Questa volta l’amministrazione indica anche lo strumento per tentare l’operazione: un maxi mutuo con un impegno economico massimo di 3,5 milioni di euro.
Non è ancora un contratto firmato, ma è il segnale politico più importante degli ultimi anni sul destino dell’enorme complesso abbandonato nel cuore della città.

La novità nascosta nel nuovo DUP
La svolta emerge dal DUP, Documento unico di programmazione 2027-2029, approvato dal Comune di Ciampino a inizio agosto. Parliamo dello stesso atto che riapre la partita sul sottopasso e sullo spostamento della fermata ferroviaria di Casabianca.
Per l’ex Istituto Gesù Divino Operaio, la Giunta Colella prevede un progetto di acquisizione e recupero, coinvolgendo anche la Città metropolitana e la cittadinanza. Per finanziare l’operazione viene infatti indicata l’accensione di un mutuo fino a 3,5 milioni.
Il grande annuncio del 2021
Non è la prima volta che Ciampino sembra vicina a riprendersi l’IGDO.
Nel luglio 2021 l’allora Giunta Ballico annunciò che il complesso era finalmente destinato a entrare nelle mani dei cittadini.
La deliberazione approvata, però, era formalmente un atto di indirizzo per l’acquisizione, non un rogito capace di trasferire subito la proprietà al Comune.
Poche settimane dopo furono inseriti nel bilancio 1,610 milioni di euro, la stessa cifra pagata dai privati, con l’obiettivo dichiarato di acquistare l’immobile senza contrarre debiti.
L’operazione, tuttavia, non arrivò al passaggio definitivo e l’IGDO rimase fuori dal patrimonio pubblico.
Dall’asta ai privati
Ma il cruccio più grande risale al 2016, quando il complesso venne aggiudicato all’asta per circa 1,610 milioni di euro.
Da allora l’IGDO è diventato il simbolo del “centro mancato” di Ciampino: un colosso immobiliare privato, abbandonato e al centro di proteste, promesse politiche e ipotesi di rigenerazione mai trasformate in un progetto definitivo.
Nel 2021 è arrivato anche il vincolo storico-artistico sul complesso “Città Giardino e villini della prima metà del XX secolo”, comprendente l’IGDO, la chiesa, l’area di pertinenza e quattro villini storici. Qualunque recupero dovrà quindi rispettare la tutela imposta sul patrimonio.
Il prezzo raddoppia, il progetto ancora non c’è
Il salto economico è evidente: dai 1,610 milioni stanziati nel 2021 senza debiti si passa ora a un possibile mutuo fino a 3,5 milioni.
Il DUP, però, non divide la cifra tra acquisto, messa in sicurezza e recupero, né indica una destinazione definitiva per l’immobile.
Non risultano specificati una perizia aggiornata, il prezzo concordato con la proprietà o il costo complessivo della trasformazione.
C’è poi un particolare decisivo: nella parte finanziaria dello stesso documento il Comune di Ciampino scrive che, al momento, non sono previste ulteriori forme di indebitamento.
Il mutuo per l’IGDO è dunque una scelta strategica ancora da tradurre nel bilancio, nelle rate annuali e negli atti necessari.
Ora Ciampino deve conoscere il piano
La notizia è di quelle che risuonano fortemente in città: dopo dieci anni dall’asta e cinque dal primo grande annuncio, il Comune di Ciampino torna a preparare l’acquisto pubblico dell’ex IGDO. Ma questa volta il conto potrebbe essere molto più alto e gravare sui bilanci futuri.
Prima di accendere il mutuo, resta quindi una domanda semplice: che cosa diventerà davvero l’IGDO?
Senza una risposta chiara, i 3,5 milioni rischiano di essere soltanto il prezzo per comprare un enorme problema, la struttura difatti avrà bisogno di una profonda ristrutturazione.

Con un progetto credibile, invece, potrebbero rappresentare il primo passo per restituire finalmente il cuore di Ciampino ai cittadini.
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