La Commissione straordinaria ha deciso di avviare il procedimento per il recesso dal contratto di locazione e di trasferire le attività didattiche nel palazzo comunale di piazza dei Bersaglieri.
Alla base della scelta ci sono le condizioni dell’edificio, le criticità degli impianti, l’assenza della verifica di vulnerabilità sismica e la volontà di non destinare ulteriori risorse pubbliche alla sistemazione di un immobile che non appartiene al Comune.
Il Comune di Aprilia spende 185mila euro l’anno di affitto per l’immobile, l’ultimo contratto di comodato con il Comune è stato sottoscritto nel marzo 2018.
Una locazione iniziata negli anni ’70
La storia della scuola Gramsci nell’edificio di via Marco Aurelio parte da lontano.
Negli anni ’70 ha ospitato le scuole elementari: una sede allpra moderna, alternativa a quella storica di Piazza Marconi o di alloggiamenti improvvisati come quello di “Palazzo Pizzo”.
Il Comune di Aprilia poi deliberò di prendere in affitto l’immobile nel maggio del 1987. Il primo contratto ‘moderno’ venne sottoscritto nel febbraio 1988, con decorrenza dal 3 agosto 1987.
Nel corso degli anni il rapporto è proseguito attraverso rinnovi e nuovi contratti.
La locazione venne inizialmente riferita all’edificio destinato all’attività scolastica. Successivamente furono aggiunte anche alcune aree scoperte adiacenti, utilizzate per le attività scolastiche all’aperto.
Nel 2018 è stato poi sottoscritto un nuovo contratto di locazione a uso non abitativo. L’accordo consentiva al Comune di utilizzare l’intero immobile e le relative pertinenze.
Quello che oggi viene deciso dalla Commissione straordinaria rappresenta quindi la conclusione di un rapporto che, nelle sue diverse forme contrattuali, dura da più di cinquant’anni.
La scuola non viene più considerata idonea
A far cambiare direzione all’amministrazione sono state soprattutto le condizioni dello stabile.
La direzione scolastica aveva segnalato al Comune di Aprilia, con una nota del 27 aprile 2026, diverse criticità legate alla vetustà dell’edificio.
Nella comunicazione venivano evidenziate
«gravi condizioni di degrado del plesso Gramsci tali da non garantire i livelli minimi di sicurezza per alunni e personale».
La segnalazione è stata poi esaminata dagli uffici comunali. Il dirigente del V Settore Lavori Pubblici, Patrimonio e Manutenzioni ha presentato alla Commissione straordinaria una relazione nella quale vengono confermate diverse carenze.
Tra i problemi viene indicata in particolare l’inidoneità degli impianti elettrici, che renderebbero l’immobile non idoneo a continuare a svolgere la funzione scolastica.
C’è anche il nodo della sicurezza sismica
Un ulteriore elemento riguarda la struttura dell’edificio.
Il complesso di via Marco Aurelio è stato realizzato negli anni Sessanta. È quindi precedente all’introduzione delle moderne classificazioni sismiche del territorio e delle successive norme tecniche per le costruzioni.
La Commissione straordinaria ha inoltre rilevato l’assenza della verifica di vulnerabilità sismica prevista dalla normativa.
Questa circostanza assume particolare importanza perché il Comune di Aprilia non dispone, secondo quanto riportato nella delibera, di un quadro conoscitivo completo sulle condizioni strutturali dell’immobile.
Di conseguenza non è possibile stabilire con sufficiente certezza quali interventi sarebbero necessari per mantenere la scuola nell’attuale sede. Restano da definire anche la loro entità, la sostenibilità tecnica e il relativo costo.
È uno dei motivi per cui la Commissione ritiene necessario cambiare strategia.
Oltre 460 tra studenti e docenti
Il tema della sicurezza assume un peso ancora maggiore considerando il numero di persone che frequentano quotidianamente la struttura.
La delibera parla di «all’incirca oltre 460 persone studenti e docenti».
Per la Commissione straordinaria, davanti alle criticità emerse, è necessario valutare una diversa collocazione. L’obiettivo è consentire lo svolgimento delle lezioni «in modo ordinato e immune dai pericoli evidenziati».
La scelta non viene quindi rinviata alla conclusione di ulteriori valutazioni sull’edificio. L’amministrazione ha deciso di organizzare direttamente una soluzione alternativa.
Nessun altro istituto può accogliere la Gramsci
Prima di arrivare alla soluzione del palazzo comunale di Piazza dei Bersagleiri, il Comune ha verificato se fosse possibile trasferire le classi in altri edifici scolastici di Aprilia.
La risposta è stata negativa.
La Commissione ha preso atto dell’esito del tavolo tecnico con i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi presenti sul territorio.
Il confronto non ha consentito di individuare spazi sufficienti per collocare, anche temporaneamente, gli alunni della Gramsci negli altri plessi.
Questa verifica ha escluso una delle possibili alternative. A quel punto la soluzione è stata individuata all’interno dello stesso patrimonio comunale.
