Dopo un esposto presentato dalla CISL Funzione Pubblica, lo Spresal, il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Asl Latina ha effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni microclimatiche segnalate nei luoghi di lavoro.
A seguito dei rilievi effettuati è stata autorizzata la possibilità di ricorrere al lavoro agile e, dove necessario, alla riallocazione temporanea del personale in ambienti ritenuti più idonei.
Per “lavoro agile”, conosciuto anche come smart working, si intende che, ove possibile, il lavoro si svolga senza una postazione fissa, quindi possa essere eseguito da casa o in altri spazi, ad esempio quelli di co-working.
Il sopralluogo dello Spresal
L’intervento ispettivo ha interessato nella giornata di giovedì 6 agosto gli uffici comunali e il Comando della Polizia Locale di Aprilia.
Secondo quanto riferito dal sindacato, durante le verifiche sarebbero state rilevate temperature che in alcuni locali hanno raggiunto e superato i 36 gradi.
L’ispezione è arrivata dopo le segnalazioni presentate dalla CISL FP, che aveva denunciato le condizioni di lavoro dovute al malfunzionamento degli impianti di climatizzazione durante l’ondata di calore degli ultimi giorni.
La decisione della Commissione Straordinaria
Nelle stesse ore la Commissione Straordinaria del Comune ha emanato una direttiva per fronteggiare l’emergenza.
Il provvedimento autorizza il ricorso al lavoro agile, demandando ai dirigenti l’organizzazione delle attività, e prevede la possibilità di trasferire temporaneamente il personale in uffici con condizioni microclimatiche più favorevoli qualora se ne ravvisi la necessità.
Si tratta di una misura adottata nell’immediato per limitare i disagi e ridurre i rischi legati alle elevate temperature registrate negli ambienti di lavoro, mentre si attendono gli esiti ufficiali dell’attività ispettiva dello Spresal.
Le criticità segnalate
Secondo quanto riportato dalla CISL FP, nei giorni precedenti alcuni dipendenti avrebbero accusato malori riconducibili al caldo intenso presente negli uffici.
Circostanze che hanno spinto il sindacato a chiedere un intervento degli organi competenti per verificare il rispetto delle condizioni di salute e sicurezza previste dalla normativa.
Resta ora da capire se, oltre alle misure organizzative già adottate, saranno necessari ulteriori interventi strutturali sugli impianti di climatizzazione per riportare gli ambienti di lavoro a condizioni adeguate.
La posizione della CISL FP
Nel comunicato diffuso dopo il sopralluogo, la CISL FP sostiene che gli accertamenti abbiano confermato quanto denunciato nei giorni precedenti.
Nel comunicato a firma del Segretario Provinciale Enti Locali Raffaele Paciocca si afferma:
«Per giorni la CISL FP ha denunciato una situazione non più tollerabile all’interno degli uffici comunali e del Comando della Polizia Locale di Aprilia. Oggi i fatti confermano che quelle denunce erano fondate».

La CISL FP considera positivo il ricorso al lavoro agile disposto dalla Commissione Straordinaria, ma sottolinea che si tratta soltanto di una soluzione temporanea.
Nel comunicato si legge infatti che
«il ricorso al lavoro agile costituisce una risposta emergenziale e non può diventare la soluzione ad un problema che deve essere risolto alla radice, attraverso il definitivo ripristino degli impianti di climatizzazione e di condizioni di lavoro conformi alla normativa vigente».
L’organizzazione sindacale evidenzia inoltre la sequenza degli eventi che ha portato all’intervento ispettivo:
«Prima l’esposto della CISL FP, poi il sollecito, quindi il sopralluogo dello SPRESAL e, infine, l’adozione di misure organizzative straordinarie da parte della Commissione Straordinaria».
Infine la CISL FP ha rivolto un ringraziamento agli ispettori intervenuti durante le verifiche, esprimendo
«un sincero ringraziamento al personale dello SPRESAL per la professionalità, la competenza e il senso delle istituzioni dimostrati nello svolgimento dell’attività ispettiva»,
ribadendo che continuerà a seguire la vicenda affinché, conclude il comunicato, «nessun lavoratore sia più costretto a prestare servizio in condizioni incompatibili con la dignità del lavoro e con il diritto alla salute».


















