Sono i dati emersi dall’Osservatorio provinciale sulla sicurezza stradale riunito nelle scorse settimane in Prefettura a Latina.

Numero incidenti stabile, aumentano però i morti
I dati raccolti dalla Polizia di Stato in provincia di Latina nel periodo compreso tra il primo gennaio e il primo giugno di quest’anno mostrano infatti una lieve flessione degli incidenti rilevati: 215 contro i 217 dello stesso periodo del 2025.
Una differenza minima che, da sola, potrebbe suggerire una situazione sostanzialmente invariata.
A cambiare radicalmente la prospettiva è però il numero delle vittime, che invece è cresciuto. , facendo segnare un grosso incremento.
Nei primi cinque mesi dell’anno i decessi sono stati nove, contro i due registrati nello stesso periodo dell’anno scorso. Un aumento che pesa sul bilancio complessivo.
Accanto a questo dato, emerge un elemento apparentemente in controtendenza: i feriti diminuiscono sensibilmente, passando da 219 a 160.
Meno persone coinvolte con lesioni, dunque, ma incidenti che, quando accadono, sembrano produrre conseguenze più drammatiche.
Incidenti stradali: fine settimana momento più critico
L’analisi effettuata dalla Polizia Stradale individua con precisione i momenti più critici.
Sei dei nove decessi per incidenti stradali si sono verificati durante il fine settimana.
Non è un caso che il picco dell’incidentalità si concentri proprio tra venerdì e domenica, giorni nei quali si sono registrati 107 incidenti sui 215 complessivi. Nello stesso arco temporale si conta anche quasi la metà dei feriti: 78 su 160.
Gli orari più a rischio incidenti
La fascia oraria più problematica è quella che va dalle 16 alle 23.
È qui che si concentra oltre la metà dei sinistri rilevati, ben 123, e quasi due terzi dei feriti, 97 in totale.
Le ore del rientro dal lavoro, degli spostamenti serali e della movida continuano dunque a rappresentare il momento di maggiore esposizione al rischio.
Attenti ai rettilinei e agli incroci
Dal punto di vista geografico, il fenomeno appare distribuito sull’intero territorio provinciale, anche se le strade statali assorbono la quota maggiore degli incidenti, pari al 53% del totale.
Più distanziato il dato relativo alle arterie comunali e provinciali. L’analisi delle dinamiche offre ulteriori indicazioni. Il rettilineo si conferma il tratto più insidioso, seguito dagli incroci.

Gli scontri laterali e i tamponamenti rappresentano le tipologie di incidente più frequenti, mentre fuoriuscite di strada e collisioni frontali sono meno numerose.
Sono proprio queste ultime, tuttavia, a presentare gli esiti più gravi e il più alto tasso di mortalità.
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