La scuola si trasferisce in piazza dei Bersaglieri
Il provvedimento dispone il trasferimento delle attività didattiche della scuola Gramsci nei primi tre piani del palazzo comunale di piazza dei Bersaglieri.

La scelta comporterà però una riorganizzazione degli uffici attualmente presenti nell’edificio.
Gli uffici che occupano il primo e il secondo piano saranno trasferiti nell’immobile comunale di piazza Mostardas.
Gli uffici oggi collocati al terzo piano saranno invece trasferiti nei locali non utilizzati del quinto piano dello stesso palazzo comunale.
È quindi previsto un vero e proprio riassetto degli spazi dell’amministrazione per consentire alla scuola di trovare posto nell’edificio pubblico.
La Commissione ha inoltre chiesto di individuare una diversa collocazione per il personale scolastico, in vista dell’imminente avvio dell’anno scolastico 2026/2027.
Il Comune di Aprilia vuole interrompere l’affitto
Il trasferimento della scuola è legato direttamente alla decisione di interrompere il rapporto con l’immobile privato.
La Commissione straordinaria ha dato mandato al dirigente del V Settore, anche con il supporto dell’Avvocatura civica, di «avviare l’iter per il recesso del vigente contratto di locazione».
La motivazione non è soltanto legata alle condizioni dello stabile. Nel provvedimento viene evidenziato anche il peso economico della prosecuzione della locazione.
Continuare a utilizzare l’edificio significherebbe infatti mantenere un rilevante onere finanziario per il Comune. A questo si aggiungerebbe la possibile necessità di sostenere ulteriori interventi di manutenzione, adeguamento e conservazione.
La Commissione considera poco conveniente utilizzare risorse pubbliche per intervenire su un immobile di proprietà privata.
Viene ricordato anche quanto stabilito dalla Corte dei Conti:
“il principio rigoroso del vincolo di destinazione delle risorse pubbliche, che vieta l’impiego di fondi dell’Ente su beni di terzi privati, ove ciò comporti un ingiustificato incremento patrimoniale in capo al proprietario”.
Risorse da destinare al patrimonio comunale
La scelta viene inserita in una strategia più ampia di razionalizzazione del patrimonio pubblico.
L’amministrazione commissariale indica tra i propri obiettivi prioritari l’ottimizzazione degli immobili comunali e il superamento di situazioni gestionali considerate non più coerenti con una corretta programmazione delle risorse.
La logica indicata nella delibera è quella di ridurre progressivamente la spesa per le locazioni passive e concentrare gli investimenti sul patrimonio di proprietà dell’ente.
Il Comune di Aprilia ritiene quindi preferibile destinare le proprie risorse a edifici che rimarranno nella disponibilità pubblica.
Nel documento si sottolinea inoltre che, allo stato attuale, le risorse necessarie per mettere a norma l’edificio scolastico privato non sono disponibili.
La sicurezza prima della continuità della locazione
La decisione mette insieme due esigenze.
Da una parte c’è la necessità di garantire la sicurezza degli studenti e del personale. Dall’altra c’è quella di evitare che il Comune di Aprilia continui a sostenere costi per un edificio privato che presenta criticità ancora da approfondire.
Il provvedimento richiama anche gli orientamenti della Corte dei Conti sull’utilizzo delle risorse pubbliche. La Commissione evidenzia il principio secondo cui
«sia sconveniente impiegare risorse pubbliche, peraltro al momento impossibili da reperire, per mettere a norma l’edificio scolastico, di proprietà privata».
Da qui la decisione di non programmare nuovi investimenti significativi sull’edificio di via Marco Aurelio.
Una conferenza interna per organizzare il trasferimento
La Commissione straordinaria non ha atteso l’adozione della delibera per iniziare a studiare le alternative.
Con una nota del 5 giugno 2026 era stata istituita una Conferenza di Servizi interna permanente. Ne fanno parte sovraordinati, dirigenti e funzionari dell’ente competenti sulle diverse questioni.
Il gruppo di lavoro ha avuto il compito di affrontare le problematiche legate alla scuola e individuare una soluzione per garantire la ripresa delle attività in sicurezza.
Il confronto con gli altri istituti cittadini ha escluso la possibilità di distribuire gli alunni nei diversi plessi. Da qui la scelta del palazzo comunale di piazza dei Bersaglieri.
Trenta giorni per organizzare tutto
I tempi indicati dalla Commissione sono molto stretti.
I settori comunali interessati avranno 30 giorni dall’adozione del provvedimento per completare gli adempimenti richiesti.
Entro il 30 settembre 2026 dovranno inoltre presentare un rendiconto alla Commissione straordinaria.
Nel frattempo dovrà essere organizzato il trasferimento della scuola. Dovranno essere predisposti gli spazi per le attività didattiche. Dovranno essere trasferiti gli uffici comunali. Dovrà essere individuata anche la collocazione del personale scolastico.
Tutto dovrà avvenire in vista dell’inizio dell’anno scolastico 2026/2027.
Quello che noi abbiamo definito “Mission impossible”.
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