Nel pomeriggio di ieri l’allarme è scattato intono alle ore 16.30. Immediatamente squadre di Vigili del Fuoco e Protezione civile si sono recati sul posto.
La situazione è apparsa subito drammatica. Gli alberi della pineta La Campana, infatti, da un paio d’anni sono attaccati da una malattia che li ha in pratica fatti seccare completamente.
Questa montagna di legna secca unita al vento caldissimo di ieri ha generato la situazione perfetta per lo sviluppo di un enorme incendio.

Fiamme dolose, è (quasi) certo
Anche se potranno essere solo i risultati delle indagini in corso a stabilirne le cause, si è quasi certi che l’innesco non sia stato naturale, ma provocato artificialmente.
Gli interventi per domare l’incendio, iniziati nel pomeriggio di ieri, sono andati avanti per tutta la notte, continuando anche in mattinata.
L’area interessata dall’incendio è imponente: circa 60 ettari. È stato necessario un enorme dispiegamento di forze, sia da terra che dal cielo.
Sono state allertate le squadre dei Vigili del Fuoco con mezzi e uomini della caserma di Anzio in prima fila. È intervenuto anche un Canadair CAN16 ed elicottero, fondamentale affinché l’incendio non si propagasse anche ai boschi confinanti.

Il supporto da terra è stato garantito anche dalle numerose Associazioni di Protezione Civile giunte sul posto: tra queste il Nucleo Operativo Airone, della Protezione Civile Nettuno, dell’Alfa, dell’Albano e dell’ANC che hanno lavorato tutta la notte.

Propio la presenza di una enorme quantità di vegetazione da tempo morta sta creando grandi difficoltà nel debellare definitivamente l’incendio. La quantità di materiale vegetale secco accumulato a terra, anche in grandi mucchi, ha facilitato l’estensione immediata delle fiamme.
Il rischio del rianimarsi di piccoli focolai è altissimo. Infatti stamattina è tornato ad intervenire anche il Canadair.
La Pineta La Campana, monumento naturale
La pineta La Campana è conosciutissima dai cittadini di Nettuno e dei comuni limitrofi come Anzio, Aprilia, Latina. Da sempre luogo preferito di runner, patiti di ciclocross e scampagnate familiari.
È di proprietà privata, della famiglia Borghese.
È facile ora pensare che ora ci sarà un intervento del Comune di Nettuno con la richiesta ai proprietari di bonificare l’intera area e creare quei tagli di sicurezza fondamentali per contenere eventuali incendi, come ad esempio si sta facendo proprio in questi giorni al bosco di Foglino.

Gli alberi morti dovrebbero essere tagliati e sostituiti da nuova vegetazione.
La speranza è che i proprietari vogliano ricreare quell’ambiente che è stato certamente per decenni fonte di grande gioia per tutta la popolazione del luogo.
Per quanto possa apparire triste, è necessario un intervento radicale su tutti gli alberi, come avvenuto, ad esempio per i 30 ettari di pineta di Lido dei Pini.
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