Il progetto prevede 896 pannelli fotovoltaici, installati su strutture che consentiranno di mantenere contemporaneamente l’attività agricola sui terreni interessati. Per questo si parla di impianto “agrivoltaico”.
Il progetto, presentato dalla società ALFAGEM S.r.l., ha superato il principale passaggio autorizzativo comunale, ma dovrà rispettare una serie di condizioni e prescrizioni prima e durante la realizzazione.
Il provvedimento del Comune di Aprilia parla espressamente di un impianto destinato alla “produzione di energia elettrica da fonte solare (agrivoltaico)”, con una potenza pari a 663,04 kWp, sui terreni identificati in via Selciatella.
Siamo a circa 250 metri dall’incrocio con via Pantanelle, praticamente davanti al distributore di carburante Q8.

Quasi 900 pannelli che non interrompono l’attività agricola
Il dato che più facilmente permette di immaginare l’impianto è quello relativo ai moduli.
Il progetto ne prevede 896, ciascuno con una potenza di picco di 740 watt. Non saranno appoggiati direttamente sul terreno. Verranno installati su strutture che possono seguire il movimento del sole, come dei girasoli, disposte in file orientate nord-sud.
Il documento tecnico comunale descrive così la soluzione:
“la sezione produttiva […] sarà caratterizzata da n. 896 moduli, ciascuno di potenza di picco pari a 740 Wp, da installare su tracker monoassiali allineati in direzione nord-sud ad interasse di 5,00 m (altezza minima da terra 1,30 m)”.
Tradotto in termini più semplici: non ci saranno 896 pannelli tutti ammassati uno accanto all’altro. Le file saranno distanziate e sollevate dal terreno. Questo spazio è fondamentale perché sotto e tra le strutture dovrà continuare l’attività agricola.
Quanto sarà grande?
Gli atti amministrativi indicano con precisione il numero dei pannelli e la loro disposizione, ma non riportano la superficie complessiva dell’area espressa in ettari o metri quadrati.
Per avere comunque un’immagine concreta, 896 pannelli moderni di queste dimensioni possono occupare complessivamente circa 2.500-2.700 metri quadrati di sola superficie fisica dei moduli.
L’area effettivamente interessata dall’impianto è però molto più grande, perché bisogna considerare le distanze tra le file, le strutture di sostegno, gli spazi di passaggio, le aree agricole, le cabine e la viabilità interna.
Considerando il numero di moduli e l’interasse di 5 metri indicato nel progetto, si può ragionevolmente parlare di un impianto dell’ordine di circa un ettaro, come stima indicativa.
La superficie esatta, però, dovrebbe essere ricavata dagli elaborati planimetrici del progetto che non sono stati pubblicati.
La parola chiave è “agrivoltaico”
La differenza rispetto a un normale campo fotovoltaico è importante. Qui il terreno non dovrebbe perdere la sua funzione agricola.
Il Comune di Aprilia ha messo nero su bianco che la realizzazione e l’esercizio dell’impianto sono subordinati alla sua “effettiva configurazione agrivoltaica”, attraverso il contestuale svolgimento della produzione di energia e dell’attività agricola sulle superfici interessate.
Non è quindi sufficiente installare i pannelli e lasciare il terreno inutilizzato. L’atto stabilisce che dovranno continuare a esserci attività agricole.
Nel progetto sono previste diverse possibilità:
- pascolo ovino,
- foraggi,
- seminativi non irrigui,
- ortive in pieno campo,
- colture florovivaistiche e frutti minori, come lamponi, more e mirtilli.
È prevista anche la piantumazione di filari di ulivi lungo una parte della recinzione.
La produzione agricola dovrà essere verificata
Il Comune di Aprilia ha previsto che la società presenti una relazione tecnica firmata da un agronomo.
Dovrà essere verificato, tra gli altri aspetti, che l’impianto sia idoneo a conservare “almeno l’80% della produzione lorda vendibile” e che sia realmente presente l’integrazione tra produzione di energia e attività agricola.
La società dovrà inoltre indicare quale attività agricola verrà concretamente svolta e chi la condurrà. Il documento impone anche il
“mantenimento della destinazione agricola dei suoli e la continuità dell’attività agricola per tutta la vita utile dell’impianto”.
È previsto anche un controllo nel tempo. Entro il 31 dicembre di ogni anno dovrà essere presentata una relazione sull’esistenza e sulla resa delle coltivazioni, sulle superfici effettivamente utilizzate, sulle specie coltivate e sulle tecniche agricole adottate.
