A raccontare l’episodio è una donna attraverso un post pubblicato nel gruppo Facebook “Sei di Aprilia se”, con l’obiettivo di mettere in guardia chi percorre abitualmente quel tratto di strada.
L’episodio dopo la sosta alla tavola calda
Secondo quanto riferito nel post, tutto sarebbe iniziato subito dopo aver lasciato un bar in zona Montarelli, ad Aprilia. La donna racconta di essersi immessa sulla laterale della Pontina e di aver superato, a velocità moderata, un’auto bianca.
Pochi istanti dopo avrebbe sentito un forte rumore.
«Ho pensato alla classica truffa dello specchietto», scrive nel suo racconto, spiegando di aver subito collegato il fatto a una delle frodi più note ai danni degli automobilisti.
L’uomo alla guida dell’altra vettura avrebbe acceso le quattro frecce invitandola a fermarsi. Tuttavia l’uomo, invece di arrestare subito la marcia, avrebbe continuato a procedere fino a raggiungere la zona dell’Oviesse, nei pressi di via del Commercio.
Il conducente avrebbe condotto la donna in una zona isolata
La donna sottolinea come il luogo in cui si è fermata fosse «assolutamente deserto». Una circostanza che, ripensandoci, ha contribuito ad aumentare i suoi sospetti.
Una volta sceso dall’auto, l’uomo avrebbe iniziato a rimproverarla per la velocità sostenuta, sostenendo che la sua vettura, definita «nuova (del 2026)», fosse stata danneggiata.
Successivamente le avrebbe chiesto se poteva salire nella sua automobile perché all’esterno faceva caldo.
La donna racconta di aver acconsentito, precisando però di aver immediatamente messo al sicuro la propria borsa.
La richiesta del modulo CID
Il conducente avrebbe quindi chiesto se fosse disponibile il modulo di constatazione amichevole CID.
La donna racconta di averlo cercato senza però riuscire a trovarlo.
A quel punto entrambi sarebbero scesi per verificare i danni alle rispettive automobili.
Ed è proprio durante questa fase che il racconto assume contorni ancora più sospetti.
I danni sull’altra auto e la proposta di pagare subito
Secondo quanto riferito nel post, l’automobilista avrebbe mostrato un danno sulla carrozzeria della propria vettura.
La donna sostiene però di aver notato qualcosa di insolito:
«Non ci crederete ma la sua auto “nuova” aveva un danno sia a sinistra che a destra (a secondo di dove gli serviva evidentemente).»
Sempre secondo il suo racconto, l’uomo avrebbe spiegato che la parte danneggiata era in plastica e che per questo sarebbe stato necessario sostituire l’intero elemento della carrozzeria.
Un sorriso più radioso col "Trattamento illuminante" in un solo appuntamento
Nel frattempo, racconta di non aver avuto il tempo di osservare con attenzione la propria automobile, riuscendo soltanto a intravedere alcuni segni.
Poco dopo sarebbe arrivata la proposta di chiudere immediatamente la vicenda senza coinvolgere le assicurazioni.
L’uomo, infatti, avrebbe detto che si sarebbe accontentato di 50 euro.
Il rifiuto e la reazione del conducente
La richiesta economica ha convinto definitivamente la donna che qualcosa non tornasse.
Racconta infatti di aver risposto che non avrebbe consegnato alcun denaro e che avrebbe preferito compilare regolarmente il modulo CID.
Spiega inoltre di aver manifestato apertamente i propri dubbi:
«Gli ho anche detto che avrei fatto delle indagini per vedere se era coinvolto in qualche altro “danno” con qualcun altro.»
A quel punto, secondo il racconto pubblicato sui social, il conducente avrebbe iniziato ad alzare la voce.
Continuava a ripeterle che avrebbe dovuto guidare più lentamente e che correva troppo.
Subito dopo sarebbe risalito in auto, allontanandosi senza ulteriori richieste.
I dubbi sul danno alla propria vettura
Terminato l’incontro, la donna ha potuto osservare con maggiore attenzione la propria automobile.
«Dopo ho visto il danno sulla mia auto: è assolutamente impossibile che l’abbia provocato io perché i graffi partono da sopra il fascione della ruota destra fino al faro, verso l’interno.»
Da questa circostanza nasce il sospetto che il danneggiamento possa essere avvenuto quando l’auto era parcheggiata davanti alla tavola calda:
«Ragionandoci dopo ho capito che il danno alla mia macchina lo ha sicuramente fatto nel parcheggio della tavola calda e io dal lato guida non potevo vederlo.»
L’appello agli automobilisti
Nel suo messaggio la donna invita gli altri automobilisti a prestare la massima attenzione in situazioni analoghe.
Ammette che, a causa della tensione del momento, non è riuscita a fotografare né il conducente né la targa dell’auto, elemento che avrebbe potuto risultare utile per eventuali accertamenti.
Il suo racconto rappresenta quindi un invito a mantenere la calma in caso di incidenti sospetti, evitando accordi economici immediati e preferendo sempre le normali procedure previste per l’accertamento dei sinistri.
In presenza di comportamenti anomali o di richieste di denaro sul posto, è inoltre consigliabile contattare tempestivamente le forze dell’ordine, soprattutto quando la dinamica dell’incidente appare poco chiara o presenta elementi che possono far pensare a un tentativo di raggiro.
Come comportarsi in questi casi
Le forze dell’ordine hanno diffuso un vademecum su come comportarsi in questi casi.
Ci sono alcune cose ‘base’ da tenere presenti assolutamente:
- Non scendere dal veicolo e tenere i finestrini chiusi o socchiusi per proteggere i propri beni all’interno.
- Rifiutare il pagamento: non dare mai soldi in contanti sul momento per risarcire presunti danni.
- Proporre l’assicurazione: chiedere di compilare il modulo di constatazione amichevole. (CID/CAI).
- Prendere nota: annotare la targa, il modello dell’auto e i dettagli somatici dei soggetti.
Le altre truffe stradali più diffuse
Truffa del sasso
I truffatori lanciano un sasso o una pallina da tennis contro la tua carrozzeria per simulare un urto e pretendere un risarcimento immediato.
Truffa della gomma bucata
Ti segnalano una ruota sgonfia per farti accostare e, mentre verifichi il danno, un complice ruba gli oggetti nell’abitacolo.
Truffa delle chiavi in terra
Ti distraggono parcheggiato dicendo che ti sono cadute delle chiavi per sottrarti l’auto o la borsa sul sedile.
Truffa del finto passante
Un pedone simula di essere stato urtato dal tuo specchietto o investito sulle strisce pedonali chiedendo soldi per non procedere per vie legali.
E naturalmente aggiungiamo ora anche la Truffa dell’auto rigata nel parcheggio, come l’ha descritta la signora di Aprilia.
Leggi anche: Aprilia, truffa del finto nipote scoperta per un errore dei malviventi























