In testa per numero di incendi complessivamente è la provincia di Roma, ma la provincia di Latina ha il primato per quel che riguarda le aree boschive.
I dati sono stati presentati dalla Regione Lazio durante un incontro nella sede della Protezione civile regionale.
Secondo questi dati, sono già 569 gli incendi gestiti nel Lazio dall’inizio della campagna antincendio boschivo 2026. Di questi, 112 hanno interessato proprio aree boscate.
Lazio: oltre 500 incendi in poco più di un mese, 112 sono boschivi
La campagna antincendio boschivo della Regione Lazio è partita il 15 giugno e proseguirà fino al 15 ottobre, il periodo tradizionalmente più delicato per il rischio incendi.
Il bilancio aggiornato al 26 luglio parla di 569 incendi affrontati dalle squadre di soccorso. Tra questi, 112 sono classificati come incendi boschivi.
Per far fronte all’emergenza estiva, la Regione Lazio ha rafforzato il dispositivo di intervento. Sono operative oltre 230 organizzazioni di volontariato della Protezione civile, affiancate da sette elicotteri della flotta regionale e da più di 700 mezzi antincendio.
Il sistema può inoltre contare sul supporto del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri Forestali e, quando necessario, anche della flotta aerea nazionale.
A presentare il bilancio della campagna sono stati il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l’assessore alla Protezione civile Pasquale Ciacciarelli e il direttore della Protezione civile regionale Massimo La Pietra.
Roma prima per numero di incendi, segue Latina
Analizzando la distribuzione territoriale emerge che la provincia di Roma è quella che ha registrato il maggior numero di incendi dall’inizio della campagna, con 259 episodi.
Subito dopo si colloca la provincia di Latina, che conta già 166 incendi in poco più di un mese.
Seguono Frosinone con 94 incendi, Viterbo con 33 e Rieti con 17.
I numeri confermano come il territorio pontino continui a rappresentare una delle aree più esposte del Lazio, soprattutto durante i mesi estivi.
Latina resta la provincia più colpita dagli incendi boschivi
Se il dato relativo agli incendi complessivi vede Roma davanti, la situazione cambia quando si analizzano esclusivamente gli incendi boschivi, che vedono invece più colpita la provincia di Latina.
Le statistiche degli ultimi 35 anni mostrano infatti una tendenza ormai consolidata.
La provincia di Latina è quella che registra il maggior numero di incendi nelle aree boscate del Lazio. L’unica eccezione è rappresentata dal 2022, quando Roma superò temporaneamente il territorio pontino.
Per il resto, Latina mantiene stabilmente il primato regionale degli incendi boschivi, come i dati più recenti confermano.
Nel 2024 in provincia di Latina sono stati censiti 288 incendi boschivi, contro i 224 della provincia di Roma.
Nel 2023 erano stati 250, mentre Roma si era fermata a 152.
Numeri che descrivono una criticità strutturale e non legata soltanto alle condizioni climatiche di una singola estate.
Il Sud Pontino resta l’area più vulnerabile
Tra le zone più esposte agli incendi in provincia di Latina figura il Sud Pontino.
La particolare conformazione del territorio rende infatti più difficili le operazioni di spegnimento. Le aree boschive sono spesso isolate e difficilmente raggiungibili dai mezzi di soccorso.
Questo comporta tempi di intervento più lunghi e favorisce la propagazione delle fiamme, soprattutto nelle giornate caratterizzate da alte temperature e vento.
Anche l’orario in cui si sviluppano gli incendi fornisce indicazioni utili.
Le statistiche mostrano che i roghi più gravi si verificano prevalentemente tra le 10 del mattino e le 18, cioè nelle ore più calde della giornata.
Per quanto riguarda i giorni della settimana non emergono differenze significative, anche se si registra un leggero aumento degli incendi durante la domenica.
Il 99% degli incendi è causato dall’uomo
Uno degli aspetti più allarmanti riguarda l’origine dei roghi. Secondo le analisi regionali, il 99% degli incendi ha origine umana.
Solo una percentuale inferiore all’1% è riconducibile a cause naturali, come i fulmini.
I roghi vengono distinti in dolosi e colposi.
Nel primo caso, le motivazioni possono essere economiche, legate alla volontà di ottenere vantaggi attraverso il cambio di destinazione dei terreni o ad attività agricole e di allevamento, ma anche a conflitti personali o a fenomeni di piromania.
Gli incendi colposi, invece, sono spesso provocati da comportamenti imprudenti.
Tra le cause più frequenti figurano le attività agricole, l’abbandono di mozziconi di sigaretta ancora accesi o piccoli fuochi sfuggiti al controllo durante attività all’aperto.
Ingente dispiegamento di uomini e mezzi per contrastare gli incendi
L’attività di contrasto ai roghi richiede un importante impiego di uomini e mezzi.
Da quando è partita la campagna antincendio boschivo della Regione Lazio 2026, gli elicotteri regionali hanno effettuato 134 missioni, per un totale di 195 ore di volo, dato aggiornato al 22 luglio.
Sul territorio sono state impiegate circa 2.700 squadre di volontari della Protezione civile, che hanno garantito oltre 7.500 giornate di servizio.
Nei casi più complessi, la Regione ha richiesto anche il supporto della flotta aerea nazionale, con 56 interventi inoltrati al Dipartimento della Protezione civile.
Prevenzione e controlli restano fondamentali
I dati diffusi dalla Regione Lazio confermano che il fenomeno degli incendi continua a rappresentare una delle principali emergenze ambientali del territorio.
La presenza di un dispositivo di soccorso sempre più articolato consente di intervenire rapidamente, ma da sola non basta a invertire la tendenza.
Le statistiche dimostrano infatti che la quasi totalità dei roghi potrebbe essere evitata attraverso comportamenti più responsabili e un’attività di prevenzione costante.
Per una provincia come Latina, che da anni guida la classifica regionale degli incendi boschivi, la sfida resta quella di rafforzare i controlli, ridurre le cause di origine umana e proteggere un patrimonio naturale particolarmente esposto durante la stagione estiva.
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