Ma ora sulla vicenda irrompe una domanda ancora più scomoda: alcuni appartamenti avrebbero già ottenuto l’agibilità grazie a una soluzione temporanea.
Se fosse confermato, perché quella stessa strada non sarebbe stata utilizzata per tutti gli altri?
È il nuovo capitolo di una storia che appena poche settimane fa era arrivata ufficialmente anche in Consiglio comunale.
La nuova denuncia: «Alcune case sono già agibili»
A riaccendere il caso l’11 agosto è Italia dei Diritti De Pierro. Carlo Spinelli, segretario provinciale romano del movimento, sostiene che nel comprensorio vi sarebbero proprietari che hanno già potuto occupare regolarmente gli appartamenti dopo aver ottenuto l’agibilità grazie a una soluzione temporanea.
Altri, invece, continuerebbero a pagare il mutuo senza poter entrare nella casa acquistata, sommando in alcuni casi anche il costo dell’affitto.
La richiesta politica alla sindaca Veronica Felici è di intervenire.
Ma a giugno il Comune diceva: nessuna casa agibile
Il 25 giugno 2026 il problema dell’ex Banci Sud era arrivato in aula con un’interrogazione della consigliera M5S Stefania Padula.
Il portale ufficiale del Consiglio comunale certifica che l’interrogazione riguardava espressamente lo «stallo nelle procedure di agibilità» e che a rispondere fu l’assessore all’Urbanistica Roberto Mambelli.
In quella sede venne riferito che gli immobili del complesso non risultavano in possesso dell’agibilità e che le segnalazioni presentate erano state fermate per le criticità ancora presenti.
Il nodo resta sotto terra: manca il collegamento fognario
Il punto centrale non è un dettaglio burocratico. La rete fognaria del nuovo insediamento non risultava ancora collegata alla rete esistente e funzionante di via Vaccareccia.
Sullo sfondo anche la questione della presa in carico degli impianti da parte di Acea Ato 2 e la necessità di completare le opere previste dalla convenzione urbanistica.
La rete idrica, secondo quanto riferito dall’assessore a giugno, era invece in fase di completamento.
Tradotto dal linguaggio amministrativo: le case sono state costruite, molte vendute. Ma il quartiere è rimasto incagliato su una delle infrastrutture più basilari necessarie per renderle pienamente utilizzabili.
C’era già un “piano B”, ma mancava ancora la firma
Il Comune di Pomezia aveva già indicato una possibile via d’uscita: una condotta premente provvisoria per portare i reflui del nuovo quartiere fino alla rete esistente, anticipando la soluzione definitiva legata alla futura strada tra via Valle Caia e Pratica di Mare.

Il problema, spiegato in aula, era che il percorso avrebbe dovuto attraversare anche terreni non appartenenti alla società attuatrice. A fine giugno l’assessore parlava di un accordo sostanzialmente vicino, ma non ancora formalizzato.
Ed è proprio per questo che la denuncia arrivata oggi assume un peso politico particolare: se una soluzione provvisoria è stata effettivamente trovata per alcune abitazioni, occorre capire quale, quando e sulla base di quali atti.
Un quartiere nato da una storia urbanistica lunghissima
Il paradosso diventa ancora più evidente guardando alle date.
La riconversione dell’ex stabilimento industriale Banci Sud non nasce ieri: il programma venne adottato dal Comune di Pomezia già nel 2009 e approvato dalla Regione Lazio nel 2012. La convenzione urbanistica attuativa oggi richiamata negli atti è stata stipulata il 2 novembre 2022.
Nel febbraio 2024 la Regione Lazio ha inoltre autorizzato le opere di urbanizzazione presentate da Pratica di Mare Green Srl per il programma integrato di riconversione dell’ex Banci Sud.
Anni di carte, autorizzazioni, convenzioni e lavori. E nel 2026 il problema è ancora una fogna da collegare.
Ora la domanda arriva dritta in Comune
Il numero delle 450 famiglie va trattato con precisione. È quello indicato nell’interrogazione consiliare e oggi ripreso da Italia dei Diritti, non risulta da un censimento ufficiale comunale pubblicato.
Ma la sostanza dello stallo è stata riconosciuta nella stessa aula consiliare.
Ora però l’Amministrazione Felici ha davanti nuove domande più difficile da liquidare con il richiamo alle procedure.
Esistono davvero appartamenti dell’ex Banci che hanno già ottenuto l’agibilità? E, soprattutto, con quale sistema è stato superato per loro il problema degli scarichi?
Perché se quella soluzione esiste ed è tecnicamente e legalmente replicabile, per le altre centinaia di proprietari il problema non sarebbe più soltanto capire quando arriverà l’agibilità: sarebbe capire perché non sia arrivata anche a loro.
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