Il deposito Atac di Acilia, sulla via Ostiense, è destinato a diventare uno dei punti centrali di questa trasformazione, con la presenza anche di un impianto capace di produrre, comprimere, stoccare e distribuire idrogeno verde direttamente nell’area della rimessa.
Oltre 110 milioni per rinnovare la flotta
L’operazione nasce dalle risorse assegnate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla Città Metropolitana di Roma Capitale nell’ambito dei programmi per il rinnovo del trasporto pubblico.
Il piano, articolato su un arco temporale decennale, punta alla sostituzione progressiva dei mezzi più vecchi con autobus elettrici e a idrogeno.
La convenzione tra gli enti coinvolti consente di passare dalla programmazione alla fase operativa. Le risorse saranno utilizzate per l’acquisto dei nuovi mezzi, ma anche per gli interventi sulle infrastrutture e sui depositi. Il finanziamento complessivo è indicato in oltre 110 milioni di euro.
L’obiettivo però non riguarda quindi soltanto l’acquisto di autobus.
La transizione verso la mobilità a zero emissioni richiede infatti anche la realizzazione delle strutture necessarie per ricaricare i veicoli elettrici e per rifornire quelli alimentati a idrogeno.
Bus più moderni e a zero emissioni
I nuovi autobus saranno destinati a migliorare sia l’impatto ambientale sia le condizioni di viaggio.
I mezzi saranno dotati di sistemi per favorire l’accessibilità alle persone con mobilità ridotta.
A bordo sono inoltre previsti climatizzazione, prese USB, videosorveglianza e sistemi per il conteggio dei passeggeri.
La scelta delle tecnologie non sarà però identica per tutti i mezzi.
L’elettrico a batteria è particolarmente adatto a diversi servizi urbani. L’idrogeno attraverso celle a combustibile può invece risultare interessante sulle linee che richiedono percorrenze più lunghe e tempi ridotti per il rifornimento.
Il progetto comunale per Acilia considera proprio questa caratteristica.
Secondo Roma Capitale, gli autobus a idrogeno possono raggiungere autonomie nell’ordine dei 500-600 chilometri, un dato ritenuto particolarmente utile per collegamenti lunghi come quelli tra il litorale e il resto della città.
Acilia, il deposito dove l’idrogeno sarà prodotto
Il progetto più particolare riguarda il deposito Atac di Acilia.
Qui non si prevede semplicemente l’installazione di un distributore dove far rifornire gli autobus. L’idea è realizzare una vera filiera locale dell’idrogeno.
Roma Capitale ha affidato all’Università Sapienza il progetto dell’impianto destinato alla produzione, compressione, stoccaggio e rifornimento dell’idrogeno green.
Il finanziamento previsto per l’intervento è di 6.027.053 euro. Il progetto risulta attualmente indicato dall’amministrazione come “in fase di progettazione”, con una durata programmata fino alla fine del 2027.
Nella prima fase l’impianto dovrebbe servire 30 autobus a idrogeno. L’amministrazione ha però indicato anche una prospettiva di ampliamento, fino a una flotta potenziale di 113 autobus alimentati con questa tecnologia.
Come si produce l’idrogeno in una rimessa per autobus
Il funzionamento previsto ad Acilia è abbastanza semplice da descrivere, anche se l’impianto richiederà infrastrutture industriali specifiche.
L’elemento centrale sarà l’elettrolizzatore. È una macchina che utilizza energia elettrica per separare l’acqua nelle sue componenti fondamentali, idrogeno e ossigeno.
L’idrogeno ottenuto viene poi sottoposto alle fasi successive di trattamento e compressione prima di essere immagazzinato e utilizzato per il rifornimento degli autobus.
Roma Servizi per la Mobilità spiega che l’elettrolizzatore sarà la macchina utilizzata per produrre idrogeno dall’acqua.
La stessa fonte indica una capacità prevista di circa 560 chilogrammi di idrogeno al giorno, sufficiente nella prima fase per alimentare fino a 30 autobus.
