
A questi si aggiungono due aree risultate inquinate.
La prima è la foce del canale Sant’Anastasia, a Fondi. Si tratta di un dato nuovo rispetto agli ultimi cinque anni, durante i quali il punto era sempre risultato entro i limiti.
L’altra riguarda il prelievo effettuato in mare alla foce del Rio Recillo, nella Marina di Minturno.
Molti punti restano entro i limiti
Accanto alle criticità, il monitoraggio evidenzia anche numerose situazioni positive.
In provincia di Latina risultano entro i limiti i campionamenti effettuati a Foce Verde e alla foce del Rio Martino, nel territorio di Latina.
Esito positivo anche per entrambi i punti controllati a Terracina, in prossimità della foce del fiume Sisto e della foce del fiume Portatore, nella zona di Porto Badino.
Rientrano nei parametri anche i prelievi effettuati a mare a Fondi, Sperlonga e Gaeta, confermando una situazione favorevole in questi tratti di costa.
Le criticità nella provincia di Roma
Anche il litorale romano presenta alcuni punti oltre i limiti.

È risultato fortemente inquinato il campione prelevato alla foce del Rio Vaccina, a Ladispoli.
Sono invece classificati come inquinati il Fosso Zambra, a Marina di Cerveteri, e il punto di campionamento in mare davanti alla foce del fiume Arrone, nel territorio di Fiumicino.
Entro i limiti risultano invece i campionamenti effettuati a Santa Marinella, Ostia, Ardea, Anzio e Nettuno.
Proprio a Nettuno, nell’area del canale Loricina in via Matteotti, i tecnici di Goletta Verde hanno però segnalato la presenza di numerosi bagnanti in acqua nonostante il divieto di balneazione.
Secondo il Portale Acque del Ministero della Salute, infatti, quel tratto non è classificato come area balneabile.
Provincia di Viterbo
Sul fronte della provincia di Viterbo arrivano invece segnali incoraggianti.
Entrambi i punti monitorati sono risultati entro i limiti.
In particolare spicca il risultato della foce del Marta, al Lido di Tarquinia.
Negli ultimi quindici anni quel punto era sempre risultato oltre i limiti. Quest’anno, invece, il monitoraggio ha certificato un netto miglioramento.
Anche la foce del Fiora, nel territorio di Montalto di Castro, è risultata regolare.
Legambiente: “Serve intervenire nei punti più critici”
Il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi, ha sottolineato come i dati evidenzino una concentrazione delle problematiche soprattutto lungo la costa meridionale della regione.
“Dai monitoraggi di Goletta Verde emerge quest’anno una chiara concentrazione di punti critici sul litorale pontino, nella costa del Lazio meridionale”, ha dichiarato.
Scacchi ha ricordato che risultano “fortemente inquinati i prelievi nel punto a San Felice Circeo, Formia e Minturno dove anche il secondo prelievo è risultato fuori dai limiti”.
Ha poi precisato il significato del monitoraggio svolto da Legambiente.
“Non diamo patenti di balneabilità, non ci sostituiamo alle autorità competenti né il nostro è un giudizio complessivo su interi litorali dei comuni: indichiamo invece punti troppo spesso molto critici, anche in luoghi pieni di persone che fanno il bagno, dove c’è bisogno di indagare sulle cause e mettere in campo le azioni concrete per risolvere i problemi.”
Per questo motivo, ha annunciato, i risultati saranno trasmessi sotto forma di esposto ai Comuni interessati, alla Regione Lazio, alle Province, alle Capitanerie di porto, ai Carabinieri Forestali e ai gestori del servizio idrico.
Gli investimenti possono fare la differenza
Durante la presentazione dei dati è intervenuta anche Federica Barbera, portavoce di Goletta Verde, che ha evidenziato il valore del risultato ottenuto a Tarquinia.
“Ci sono anche buone notizie: la foce del Marta, al lido di Tarquinia, risultato fuori dai limiti negli ultimi 15 anni, quest’anno è dentro i limiti”, ha affermato.
Secondo Barbera, il miglioramento dimostra che gli interventi sulle infrastrutture possono produrre effetti concreti.
“È il segnale che anche i punti critici possono migliorare se si investe sull’efficientamento del sistema di depurazione.”
La portavoce ha ricordato che proprio questo rappresenta lo scopo principale della campagna.
“L’obiettivo di Goletta Verde è proprio questo: segnalare le criticità in modo che si possa lavorare in sinergia con le amministrazioni per risolverle.
Siamo sempre felici quando un punto che era inquinato risulta entro i limiti, perché è il risultato che speriamo di poter osservare in tutti i punti critici e cronici delle nostre coste.”
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