Quanta energia può produrre?
La potenza complessiva prevista è di 663,04 kWp. È un valore che per un non addetto ai lavori può essere difficile da interpretare.
La potenza indica quanto l’impianto può produrre al massimo nelle condizioni di riferimento dei pannelli.
Non significa che per ogni ora dell’anno verranno prodotti 663 kWh. Di notte, naturalmente, la produzione è nulla. Anche durante il giorno cambia in base alla stagione, alle nuvole e alle condizioni dell’impianto.
Utilizzando una resa media indicativa per il Lazio, si può stimare una produzione annua nell’ordine di circa 860.000 kWh, cioè circa 860 MWh. È importante sottolineare che questa è una stima, non una previsione ufficiale contenuta nei due atti amministrativi.
Per trasformare il dato in qualcosa di comprensibile, si può fare un altro confronto.
Elettricità per più di 300 famiglie
Prendendo come riferimento il consumo medio di una famiglia italiana, la produzione di questo impianto potrebbe ‘sfamare’ il fabbisogno elettrico di circa 300-320 famiglie.
Non significa che l’impianto alimenterà direttamente 300 abitazioni di Aprilia. L’elettricità prodotta sarà immessa nella rete e si mescolerà con quella proveniente dagli altri impianti.
Il confronto serve a dare una dimensione dell’energia in gioco.
Il collegamento alla rete elettrica nazionale
Per portare l’energia prodotta dal nuovo impianto nella rete elettrica sarà necessario realizzare anche le opere di connessione.
Il progetto prevede una cabina elettrica utente e una nuova cabina di consegna. Quest’ultima sarà collegata alla rete di media tensione di E-Distribuzione attraverso una linea interrata.
Il documento indica in particolare una linea di circa 470 metri lungo via Selciatella. È previsto anche l’attraversamento di un corso d’acqua naturale secondario appartenente al reticolo idrografico della Provincia di Latina.
Anche su questo punto il Comune ha posto una condizione precisa. La realizzazione dell’impianto è subordinata all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie per attraversare il corso d’acqua e per intervenire sulla sede stradale di via Selciatella.
Il progetto e l’Ok dei vari enti
Prima della conclusione positiva, il progetto è passato attraverso una Conferenza dei servizi alla quale sono stati invitati numerosi enti e amministrazioni.
Tra questi figurano Regione Lazio, Ministero della Cultura, Provincia di Latina, Consorzio di Bonifica, ARPA Lazio, Autorità di Bacino, ASL, Vigili del Fuoco, ARSIAL, ENAC, ENAV, Aeronautica militare, Terna ed E-Distribuzione.
Dagli atti emerge che alcuni enti hanno espresso assenso senza condizioni, mentre altri hanno formulato prescrizioni. Non sono stati espressi dissensi motivati che abbiano portato al blocco del procedimento.
Il Comune di Aprilia riassume il risultato della Conferenza dei servizi affermando che
“non sono stati espressi dissensi motivati”
e che il settore Urbanistica non ha rilevato motivi ostativi alla realizzazione dell’intervento.
Attenzione anche al paesaggio
Il Comune di Aprilia ha previsto misure specifiche per ridurre l’impatto visivo dell’impianto.
Il provvedimento stabilisce che dovranno essere adottate soluzioni capaci di ridurre il riflesso delle superfici fotovoltaiche. Sono inoltre previste siepi e piantumazioni con specie autoctone.
L’obiettivo indicato nell’atto è quello di evitare un semplice muro verde. Le piantumazioni dovranno essere organizzate
“in modo da rendere un aspetto il più naturale possibile, evitando l’effetto ‘barriera verde’”.
Anche le opere di mitigazione dovranno essere mantenute nel tempo. La società dovrà presentare ogni anno una relazione accompagnata da documentazione fotografica sul loro stato di salute.
I tempi: fino a due anni per partire
L’atto prevede tempi precisi per la realizzazione.
I lavori dovranno essere avviati entro due anni dal perfezionamento della Procedura abilitativa. Una volta iniziati, dovranno essere completati entro tre anni.
Prima dell’avvio, la società dovrà inoltre comunicare al Comune di Aprilia la data di inizio dei lavori con almeno dieci giorni di anticipo, indicando le imprese e i responsabili tecnici coinvolti.
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