La prima connessione da un impianto di produzione di biometano alla rete di distribuzione del gas ad Aprilia è opera di Italgas.
Il biometano che Italgas provvederà a distribuire nella rete cittadina proviene da un impianto di produzione di Aprilia. Si tratta dell’impianto di ER Società Agricola, in via Pantanelle.
Quello di Aprilia è il 17esimo impianto di produzione di biometano collegato alla rete Italgas e il primo nell’area pontina.
Ad Aprilia arriva il biometano nella rete di distribuzione del gas
La nuova connessione rappresenta la prima immissione di biometano nella rete cittadina di distribuzione del gas ad Aprilia e, più in generale, nell’area pontina.
L’intervento ha previsto la realizzazione di un tratto di rete lungo circa 1.700 metri e di un impianto dedicato alla ricezione e all’immissione del gas rinnovabile.
Il biometano prodotto dall’impianto di ER Società Agricola potrà essere distribuito direttamente attraverso la rete cittadina esistente e utilizzato da abitazioni, attività commerciali e imprese senza richiedere modifiche agli impianti.
L’infrastruttura costituisce anche un’opportunità di sviluppo per il comparto agricolo locale, favorendo la valorizzazione degli scarti delle produzioni agroalimentari attraverso un modello di economia circolare.
Da Aprilia la produzione di biometano si estende nell’area pontina
Per Italgas, quella di Aprilia rappresenta una tappa significativa nel percorso di diffusione del biometano.
L’amministratore delegato di Italgas Reti, Pier Lorenzo Dell’Orco, ha dichiarato:
«Con l’attivazione di Aprilia, per la prima volta la produzione di biometano si estende all’area pontina, rafforzando la presenza di connessioni dedicate ai gas rinnovabili nel Lazio».
Con l’attivazione di Aprilia salgono a 17 gli impianti di produzione di biometano già collegati alla rete di distribuzione del Gruppo Italgas.
L’obiettivo indicato dall’azienda è arrivare entro il 2030 a una capacità di immissione complessiva pari a 1,2 miliardi di metri cubi all’anno.
Che cos’è il biometano
Il biometano è un combustibile rinnovabile ottenuto dalla purificazione del biogas.
Nasce dalla trasformazione di materiali organici come reflui zootecnici, scarti agricoli, residui delle lavorazioni agroalimentari e frazione organica dei rifiuti urbani.
Il processo avviene attraverso la digestione anaerobica, durante la quale microrganismi degradano la sostanza organica in assenza di ossigeno producendo biogas. Quest’ultimo viene poi raffinato eliminando anidride carbonica, acqua e altre impurità fino a ottenere un gas con un contenuto di metano superiore al 97%.
Il risultato è un combustibile praticamente equivalente al gas naturale di origine fossile, ma ottenuto da fonti rinnovabili. Per questo può essere immesso direttamente nelle reti di distribuzione esistenti e utilizzato per il riscaldamento, la produzione di acqua calda, i processi industriali e anche come carburante per i trasporti.
Differenza tra biogas e biometano
Biogas e biometano non sono sinonimi.
Il biogas è il gas prodotto direttamente dalla fermentazione delle biomasse. Contiene generalmente tra il 50 e il 65% di metano, mentre la restante parte è costituita soprattutto da anidride carbonica e da piccole quantità di altri composti.
Viene utilizzato principalmente nello stesso impianto di produzione per alimentare motori che generano energia elettrica e calore.
Il biometano, invece, è il biogas dopo il processo di purificazione. Grazie alla rimozione delle impurità raggiunge una qualità paragonabile a quella del gas naturale e può essere immesso nella rete di distribuzione del gas nazionale o impiegato come carburante.
In altre parole, il biogas è il prodotto “grezzo”, mentre il biometano è il combustibile raffinato pronto per essere distribuito attraverso le infrastrutture del gas già esistenti.
Il dibattito sugli impianti di produzione di biometano: pro e contro
Lo sviluppo del biometano è considerato uno degli strumenti per accelerare la decarbonizzazione del sistema energetico.
Trasformando sottoprodotti agricoli e scarti organici in energia, gli impianti consentono di ridurre gli sprechi e di produrre un combustibile rinnovabile.
Per un territorio come quello della provincia di Latina, caratterizzato da una forte presenza del settore agricolo, la produzione di biometano da immettere nella rete di distribuzione può favorire investimenti e creare nuove opportunità economiche.
La presenza di impianti di produzione di biometano sul territorio non è però esente da problematiche.
Come avviene per molte infrastrutture energetiche, anche gli impianti di biometano accendono il dibattito tra sostenitori e cittadini residenti nelle aree interessate.
Le principali preoccupazioni riguardano l’aumento del traffico di mezzi pesanti per il trasporto delle biomasse, i possibili odori derivanti dalla movimentazione delle matrici organiche, l’impatto paesaggistico degli impianti e i timori per eventuali ripercussioni sulla qualità della vita.
Anche l’impianto di produzione di biometano di Aprilia all’inizio ha incontrato le proteste della comunità locale.
Biometano ad Aprilia, dalle polemiche all’immissione del gas nella rete di distribuzione
L’impianto di produzione di biometano di Aprilia non è una nuova realizzazione. È la riconversione di una struttura già esistente che produceva energia elettrica da biogas.
L’autorizzazione provinciale alla trasformazione in impianto di produzione di biometano è stata rilasciata nell’agosto 2023, al termine della conferenza dei servizi indetta dalla provincia di Latina.
In quella sede tutti gli enti coinvolti espressero parere favorevole, o favorevole con prescrizioni, ad eccezione del Comune di Aprilia, che manifestò la propria contrarietà.
L’amministrazione comunale evidenziò in particolare il previsto aumento delle biomasse trattate, con il timore di un possibile incremento dei cattivi odori e di un impatto non compatibile con la destinazione agricola dell’area. Anche il Comitato di quartiere Selciatella in quell’occasione manifestò le proprie perplessità appellandosi allora presidente della provincia di Latina Stefanelli.
La Provincia di Latina ritenne però superabili le osservazioni del Comune, richiamando le norme di settore e introducendo specifiche prescrizioni tecniche per limitare l’impatto odorigeno e garantire il rispetto dei requisiti ambientali, arrivando così al rilascio dell’autorizzazione.
Da allora l’impianto è in funzione ed ora il gas che vi si produce entrerà con Italgas nella rete di distribuzione cittadina.
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