Da oltre dieci anni il destino dell’ex complesso industriale è legato a un ambizioso progetto di riqualificazione urbanistica che, però, non è mai partito.
Nel frattempo l’area è rimasta abbandonata, invasa da sterpaglie e rifiuti, diventando teatro di continui roghi e di problemi di sicurezza. Ma cosa prevedeva quel piano e cosa potrebbe sorgere al posto dei capannoni ormai in rovina?
10 anni fa il progetto di riqualificazione dell’area ex Freddindustria
Era il 2016 quando il piano di riqualificazione urbanistica dell’area ex Freddindustria presentato dalla società Aprilia 2012 Srl tornava all’esame della Commissione Urbanistica del Comune.
Il progetto era già stato oggetto di un lungo iter amministrativo e giudiziario. La Regione Lazio aveva espresso un parere negativo su alcuni aspetti dell’intervento, mentre anche il Tar era intervenuto sulla vicenda.
Nonostante questo, dopo una serie di confronti tra l’amministrazione comunale e i proponenti, il piano venne profondamente rivisto.
L’obiettivo dichiarato era duplice: ridurre l’impatto urbanistico dell’intervento e ottenere importanti opere pubbliche come compensazione.
A distanza di quasi dieci anni, però, di quel progetto non è stato realizzato nulla.
Un nuovo quartiere da 4mila residenti al posto della fabbrica
L’idea era quella di trasformare completamente l’area dell’ex Freddindustria ad Aprilia.
Al posto dei capannoni sarebbe dovuto nascere un nuovo quartiere con abitazioni, servizi, spazi commerciali e aree pubbliche.
La versione originaria del piano prevedeva una cubatura di circa 278mila metri cubi: di questi, 64 mila erano destinati all’housing sociale, 14mila alle attività commerciali e circa 200mila all’edilizia residenziale.
Il progetto comprendeva 270 appartamenti da destinare ad affitti calmierati e altri 700 alloggi destinati alla vendita: secondo le stime dell’epoca, il nuovo quartiere avrebbe potuto ospitare fino a 4mila nuovi residenti.
Numeri che avevano acceso un acceso dibattito in città, soprattutto per le possibili ripercussioni sulla viabilità, sui servizi pubblici e sulla rete fognaria.
La cubatura ridotta (e la richiesta di una nuova sede per la scuola Gramsci)
Nel corso delle trattative con il Comune di Aprilia il progetto subì alcune modifiche: la cubatura fu ridotta di circa 18 mila metri cubi rispetto alla proposta iniziale.
L’amministrazione chiedeva infatti un intervento meno impattante e maggiori benefici per la collettività.
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Tra le richieste avanzate figuravano opere di urbanizzazione primaria e secondaria, nuove strade, marciapiedi e soprattutto la costruzione della nuova sede della scuola “Antonio Gramsci”. All’epoca il Comune sosteneva infatti un costo significativo per l’affitto dell’edificio che ospitava l’istituto.
Le opere di compensazione richieste alla società ammontavano complessivamente a circa 5 milioni di euro.
Il grattacielo di vetro simbolo del nuovo skyline di Aprilia
Tra gli elementi che avevano maggiormente attirato l’attenzione figurava anche un edificio destinato a diventare il simbolo della nuova Aprilia.
L’assessorato all’Urbanistica immaginava infatti la realizzazione di un grattacielo completamente rivestito in vetro. L’intenzione era quella di creare un nuovo skyline per Aprilia e restituire dignità a una delle aree più degradate del territorio, i capannoni abbandonati dell’ex Freddindustria.
Quel grattacielo, così come l’intero piano di riqualificazione, è rimasto però soltanto sulla carta.
Dieci anni dopo: ex Freddindustria ancora in abbandono e in preda ai roghi
Oggi, guardando l’ex Freddindustria, è difficile immaginare quel progetto.
I capannoni sono ancora in stato di abbandono, le sterpaglie hanno ormai invaso gran parte dell’area, i rifiuti continuano ad accumularsi.
Negli anni non sono mancati episodi di occupazioni abusive e interventi delle forze dell’ordine per mettere in sicurezza gli edifici ormai pericolanti.
Ma soprattutto continuano gli incendi: l’area è ormai diventata uno dei punti più critici della città durante la stagione estiva.
Solo nell’ultimo mese si sono verificati sei incendi, con il conseguente intervento dei vigili del fuoco e forti disagi per i residenti, costretti a convivere con colonne di fumo e cattivi odori.
Una situazione che si ripete praticamente ogni estate.

Un’area strategica ancora senza futuro
L’ex Freddindustria occupa una posizione strategica all’interno del tessuto urbano di Aprilia.
Per questo motivo la sua riqualificazione viene considerata da anni uno degli interventi più importanti per il futuro della città.
Il recupero dell’area consentirebbe infatti di eliminare una vasta zona degradata e, allo stesso tempo, realizzare nuovi servizi e infrastrutture.
Resta però aperto il dibattito sull’equilibrio tra sviluppo edilizio e sostenibilità.
Già dieci anni fa molti cittadini e tecnici esprimevano dubbi sull’impatto che un insediamento da migliaia di nuovi abitanti avrebbe potuto avere sul traffico, sulla rete idrica e sulle infrastrutture esistenti.
Questioni che, a oggi, non hanno ancora trovato una risposta definitiva.
Il degrado continua a crescere
Mentre il progetto resta fermo, il degrado continua ad avanzare.
Ogni nuovo incendio rende ancora più evidente l’assenza di una soluzione per un’area che da decenni rappresenta una ferita aperta nel cuore di Aprilia.
Il piano urbanistico immaginava un quartiere moderno, una nuova scuola, strade, marciapiedi, servizi pubblici e persino un grattacielo destinato a ridisegnare lo skyline cittadino.
Oggi, invece, l’ex Freddindustria continua a essere ricordata soprattutto per i continui roghi, le sterpaglie e gli edifici abbandonati.
A quasi dieci anni da quel progetto, il futuro dell’area ex Freddindustria resta ancora sospeso, mentre i residenti attendono che una delle più grandi operazioni di rigenerazione urbana di Aprilia esca finalmente dai cassetti della pianificazione urbanistica.
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