È il nuovo tassello di una vicenda che da quasi un anno pesa sulla vita di centinaia di famiglie, dopo la chiusura della vecchia sede e il trasferimento degli studenti nel “Ciambellone” di via Filippo Turati.
Un piano che ora accende grandi speranze, ma anche una domanda fondamentale.
Il conto supera i 7,5 milioni: chi li paga?
La cifra è quella che salta immediatamente agli occhi nel nuovo Programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028: 7.567.528,52 euro per la “Messa in sicurezza Scuola De Rossi”, approvati dalla Giunta comunale guidata dal sindaco Ascanio Cascella il 7 agosto scorso.
Si tratta, per importo, dell’intervento più pesante inserito nell’attuale programmazione delle opere pubbliche di Velletri. Il Comune prevede 5 milioni di euro nel 2027 e altri 2.567.528,52 euro nelle annualità successive.
Ma non è chiaro se queste cifre debbano gravare sul bilancio comunale (soluzione poco probabile) o se si spera in qualche bando regionale o ministeriale.
La definizione ufficiale utilizzata negli atti è quindi “messa in sicurezza”: parlare di maxi ristrutturazione fotografa la dimensione dell’operazione, ma al momento i documenti esaminati non descrivono ancora nel dettaglio tutte le lavorazioni che saranno eseguite all’interno dell’edificio e da dove arriveranno i soldi.
Il primo vero appuntamento è nel 2027
Sui tempi emerge un elemento preciso.
Nella scheda comunale il 2027 è indicato come l’anno nel quale si prevede di dare avvio alla procedura di affidamento. Non significa, dunque, che la scuola sarà pronta nel 2027: significa che quello è, allo stato degli atti, il primo anno programmato per mettere concretamente in moto la procedura destinata a portare ai lavori.
E qui sta il punto più delicato: nel piano non compare una data certa di ultimazione dell’intervento. La distribuzione della spesa oltre il 2027 lascia però già capire che l’operazione non è immaginata come un cantiere lampo.
Quasi 500 studenti lontani dalla loro scuola
La nuova programmazione arriva dopo mesi difficili.
Nell’estate 2025 circa 500 studenti della De Rossi furono trasferiti nel cosiddetto “Ciambellone” di via Filippo Turati dopo l’emergere di criticità strutturali e sismiche che portarono alla chiusura della sede originaria.
Per evitare di dividere gli alunni tra più edifici, il Comune di Velletri ricorse all’occupazione d’urgenza della struttura privata.
Quella soluzione nata come risposta all’emergenza si è progressivamente allungata.
Gli ultimi atti analizzati nei mesi scorsi portavano infatti l’orizzonte della permanenza nella sede provvisoria almeno fino a settembre 2028, con un costo già quantificato in 450mila euro tra 2025, 2026 e 2027: 90mila euro per il primo anno e 180mila euro per ciascuno dei due successivi.
Accesa una speranza. Ora bisogna trovare i soldi
È proprio qui che il nuovo documento cambia la prospettiva. Finora la storia della De Rossi era soprattutto quella dell’emergenza: edificio inutilizzabile, studenti spostati e una sistemazione provvisoria destinata a durare anni.
Adesso compare con chiarezza anche la dimensione economica della soluzione definitiva: oltre 7,56 milioni di euro. Meno chiaro il fatto che nessuno dice nulla sulla provenienza di queste somme.
Il nuovo aggiornamento del Programma triennale è stato approvato dalla Giunta comunale con la deliberazione n. 189 del 7 agosto 2026.
Gli schemi dovranno essere pubblicati e potranno ricevere osservazioni per 30 giorni prima del successivo esame del Consiglio comunale; la stessa delibera precisa inoltre che, in questa fase, non viene ancora assunto un impegno di spesa.
Il quadro, quindi, oggi è netto: il Comune di Velletri ha programmato la maxi messa in sicurezza, ha fissato una stima da 7,57 milioni e indica il 2027 per l’avvio della procedura di affidamento.
Ma la data in cui i ragazzi potranno davvero rientrare nella loro scuola resta ancora da scrivere.



