Il percorso può quindi essere riassunto in quattro passaggi:
- acqua ed energia elettrica entrano nell’elettrolizzatore;
- l’elettrolisi produce idrogeno;
- il gas viene compresso e stoccato;
- infine viene trasferito attraverso l’impianto di rifornimento ai serbatoi degli autobus.
Per parlare propriamente di idrogeno verde, però, è fondamentale anche l’origine dell’elettricità utilizzata per l’elettrolisi.
Il vantaggio ambientale è massimo quando l’energia elettrica proviene da fonti rinnovabili. È questo il principio alla base dell’idea di produzione di idrogeno green associata al progetto di Acilia.
Dalla produzione al rifornimento dei bus
La presenza dell’impianto direttamente nel deposito permette di concentrare nello stesso luogo produzione, stoccaggio e rifornimento.
Non sarebbe quindi necessario trasportare quotidianamente l’idrogeno da un impianto esterno alla rimessa.
L’idrogeno, dopo essere stato prodotto, deve essere portato alle condizioni necessarie per il rifornimento dei veicoli. Il progetto affidato alla Sapienza comprende infatti non solo la produzione, ma anche compressione, stoccaggio e rifornimento.
È un passaggio importante perché l’idrogeno destinato ai trasporti viene utilizzato in forma gassosa ad alta pressione. La stazione dovrà quindi integrare sistemi specifici per gestire il gas nelle diverse fasi, dalla produzione fino al rifornimento dei mezzi.
Il vantaggio operativo è soprattutto legato ai tempi di rifornimento e all’autonomia.
Per un autobus che deve effettuare numerose corse nell’arco della giornata, poter fare rifornimento rapidamente e tornare in servizio è un elemento importante nella gestione della flotta.
Un distributore anche per i privati
Il progetto di Acilia potrebbe avere una ricaduta che va oltre il trasporto pubblico.
L’amministrazione ha infatti manifestato l’intenzione di affiancare alla produzione di idrogeno anche un distributore destinato, in prospettiva, alla clientela privata.
L’idea è iniziare a costruire a Roma un piccolo ecosistema legato alla mobilità a idrogeno.
La stazione nata per alimentare gli autobus potrebbe quindi diventare, almeno nelle intenzioni, un’infrastruttura accessibile anche ad altri veicoli compatibili.
Si tratta di un possibile sviluppo futuro. La priorità del progetto resta infatti il servizio pubblico e, nella prima fase, l’alimentazione dei 30 autobus previsti.
Patanè: “Un passo decisivo”
L’assessore alla Mobilità sostenibile e ai Trasporti, Eugenio Patanè, ha sottolineato il valore infrastrutturale dell’operazione:
“Con questa firma compiamo un passo decisivo per trasformare il trasporto pubblico di Roma. Non ci limitiamo ad acquistare autobus di nuova generazione a zero emissioni, ma realizziamo l’infrastruttura necessaria per farli funzionare.
La stazione di Acilia sarà un modello per la produzione e la ricarica di idrogeno verde, proiettando Roma in prima linea nel raggiungimento degli obiettivi europei di neutralità climatica”.
Il progetto di Acilia era già stato definito dall’amministrazione come uno degli interventi più innovativi nel percorso di elettrificazione del trasporto pubblico.
Una trasformazione che parte dai depositi
La strategia romana mostra così un aspetto spesso meno visibile della transizione energetica.
Cambiare la flotta degli autobus non significa soltanto acquistare veicoli diversi. Significa trasformare anche i depositi dove i mezzi vengono parcheggiati, riforniti e preparati per il servizio.
Per gli autobus elettrici questo comporta soprattutto nuove infrastrutture di ricarica e adeguamenti della rete elettrica. Per quelli a idrogeno serve invece una filiera specifica, con produzione o approvvigionamento del gas, compressione, stoccaggio e stazioni di rifornimento.
Acilia è destinata a concentrare tutte queste funzioni in un unico polo. L’impianto, nelle intenzioni del Campidoglio, potrà diventare un modello replicabile in altri depositi della Capitale.
La sfida sarà ora passare dalla progettazione alla realizzazione.
Leggi anche: Stop viabilità a Roma fino al 28 agosto su un tratto della A24: chiusa la galleria Pittaluga





















