L’ultima eclissi totale di sole osservabile in Europa risale al 1999, mentre per vedere in Italia il sole completamente oscurato, al 100%, bisogna risalire al 12 febbraio 1431. Anche se questa, per l’Italia, sarà una ‘quasi’ eclisse totale.
La massima percentuale di copertura del sole in Italia si avrà a Ventimiglia alle ore 20.23, quando il sole sarà coperto dalla luna per il 94.8% della sua superficie.
Il fenomeno dell’eclissi totale di sole sarà visibile lungo una stretta fascia che attraverserà Groenlandia, Islanda e Spagna, mentre dall’Italia il fenomeno apparirà come un’eclissi di sole parziale.
Anche se il disco solare non sarà completamente oscurato, lo spettacolo sarà particolarmente suggestivo, soprattutto nelle regioni del Nord e del Centro-Nord, dove la copertura del Sole sarà molto elevata.

Gli esperti, però, invitano alla massima prudenza: osservare il Sole senza protezioni adeguate può provocare danni permanenti alla vista.
Un’eclissi visibile anche dall’Italia
Secondo le indicazioni dell’INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica, l’eclissi sarà osservabile in Italia nel tardo pomeriggio, con il Sole ormai molto basso sull’orizzonte.
Il fenomeno inizierà intorno alle ore 19.30 e raggiungerà il massimo poco dopo le 20, poco prima del tramonto.
Le percentuali di oscuramento varieranno sensibilmente da una zona all’altra: il Nord-Ovest sarà tra le aree più favorite, mentre nel Centro-Sud la copertura sarà inferiore. In alcune località, il Sole potrebbe tramontare prima del momento di massima eclissi.

Proprio l’altezza ridotta del Sole renderà fondamentale scegliere un punto di osservazione con l’orizzonte occidentale completamente libero.
L’INAF ha inoltre predisposto mappe dettagliate che consentono di verificare la visibilità del fenomeno in ogni parte del territorio nazionale e seguirà l’evento con una diretta streaming insieme all’Unione Astrofili Italiani.
L’INAF ha preparato anche un video esplicativo del fenomeno destinato ai meno esperti.
Perché guardare il Sole è pericoloso
L’entusiasmo per un evento così raro non deve far dimenticare i rischi.
Durante un’eclissi la luce ambientale diminuisce e questo può dare la falsa impressione che il Sole sia meno pericoloso. In realtà le radiazioni ultraviolette, infrarosse e la luce visibile ad alta intensità continuano a raggiungere l’occhio.
La retina, il delicato tessuto nervoso situato nella parte posteriore dell’occhio, può subire danni anche dopo esposizioni molto brevi.
Il problema più insidioso è che la retina non possiede recettori del dolore: chi guarda direttamente il Sole non avverte alcun fastidio immediato, ma il danno può essersi già verificato.
La conseguenza più nota è la retinopatia solare, una lesione della macula, l’area responsabile della visione centrale e dei dettagli. In alcuni casi il danno può essere irreversibile.
I sintomi possono comparire dopo alcune ore
Le alterazioni della vista non sempre si manifestano subito dopo l’osservazione dell’eclissi. I primi segnali possono comparire anche diverse ore più tardi.
Tra i sintomi più frequenti figurano:
- visione offuscata;
- difficoltà nella messa a fuoco;
- comparsa di una macchia scura centrale;
- deformazione delle linee rette;
- alterazione della percezione dei colori.
In presenza di uno o più di questi disturbi è consigliabile rivolgersi tempestivamente a un medico oculista. Una valutazione precoce permette di confermare la diagnosi, escludere altre patologie e programmare un adeguato monitoraggio della salute visiva.
La guida per osservare l’eclissi in sicurezza
Gli specialisti di Baviera Clinica Oculistica, gruppo europeo specializzato nella salute degli occhi, ricordano alcune regole fondamentali per assistere all’evento senza correre rischi.
1. Utilizzare soltanto occhiali certificati
La protezione deve essere garantita esclusivamente da occhiali specifici per l’osservazione delle eclissi conformi alla norma internazionale ISO 12312-2. Prima dell’utilizzo è opportuno controllare che i filtri siano integri e privi di graffi o perforazioni.

2. No a pellicole, lastre, vetri affumicati
Gli occhiali da sole, anche quelli molto scuri, non sono sufficienti. Allo stesso modo non offrono alcuna protezione sicura vetri affumicati, radiografie, negativi fotografici, CD, pellicole o altri sistemi artigianali. Possono ridurre la luminosità percepita ma non bloccano le radiazioni dannose.
3. Attenzione a telescopi, binocoli e fotocamere
L’utilizzo di strumenti ottici senza filtri solari specifici è estremamente pericoloso perché concentra una quantità enorme di energia sulla retina. Anche fotocamere e smartphone devono essere impiegati solo con gli appositi filtri, altrimenti si rischiano danni sia agli occhi sia all’apparecchiatura.
4. I bambini devono essere sempre sorvegliati
La curiosità dei più piccoli rende indispensabile la presenza costante di un adulto. È importante verificare che indossino correttamente gli occhiali certificati e che non li rimuovano durante l’osservazione, neppure per pochi istanti.
5. Meglio ancora l’osservazione indiretta
Tra le modalità più sicure ci sono i sistemi di proiezione indiretta, come il foro stenopeico o la camera oscura, che consentono di seguire il fenomeno senza guardare direttamente il Sole. Anche osservatori astronomici e associazioni di astrofili organizzano iniziative con strumenti certificati e personale esperto.



















