Interventi che hanno inciso fortemente sul paesaggio dei Colli Albani.
La Città metropolitana di Roma ha chiuso con esito favorevole la pratica che consente di tagliare alberi su 6,66 ettari di castagneto nei terreni della Molara riconducibili a C. Aldobrandini e agli altri comproprietari, all’interno del Parco regionale dei Castelli Romani.

Non sparirà completamente un bosco di 6,6 ettari, come potrebbe far pensare una lettura superficiale del provvedimento, una parte di alberi dovrebbe essere salvata, anche se al momento i cittadini non possono conoscere quante piante siano interessate.
Su una superficie vasta quanto nove campi da calcio di serie A entreranno quindi in azione le motoseghe per un nuovo intervento forestale destinato inevitabilmente a modificare l’aspetto di un’altra porzione del grande polmone verde dei Castelli Romani.
Il via libera sui terreni della Molara
Il provvedimento è stato firmato il 30 luglio dal Dipartimento “Geologico, Difesa del suolo e Aree protette” della Città metropolitana.
L’intervento riguarda la località “Molara – Sezione VII Ruderi della Torre”, nel territorio comunale di Grottaferrata, al confine con Frascati e Rocca di Papa.
Siamo in uno dei più grandi polmoni verdi di tutta l’area dei Castelli Romani.

La superficie netta sottoposta al taglio ammonta a 6 ettari e 66 are, vale a dire circa 66.600 metri quadrati. A presentare la domanda è stato Camillo Aldobrandini, in qualità di comproprietario e delegato anche da Clemente e Giulio Pediconi.
Un castagneto di appena 14 anni
Il bosco viene descritto come un ceduo matricinato di castagno di 14 anni, complessivamente in buone condizioni vegetative e sanitarie.
Il progetto non prevede un taglio raso, ma un intervento intercalare di diradamento: saranno quindi eliminate soltanto alcune piante e alcuni polloni, lasciando in piedi gli esemplari destinati a proseguire la crescita.
Il documento, però, non specifica quanti alberi cadranno, quale percentuale del castagneto sarà prelevata o quanti metri cubi di legname verranno ricavati.
Per conoscere l’impatto materiale esatto bisognerebbe consultare il progetto forestale completo presentato dal tecnico incaricato, che la Città Metropolitana non ha pubblicato.
I paletti imposti dal Parco dei Castelli Romani
Il bosco ricade interamente nel Parco regionale dei Castelli Romani, che il 15 luglio ha rilasciato il proprio nulla osta.
L’intervento potrà quindi partire, ma non sarà senza limiti: dovranno essere salvaguardati gli alberi che ospitano nidi o costituiscono rifugio per la fauna, gli esemplari vetusti, gli agrifogli e le altre specie protette.
Dovranno essere lasciati nel bosco anche gli alberi morti o marcescenti utili agli insetti protetti. È inoltre vietato aprire nuove piste permanenti per trasportare il legname, alterare il terreno o effettuare lavori capaci di provocare erosione, frane o danni al patrimonio archeologico.
Una lunga scia di tagli nei Castelli Romani
Il nuovo intervento non arriva in un territorio immune dalle motoseghe.
Una precedente nostra ricostruzione dava conto dei provvedimenti con i quali 100 ettari di bosco sono stati interessati da abbattimenti nel corso del 2025 e altri 85 ettari netti autorizzati tra dicembre 2025 e gennaio 2026 nei territori di Rocca di Papa, Lariano e Velletri.
All’interno di questa lunga sequenza erano già emersi:
- un taglio su oltre 14 ettari alla Molara, al confine tra Rocca di Papa e Grottaferrata,
- un intervento su quasi 24 ettari al Maschio delle Faete, nel territorio di Lariano,
- la vendita all’asta del legname presente su più di 43 ettari di bosco comunale a Rocca di Papa.
Questi numeri non possono essere sommati automaticamente, perché alcuni interventi rientrano nei conteggi complessivi, ma restituiscono la dimensione della pressione esercitata sul patrimonio forestale.
Ora la prova decisiva sarà sul campo
I lavori sui terreni della Molara dovranno essere completati entro 18 mesi dal provvedimento, quindi entro il 30 gennaio 2028. Prima dell’apertura del cantiere e al termine delle operazioni dovrà essere inviata una comunicazione ai Carabinieri Forestali.
Il via libera amministrativo, dunque, è arrivato. La vera partita comincia adesso: verificare quante piante verranno effettivamente abbattute, come sarà effettuato l’esbosco e se tutte le prescrizioni saranno rispettate.
Ogni singolo taglio può essere tecnicamente legittimo, ma è la somma degli interventi, concentrati negli stessi anni e nello stesso Parco, a determinare il futuro paesaggio dei Castelli Romani.





















