Il ricorso è stato presentato da alcuni dipendenti di ruolo dell’Avvocatura contro gli atti con cui è stata avviata la procedura per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di un dirigente avvocato.
Il Comune di Latina ha ora deciso di costituirsi davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio – sezione di Latina – e, vista la situazione di conflitto di interessi interna alla propria Avvocatura, ha dovuto individuare un’avvocata del libero Foro per rappresentare l’Ente.
Il concorso finisce in Tribunale
La vicenda nasce dalla Determinazione dirigenziale del 18 luglio 2025, con la quale il Comune di Latina ha indetto il concorso per il reclutamento di un dirigente avvocato da assegnare all’Avvocatura comunale.
Il bando è stato pubblicato il 23 luglio 2025. Nei mesi successivi, però, alcuni dipendenti di ruolo della stessa Avvocatura hanno deciso di contestare la procedura.
Il ricorso è stato notificato al Comune il 23 ottobre 2025 ed è stato presentato davanti al TAR del Lazio, sezione staccata di Latina. L’obiettivo dei ricorrenti è ottenere l’annullamento degli atti relativi alla procedura concorsuale.
È quindi un contenzioso interno all’amministrazione. Da una parte ci sono professionisti che lavorano nell’Avvocatura comunale e che contestano il concorso. Dall’altra c’è il Comune, che considera necessario difendere la legittimità degli atti adottati.
Ed è proprio qui che emerge l’aspetto più particolare della vicenda.
Gli avvocati del Comune non possono difendere il Comune
Normalmente, quando un Comune viene chiamato in giudizio, la difesa può essere affidata alla propria Avvocatura. In questo caso, però, la soluzione non è praticabile.
Negli atti comunali viene spiegato che il personale togato dell’Ente non può assumere la difesa nel giudizio a causa di un conflitto di interessi.
Il problema nasce dal rapporto di colleganza tra i professionisti dell’Avvocatura comunale e i dipendenti che hanno promosso il ricorso.
Il Comune di Latina parla espressamente di una
“sussistenza del conflitto di interessi derivante dal rapporto di colleganza che intercorre tra Professionisti appartenenti alla medesima struttura organizzativa interna all’Ente”.
Tradotto in termini semplici: gli avvocati che lavorano per il Comune si trovano nella situazione di dover difendere l’amministrazione contro colleghi appartenenti alla stessa struttura. Per questa ragione l’Avvocatura comunale non può occuparsi della causa.
Il risultato è che il Comune di Latina deve rivolgersi all’esterno per difendere una procedura che riguarda proprio la propria Avvocatura.
Scelta un’avvocata esterna
La necessità di affidare la difesa a un professionista esterno è stata comunicata dalla dirigente ad interim dell’Avvocatura al sindaco.
Negli atti si legge che occorre nominare “un Avvocato del libero Foro” per consentire al Comune di costituirsi nel giudizio davanti al TAR.
La scelta è ricaduta sull’avvocata Tiziana Agostini, professionista con esperienza nel diritto amministrativo e nel pubblico impiego.
Il Comune di Latina sottolinea nel provvedimento che la professionista possiede una
“comprovata e specialistica competenza ed esperienza nelle materie del pubblico impiego e del diritto amministrativo”.
Viene inoltre precisato che l’avvocata aveva già fornito all’amministrazione un parere pro veritate sulla specifica questione, ma che non aveva mai ricevuto in precedenza incarichi di difesa giudiziale dal Comune.
L’incarico è stato quindi motivato sia con il conflitto di interessi interno sia con la complessità tecnica della controversia.
Il nodo della mobilità obbligatoria
Ma che cosa ha fatto finire il concorso al centro del contenzioso?
Uno dei punti contestati riguarda la procedura prevista prima dell’avvio del concorso, e in particolare la mobilità obbligatoria prevista dall’articolo 34 bis del decreto legislativo 165 del 2001.
Si tratta, in sostanza, di un passaggio che serve a verificare se, prima di procedere a una nuova assunzione, vi siano già dipendenti pubblici collocati in disponibilità che possano essere ricollocati nella posizione richiesta.
È proprio su questo passaggio che si concentra una delle contestazioni relative al bando.
Secondo quanto viene evidenziato nella ricostruzione della vicenda, e anche secondo le contestazioni attribuite alla Cisl Fp, il problema sarebbe legato alla documentazione utilizzata dal Comune di Latina per attestare l’esito negativo della procedura.
Un ‘esito negativo’ troppo generico
Negli atti comunali, infatti, emergerebbe un generico riferimento a un “esito negativo”. Non risulterebbe però, nella documentazione richiamata, una nota protocollata indirizzata alla Funzione Pubblica né un successivo riscontro del Dipartimento.
È un punto che assume particolare rilievo perché la verifica prevista dalla mobilità obbligatoria non è un passaggio puramente formale.
La questione è se il Comune abbia acquisito e documentato correttamente l’esito della procedura prima di procedere con il concorso. Cioè, se abbia cercato bene se ‘c’era qualcuno tra i suoi dipendenti adatto per quell’incarico.
La contestazione del sindacato
Sul punto è intervenuta a suo tempo anche la Cisl Fp, che considera la procedura viziata da possibili illegittimità.
Il sindacato ha posto l’attenzione proprio sulla mobilità obbligatoria e sulla necessità di documentare in modo puntuale l’esito della verifica prevista prima dell’avvio della procedura concorsuale.
Il tema, dunque, non riguarda soltanto l’opportunità di assumere un nuovo dirigente avvocato. La questione è se tutti i passaggi preliminari previsti per arrivare al concorso siano stati svolti e adeguatamente documentati.
La presenza di un generico riferimento a un “esito negativo”, senza una nota protocollata alla Funzione Pubblica e senza un riscontro del Dipartimento, viene indicata come uno degli elementi problematici della vicenda.
Si tratta, tuttavia, di contestazioni che dovranno essere valutate nell’ambito del giudizio davanti al TAR del Lazio.
Dagli atti comunali esaminati emerge infatti la decisione dell’amministrazione di resistere al ricorso e di difendere la legittimità della procedura.
Il Comune di Latina decide di resistere
La Giunta comunale ha quindi autorizzato l’Ente a costituirsi nel giudizio davanti al TAR Lazio di Latina.
L’obiettivo è difendere gli atti con cui è stato indetto il concorso per il dirigente avvocato.
Il Comune di Latina ha ritenuto necessario procedere rapidamente alla costituzione in giudizio, proprio perché la procedura concorsuale è stata impugnata dai propri dipendenti.
La decisione arriva dopo che la competente dirigenza aveva espresso l’interesse dell’Ente a costituirsi nel procedimento.
Il Comune, dunque, non fa marcia indietro sul concorso. Al contrario, sceglie di difenderlo davanti al giudice amministrativo.
Per farlo, però, deve rivolgersi a un avvocato che non appartiene alla propria struttura.
Una situazione insolita per l’amministrazione
A rendere ancora più particolare la vicenda c’è un altro elemento: l’elenco dei professionisti esterni previsto dal regolamento dell’Avvocatura comunale non è ancora operativo.
Il Comune di Latina ha quindi proceduto alla scelta della professionista sulla base della sua competenza e della sua esperienza specifica.
Il regolamento dell’Avvocatura consente comunque il ricorso a professionisti esterni nei contenziosi di particolare rilevanza o quando ricorrano situazioni adeguatamente motivate. Tra queste rientra anche la particolare gravosità degli affari o la necessità di una specifica competenza.
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