Il nuovo DUP (Documento Unico di Programmazione) 2027-2029 votato a inizio agosto mette nero su bianco il “Fascicolo di bonifica” e indica l’“avvio bonifica” dei tre siti che da anni rappresentano alcune delle ferite ambientali più pesanti della città, delle vere e proprie bombe ecologiche.
Tre nomi che tornano ancora nel DUP
La formula del Comune di Pomezia è forte, ma va letta con attenzione.
Il municipio vuole ricostruire attraverso un unico fascicolo documenti, stato delle procedure e necessità economiche, cercando anche finanziamenti sovracomunali.
Il DUP cita espressamente Eco X, discarica d’amianto di Valle Caia ed ex Kema e parla di avvio delle bonifiche.
Questo non significa che domani mattina apriranno tre cantieri, anzi, i tre casi viaggiano a velocità molto diverse.
E soprattutto la promessa non nasce oggi: il “Fascicolo di bonifica” e gli stessi tre siti comparivano già nella precedente programmazione comunale. Il nuovo DUP, dunque, rilancia un conto ambientale che Pomezia si trascina dietro da anni.
Ex Kema, qui la bonifica è arrivata alla gara
Il dossier più avanzato è quello della ex Kema di via delle Pesche 11.

Qui non siamo più soltanto alle intenzioni. Nel gennaio 2023 la Regione Lazio intervenne dopo una richiesta urgente collegata all’esecuzione di una sentenza penale irrevocabile, mettendo in campo 2,5 milioni di euro, 1,5 milioni per il 2023 e un milione per il 2024. Le opere di bonifica erano già curate dal Comune di Pomezia, in danno, fin dal 2005.
La Giunta Felici ha quindi ereditato un finanziamento già esistente, ma negli anni successivi la procedura è andata avanti: progettazione, atti tecnici e infine la gara del 2026 per il ripristino ambientale (con CUP G56F23000080002 e CIG BA0F1E2032).
A marzo è stata nominata anche la Commissione giudicatrice. Il DUP continua però a indicare la caratterizzazione dell’ex Kema come attività in corso: la parola “fine”, insomma, non può ancora essere scritta.
Eco X, otto anni dopo il rogo il problema non è sparito
Poi c’è Eco X, il sito devastato dall’incendio del 5 maggio 2017. Qui una prima fase di messa in sicurezza e caratterizzazione è stata finanziata e contabilmente chiusa, ma il tempo ha riaperto il problema.

Una relazione della Regione Lazio del 2025 descrive infatti una situazione tutt’altro che archiviata: maltempo, deterioramento e incursioni di ignoti hanno danneggiato i teli protettivi, la vegetazione è ricresciuta e parte dei cumuli di rifiuti è tornata esposta alle piogge.
La Regione Lazio li definisce una potenziale sorgente primaria di contaminazione e ritiene necessaria la rimozione e lo smaltimento.
Per questo nel 2025 sono state incrementate le risorse regionali destinate alla rimozione dei rifiuti nei siti dismessi e a Pomezia sono poi stati assegnati 200mila euro per Eco X.
Il nuovo DUP parla ora di un tavolo tecnico con la Regione Lazio. Anche qui, quindi, la bonifica definitiva resta una partita aperta.
Valle Caia, l’amianto e una storia che viene da lontano
Il terzo nome è Valle Caia, forse il dossier politicamente più scomodo perché è quello sul quale, oggi, emerge meno concretezza operativa.
La discarica di via Valle Caia km 8,3 risultava autorizzata come impianto per rifiuti speciali non pericolosi. Ma nel 2009 scoppiò un’inchiesta sul conferimento di carichi vietati: al centro delle contestazioni anche amianto friabile, molto diverso dall’amianto compatto che l’impianto poteva ricevere. L’operazione portò allora ad arresti e numerosi indagati.

Negli anni successivi sono arrivati incendi, contestazioni sulle condizioni del sito e provvedimenti per il ripristino delle coperture e la manutenzione dell’area.
Oggi il DUP torna a chiamarla esplicitamente “discarica di amianto di Via Valle Caia” e la inserisce fra i siti sui quali intervenire.
Il vero problema: dalle parole ai cantieri
Per Kema ci sono milioni, progettazione e una gara. Per Eco X ci sono un nuovo finanziamento e una Regione che ha certificato la necessità di rimuovere rifiuti nuovamente esposti. Per Valle Caia, invece, nelle carte pubbliche reperite non emerge ancora un percorso recente altrettanto avanzato fatto di finanziamento dedicato, CUP e gara per la bonifica definitiva.
Tre storie diverse, dunque, tenute insieme da una promessa identica: chiudere finalmente alcune delle pagine ambientali più nere di Pomezia.
Il Comune le rimette tutte e tre nel DUP.
Ma dopo incendi, amianto, rifiuti abbandonati, soldi pubblici spesi e decenni di attese, questa volta il risultato non potrà misurarsi dalle righe scritte nel Piano.
Dovrà misurarsi dai rifiuti inquinanti che spariranno davvero da Eco X, Kema e Valle Caia, insomma dal territorio di Pomezia.
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